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Grafica etichette per prodotti popolari e di lusso: come abbinare i colori

Progettare un’etichetta che catturi l’attenzione non è banale come potrebbe sembrare, soprattutto se si vuole attrarre una ben determinata cerchia di acquirenti.

Un allineamento di prodotti sullo scaffale viene inizialmente adocchiato a distanza dal consumatore. In questa fase, il fattore dominante che suscita l’appeal è il colore.

Prima che il cliente si avvicini per visualizzare i dettagli dell’etichetta, l’abbinamento dei colori classifica immediatamente il prodotto su una specifica fascia di qualità.

come stampare etichette adesive in bobina con una stampante digitale per produzioni artigianali

Un’etichetta realizzata con l’accostamento di molti colori contrastanti è tipica di un prodotto commerciale o destinato ad un pubblico giovanile.

Un’etichetta monocromatica o con pochi colori ben assortiti si addice ad un prodotto di lusso dedicato ad una clientela sofisticata.

Nella ricerca di una grafica funzionale e accattivante, affidarsi alle teorie sulla psicologia dei colori è limitante e condurrebbe ad utilizzare sempre gli stessi canoni per etichettare prodotti dello stesso settore.

Ruota dei colori e metodi di combinazione

La ruota dei colori è uno schema intuitivo di grande supporto nella scelta dei colori da inserire in un’etichetta.

Nella ruota sono rappresentati i colori primari (rosso, giallo e blu) e quelli secondari (viola, arancione e verde), comprese tutte le gradazioni, dai toni più scuri verso il bordo ai toni più chiari verso il centro.

Nelle ruote più complesse ci sono molti settori circolari con colorazioni intermedie che sono i colori terziari, ottenuti miscelando i tre colori primari in opportune percentuali.

Esistono vari criteri per abbinare con un certo feeling i colori. Analizziamone alcuni.

ruota dei colori e combinazioni cromatiche per realizzare etichette accattivanti

Combinazione di colori complementari

I colori complementari sono coppie di colori che si trovano sui lati opposti del cerchio cromatico.

I colori opposti realizzano il più elevato contrasto, risaltandosi e completandosi l’un l’altro.

Le coppie complementari fondamentali sono:

GIALLO
(primario)
VIOLA
(secondario = rosso + blu)
ARANCIO
(secondario = giallo + rosso)
BLU
(primario)
ROSSO
(primario)
VERDE
(secondario = blu + giallo)

Possiamo notare come ogni coppia sia composta da un colore caldo e da uno freddo, e che l’opposto di un colore primario sia sempre un colore secondario e viceversa.

Invece, l’opposto di un colore terziario sarà un altro colore terziario.

Un’etichetta con due colori complementari dominanti è un messaggio molto forte, soprattutto se i colori sono al massimo della saturazione.

Potrebbe essere una buona strategia per prodotti di fascia media come integratori alimentari, energy drink, salse esotiche, snack, bibite gassate e prodotti rivolti ad un pubblico vasto o piuttosto dinamico.

grafica etichette adesive per birre e bevande energetiche in lattina

Combinazione di colori complementari divisi

A volte puntare su due soli colori genera un impatto molto aggressivo e vincolante.

Per raccordare il contrasto dei colori complementari, si può optare per i complementari divisi, in cui ad un colore della ruota se ne associano 2 opposti consecutivi tra loro.

In questo modo, pur esaltando gli opposti, si genera una declinazione flessibile.

Quindi si potrebbe armonizzare il contrasto GIALLO-VIOLA con una di queste opzioni:

GIALLO ARANCIOVIOLA
GIALLO VERDEVIOLA
GIALLO MAGENTAVIOLA
GIALLO BLUVIOLA

I complementari divisi, soprattutto nelle più tenui tonalità pastello, si addicono per arricchire etichette dedicate a prodotti biologici del settore alimentare, cosmetici naturali o prodotti farmaceutici.

grafica etichette per conserve sott'olio

Combinazione di colori analoghi

I colori analoghi sono colori adiacenti l’uno all’altro sulla ruota dei colori, come:

ROSSO-ARANCIO

GIALLO-VERDE

VIOLA-BLU

Questi colori si combinano armonicamente senza cadere nell’appariscenza e sono gradevoli e rilassanti per la vista.

Un’etichetta con un’associazione di colori analoghi è una scelta adeguata a prodotti di lusso, destinati ad un pubblico selettivo che ambisce alla qualità dell’acquisto.

Si pensi alla dominanza dei verde-oro per le etichette di olio extravergine, dei bordeaux-porpora sulle bottiglie di Barbera, dei nero-testa di moro nei preparati al tartufo.

Per questi prodotti si assiste ad una vera e propria omologazione, anche perché è il consumatore stesso che associa quei colori alle categorie di prodotti. Sta all’abilità del designer trovare lo spunto stilistico e cromatico che possa rendere una confezione più attraente di un’altra.

grafica etichette adesive per bottiglie di birra artigianale

Combinazione Monocromatica

Scalandolo un solo colore da un tono più scuro a toni via via più chiari, si ottiene una gradazione monocromatica.

È una scelta estremamente raffinata e tutto sommato molto facile da progettare.

Per impartire una gerarchia visiva, gli elementi principali dell’etichetta dovranno essere associati ai toni più intensi, gli elementi secondari ai toni intermedi e alcune decorazioni di sfondo ai toni più pallidi.

Se dovessi etichettare una linea di confetture, in cui la trasparenza del barattolo di vetro già mostra i colori dei gusti, trovare una grafica che coordini l’etichetta con i vari frutti non è semplice.

Colori complementari e complementari divisi potrebbero risultare invadenti, soprattutto se distribuiti su grandi aree dell’etichetta.

grafica etichette adesive per confetture e miele

In questo caso una buona partenza per uno stile grafico più elegante è ridurre la “tavolozza dei colori” con una combinazione monocromatica o partire da una base neutra.

I colori neutri per definizione sono bianco, crema, beige, grigio, nero ma anche qualsiasi altra tinta a bassa intensità e saturazione.

Colore dei testi in un’etichetta

Un’etichetta con testi non leggibili è un investimento perso e una mancanza di rispetto verso il cliente.

Testi particolarmente ridotti di dimensioni, andrebbero scritti in nero su sfondo bianco o con una combinazione di colori tra testo e sfondo ad elevato contrasto.

Scegliendo sulla ruota cromatica due colori complementari, non ci saranno problemi di leggibilità, soprattutto selezionando gradazioni scure per il testo e chiare per lo sfondo (la situazione inversa è meno accomodante per la vista).

testo scuro + sfondo chiaro

testo chiaro + sfondo scuro

Stampanti di etichette a colori: l’importanza delle prove di stampa

Se vuoi stampare in autonomia le etichette dei tuoi prodotti e vuoi essere sicuro che la palette di colori sia correttamente stampata, è sempre opportuno eseguire delle prove di stampa, perché vari fattori influenzano il risultato finale:

  • materiale dell’etichetta
  • modello della stampante
  • impostazioni della qualità di stampa

Con un test di stampa si possono apportare tutte le modifiche per far corrispondere i colori stampati alla tua palette ideale.

Se vuoi approfondire l’argomento puoi leggere l’articolo:

Conclusioni

Realizzare la grafica di un’etichetta è un processo creativo che va portato a termine esaltando i valori della brand identity, attraverso una sinergia di colori, forme e tecnologie di stampa.

Elisabetta Urbisaglia

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5 PUNTI CHE DEVI CONSIDERARE PRIMA DI INIZIARE UN PROGETTO DI ETICHETTATURA

Quando devi iniziare ad etichettare i tuoi prodotti, ci sono molte cose da considerare che spesso vengono trascurate

La progettazione dell’etichetta è un passaggio cruciale che non solo fornisce ai clienti informazioni come istruzioni o ingredienti ma contribuisce in modo determinante all’appeal del tuo prodotto.

Le etichette sono il mezzo attraverso il quale il tuo prodotto e il marchio aziendale sono visivamente legati insieme dal consumatore e devono catturare immediatamente l’attenzione del tuo potenziale acquirente.

come iniziare a progettare la tua etichetta

Immagina il tuo prodotto allineato insieme a tanti altri su uno scaffale: come fai ad attrarre l’attenzione?

Un’etichetta ben progettata ma anche ben applicata è certamente un buon punto di partenza.

Prima di iniziare a progettare l’etichetta del tuo prodotto, ci sono almeno 5 domande da analizzare in anticipo.

 1-  Quale aspetto desideri che abbia la tua etichetta?

A meno che un consumatore non abbia già familiarità con il tuo marchio o prodotto, l’imballaggio e l’etichettatura rappresentano la prima interazione visiva con l’acquirente.

Devi ideare un’etichetta che dia una prima impressione distinguibile e unica, considerando i fattori più influenti:

  • Combinazione di colori
  • Font e dimensioni dei caratteri
  • Visibilità del logo
  • Disposizione degli elementi e armonia grafica
  • Materiale dell’etichetta

L’aspetto della tua etichetta sarà influenzato e determinato in gran parte da questi 5 fattori.

2 – Quale è l’ambiente in cui verrà utilizzata l’etichetta?

Il tipo di prodotto etichettato e soprattutto il suo utilizzo finale influirà notevolmente sul tuo progetto di etichettatura.

Dovresti considerare quale sarà il ciclo di vita della tua etichetta e se sarà sottoposta a fattori aggressivi come temperature estreme, umidità, manipolazione che ne possano compromettere l’integrità del materiale e la leggibilità dei dati.

Se questo è il tuo caso devi prendere in considerazione materiali specifici

Etichette resistenti all’acqua

Se devi etichettare uno shampoo o una bottiglia di vino che viene conservata in frigo e poi immersa in un cestello per il ghiaccio devi utilizzare materiali specifici e tecnologie di stampa che garantiscano una stampa resistente anche in ambienti umidi o esposti all’acqua.

Etichette con adesivi rimovibili

Se devi etichettare oggettistica o un prodotto dove l’etichetta deve essere rimossa non utilizzare adesivi permanenti.

Esistono differenti tipi di adesivi rimovibili che non lasciano residui di colla fastidiosi ed è un aspetto che devi valutare insieme al materiale che intendi utilizzare per la tua etichetta

Ambienti difficili

Se stai realizzando prodotti che verranno utilizzati in ambienti fisici ostili, come il settore industriale o un magazzino polveroso, sporco e/o umido, agricolo, oppure un’etichetta che deve resistere in ambienti esterni devi valutare materiali garantiti per utilizzo esterno e resistenti a sollecitazioni di natura ambientale e/o meccanica.

come progettare l'etichetta per il tuo cliente target

Se hai bisogno di un’etichetta che mantenga la leggibilità e l’integrità per tutto il suo ciclo di vita devi impiegare materiali certificati e metodologie di stampa che ti assicurino la durata della stampa per il tempo necessario

Considera che in certe condizioni operative particolarmente ostili, o dove le temperature sono estremamente elevate non sempre si riesce a  trovare una soluzione di etichettatura che riesca a soddisfare i tuoi requisiti e quindi per risolvere il problema dovrai optare per soluzioni di stampa diretta sul materiale stesso come ad esempio i marcatori a micro-percussione

3 – Su quale superficie verrà posizionata l’etichetta?

Questa è una considerazione di carattere pratico e molte persone a volte trascurano questo fattore.

Superfici curve, irregolari o plastiche a bassa densità richiedono supporti e adesivi che riescano a mantenere una perfetta adesione sulla superficie per l’intera durata del tuo prodotto.

Alcune tipologie di adesivi hanno un buon tack iniziale, cioè si applicano saldamente alla superfice ma poi con l’utilizzo e l ‘esposizione a umidità o escursioni di temperatura tendono  a  scollarsi dalla superficie,

 Questa è una condizione che rovina l’immagine e la credibilità del tuo prodotto.

Inoltre le superfici curvilinee o irregolari richiedono materiali flessibili che possano adattarsi perfettamente realizzando un ancoraggio saldo con la superficie

Quindi nella scelta dell’etichetta è importante considerare il tipo e la forma della superficie con cui dovrà interagire

4 – L’etichetta richiede dati variabili come codici a barre, numeri di serie, numeri di lotto o data di scadenza?

Se ti fai stampare le tue etichette esternamente ti sei chiesto come stamperai sull’etichetta i dati variabili.

Il codice a barre puoi farlo stampare insieme alla grafica, ma il numero di lotto o la data di scadenza che devi apporre al momento del confezionamento comporta l’impiego di dispositivi che possano sovrastampare le tue etichette.

Gli strumenti più comunemente utilizzati sono i marcatori, progettati con lo scopo di stampare un un’informazione variabile sull’etichetta o direttamente sul prodotto

Puoi approfondire l’argomenti ai seguenti articoli

5 – Come applicherai la tua etichetta?

Se devi iniziare un progetto di etichettatura, forse non hai l’esperienza necessaria per porti il problema dell’applicazione delle etichette.

Ovviamente se hai solo pochi pezzi e se la tua superficie non è cilindrica, con un po’ di pazienza puoi applicarle a mano in modo accurato

Ma se la tua superficie è cilindrica come una bottiglia o un vasetto o se devi applicare migliaia di etichette devi utilizzare un applicatore di etichette semi-automatico o completamente automatico.

Quando la superficie è cilindrica o conica, come quella di bottiglie, lattine e barattoli l’applicazione manuale genera una serie di imperfezioni che si palesano quando i prodotti sono posizionati uno accanto all’altro sullo scaffale di un punto vendita.

L’applicazione manuale delle etichette genera grinze, disallineamenti, bolle d’aria e pieghe che sono non solo sgradevoli esteticamente ma contribuiscono a creare l’immagine di un’ azienda non  professionale.

Quando si lavora con gli applicatori di etichette, le  etichette devono essere realizzate in bobina e devono rispettare dei requisiti tecnici specifici.

Se non ti occupi di questo aspetto prima di iniziare il tuo progetto di etichettatura potresti trovarti con un materiale che non puoi efficacemente sfruttare per la tua applicazione

Se vuoi iniziare ad etichettare i tuoi prodotti o se desideri acquistare l’etichetta giusta per le tue necessità contattaci

Ing. Cristina Urbisaglia

cristina@acsistemisrl.com

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ETICHETTE PER PRODOTTI IN BARATTOLO: COME ETICHETTARE I VASETTI DI CONSERVE, PASSATE, SPEZIE IN COMPLETA AUTONOMIA

Sono tantissime le imprese agricole che coltivano i loro prodotti a partire dalla terra e a finire sullo scaffale.

Prodotti che l’acquirente riconosce immediatamente nella loro genuinità e qualità.

Sono barattoli di vetro selezionato che racchiudono colori e consistenze antiche, con apposte etichette distinguibili dalle omologhe concorrenti dei prodotti industriali.

Se sei un produttore di una ricetta tipica o di un’eccellenza regionale e desideri difendere la tua artigianalità, il confezionamento giusto è l’unico modo per trasmettere questo valore.

Delegare una tipografia per la stampa delle etichette, in caso di produzioni limitate, potrebbe non essere la scelta ideale , dovendo comunque eseguire in azienda un successivo processo di stampa dei dati variabili come data e lotto.

Certamente in tipografia si possono realizzare finiture come embossing, debossing, serigrafia, stampa a caldo per aggiungere dettagli pregiati sulle etichette, incrementando il prezzo rispetto ad una lavorazione di base.

Questo perché per ogni particolare aggiuntivo va creata una fustella dedicata, il cui costo di impianto viene diluito sul totale solo per una tiratura elevata di etichette.

In questo articolo vi presentiamo delle soluzioni di stampa in azienda per creare etichette dal carattere artigianale e al tempo stesso professionale, con tutti i passaggi per individuare la simbiosi perfetta tra contenitore ed etichetta.

1° Passaggio

Scelta della grafica da stampare in base al budget aziendale

Sembra affrettato parlarne, ma è l’elemento primordiale in base al quale si calibra tutto il progetto.

L’investimento iniziale per l’acquisto di una stampante a colori è molto più consistente di quello di una stampante a trasferimento termico, che invece produce etichette monocromatiche.

Da entrambe le tecnologie di stampa si possono ottenere eccellenti risultati grafici: la stampante a colori è adatta per tutti gli stili, mentre una stampante a trasferimento termico è più indicata per grafiche minimali e moderne.

Ecco due esempi di etichette con le due tecnologie di stampa:

Qual è quella che adotteresti per il tuo prodotto?

▪▪▪ Contattaci per un progetto grafico dedicato ai tuoi prodotti

2° Passaggio

Scelta della forma e della dimensione dell’etichetta

Un prodotto artigianale va mostrato al cliente e non nascosto con un’etichetta completamente avvolgente e per tutta l’altezza del barattolo.

Puoi optare per un’etichetta rettangolare unica o doppia fronte-retro, purché lasci ai golosi una finestra per ispezionare il prodotto.

Se avessi bisogno di spazio aggiuntivo per inserire tutte le informazioni, potresti sfruttare l’area offerta dal tappo, semmai con un’etichetta che includa nella sua fustellatura un sigillo di integrità anziché inserirlo come elemento a parte.

COME STAMPARE IN AZIENDA ETICHETTE PER CONFETTURE ARTIGIANALI

Una forma di etichetta fuori dall’ordinario, che sia tonda, ovale o con un profilo irregolare che segue un disegno, può essere una strategia per attrarre i clienti.

Le forme particolari vanno ben progettate perché potrebbero creare problemi al momento in cui l’etichetta viene applicata sul contenitore, sia nel caso in cui l’operazione avvenga manualmente, e ancor di più se si utilizzerà un’etichettatrice automatica.

3° Passaggio

Scelta del materiale dell’etichetta

Le stampanti di etichette sono delle macchine estremamente versatili e in grado di lavorare su un’ampia selezione di materiali.

  • Per le stampanti a colori puoi spaziare dalla carta naturale (opaca, patinata o lucida), alle carte goffrate con una trama in rilievo, alla carta craft con il suo aspetto grezzo, ai materiali sintetici con finitura opaca, lucida, perlata o metallizzata.

Gli inchiostri pigmentati sono resistenti e persistenti, ma la scelta del materiale influisce sulla saturazione del colore, per cui se nella tua grafica vuoi usare colori brillanti e pieni è consigliabile optare per un materiale con texture liscia.

Se il tuo prodotto contiene olio è preferibile una carta con trattamento antiolio o un materiale sintetico.

  • Per le stampanti a trasferimento termico la gamma dei materiali disponibili è altrettanto ampia, ad esclusione dei materiali con trame in rilievo che renderebbero difficile il trasferimento del colore. Puoi scegliere tra le carte naturali e i materiali sintetici come il poliestere, il polipropilene e il polipropilene trasparente.

La stampa monocromatica avviene per trasferimento del colore di un nastro inchiostrante (ribbon) per effetto del riscaldamento della testina di stampa. I ribbon sono disponibili in vari colori, anche tinte metallizzate.

Per etichette ultraresistenti e indelebili la combinazione ideale è un materiale sintetico stampato con nastro inchiostrante in resina.

4° Passaggio

Scelta della stampante di etichette idonea

La stampa in autonomia è un processo flessibile e vantaggioso, che puoi continuamente modellare secondo le tue esigenze

◾ Stampi al momento del bisogno la quantità di etichette necessaria

◾ Eviti scorte in magazzino di etichette obsolete

◾ Puoi sempre rinnovare la grafica modificando colori, testi, immagini sull’etichetta come preferisci

◾ Puoi integrare i dati variabili (come data di scadenza e lotto di produzione) nello stesso processo di stampa

Che si tratti di tecnologia a colori o a trasferimento termico, la scelta della stampante idonea per la tua azienda dipende da alcuni parametri, tra cui:

>>> la dimensione dell’etichetta (esistono modelli con larghezza di stampa differenti)

>>> il volume di stampa (se devi stampare svariate migliaia di etichette l’anno una stampante desktop non ha la velocità di una stampante di classe industriale)

▪▪▪ Contattaci per comunicarci le tue esigenze e scopri insieme a noi la tua soluzione di stampa ideale

5° Passaggio

Applica le tue etichette in maniera professionale con un’etichettatrice

In alcune circostanze, dove l’applicazione completamente manuale risulta difficoltosa e complessa, sia per il prodotto da etichettare che per i volumi di produzione giornaliera, un’etichettatrice semiautomatica è la soluzione ideale perché l’investimento non è oneroso e risolve i problemi comuni dell’applicazione manuale:

◾ eliminazione di grinze sull’etichetta

◾ disallineamenti tra etichetta e prodotto

◾ spreco di materiale

◾ perdita di tempo

Conclusioni

Un processo di stampa in autonomia, come del resto in ogni settore, richiede una formazione iniziale tutto sommato semplice ed intuitiva.

Dalle innumerevoli telefonate che riceviamo dagli utenti del nostro blog, possiamo affermare che l’acquisto delle giuste macchine non basta per automatizzare un processo, in assenza di un’adeguata istruzione.

Siamo sempre più orgogliosi del nostro lavoro che mette nelle mani dei nostri clienti una vera conoscenza degli strumenti che gli forniamo.

Contattaci per non perdere il tuo tempo prezioso

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La grandezza dei caratteri tipografici per etichette leggibili

Quando si parla di comunicazione in un’etichetta si deve pensare sia all’aspetto estetico complessivo che a quello funzionale a guidare il consumatore verso una scelta di acquisto informata.

Dimensione del carattere tipografico nelle etichette di generi alimentari e vinicoli

Per le etichette di generi alimentari e vinicoli la normativa si è espressa chiaramente: prendendo come riferimento la lettera x minuscola della parola Appendix

◾ tutte le informazioni obbligatorie vanno stampate con un’altezza del carattere minimo di 1,2 mm

◾ per imballaggi o contenitori ridotti la cui superficie maggiore misura meno di 80 cm2, l’altezza del carattere minimo deve essere pari o superiore a 0,9 mm

Scendere al di sotto di questi valori non solo espone a sanzioni ma crea un disagio in quel tipo di consumatore che non si ferma all’apparenza.

◾ le cifre che esprimono la gradazione alcolica dei vini non sono più soggette a variazione di dimensione in base alla % di alcol e seguono i criteri generali (1,2 mm)

◾ le cifre che esprimono la quantità nominale del prodotto, sia solido sia liquido, hanno un’altezza che varia in relazione alla quantità di prodotto contenuta nell’imballaggio:

▪ 2 mm fino a 50 g/ml

▪ 4 mm da 201 g/ml a 1000 g/ml

▪ 3 mm da 51 g/ml a 200 g/ml

▪ 6 mm da 1001 g/ml in su

Per le etichette dei generi non alimentari, per esempio i cosmetici, valgono indicazioni meno restrittive sulla dimensione minima dei caratteri, purché le informazioni risultino visibili, leggibili e indelebili, da posizionare eventualmente su etichette multiple o foglietti illustrativi.

La scelta del font come strumento di marketing

In un’epoca in cui il potere comunicativo delle immagini rappresentate in etichetta sta lasciando il posto a una tendenza decisamente minimalista e sobria, la scelta di un font distintivo può generare un’etichetta perfetta.

Il font esprime un’emozione, uno stile, un valore, la tua brand identity.

Esistono font più adatti a promuovere un prodotto destinato ai bambini, con le loro rassicuranti rotondità e ampiezze.

Font eleganti che sembrano piroettare sulle carte delle etichette dei vini.

Font calligrafici ricchi di abbellimenti femminili adatti ad un cosmetico da teen-ager.

Font geometrici dalle linee essenziali e compatte per etichettare prodotti destinati ad un pubblico sofisticato e moderno.

Font decorativi per prodotti artigianali o alternativi.

font opentype

Quando un grafico ricerca un font per un suo progetto, ha bisogno di una famiglia di font, includente tutte le varianti di dimensione, di peso e di stile di un determinato font ( light, regular, bold, condensed, italic).

Un layout deve interpretare un messaggio specifico, ed è consigliabile giocare all’interno di una sola famiglia di font piuttosto che abbinarne più di uno.

Con il giusto accostamento dei pesi e degli stili si riesce a creare la giusta gerarchia visiva tra i testi principali e secondari, strutturando un’etichetta accattivante ed efficacie.

grafica etichette adesive per prodotti da forno preconfezionati

Hai bisogno di un progetto grafico? Contattaci

È opportuno eseguire sempre delle prove di stampa per verificare che i caratteri, dimensionati seguendo la scala in punti, corrispondano alla grandezza desiderata in millimetri.

In un progetto grafico destinato alla stampa, se il font viene inviato alla stampante come file di testo è possibile che la stampante non sia in grado di replicarlo. Per evitare questo inconveniente è opportuno trasformare il testo in un file immagine usando la conversione “crea contorno” disponibile in tutti i programmi di grafica vettoriale.

Il materiale dell’etichetta influisce sulla leggibilità dei caratteri

Una particolare attenzione va posta se si devono stampare blocchi di informazioni in caratteri di dimensioni ridotte.

Una superficie dell’etichetta liscia o lucida come una carta patinata o un poliestere permette una nitidezza superiore rispetto ad una carta ruvida, martellata o vergata.

Su carte texturizzate è opportuno scegliere un font pulito e lineare, della famiglia dei sans serif, ossia senza grazie.

Se si adottano materiali lavorati è sempre opportuno eseguire delle prove di stampa prima di approvare la tiratura completa.

Anche un colore di fondo dell’etichetta diverso dal bianco influisce sulla leggibilità perché potrebbe non fornire il giusto contrasto con il testo, e non sempre l’adozione di un carattere bold risulta efficiente per le informazioni obbligatorie.

La scelta della stampante influisce sulla nitidezza

Che si tratti di cosmetici, di marmellate, di olio, di birra artigianale o prodotti da forno, puoi decidere se commissionare la stampa in tipografia o stampare le etichette all’interno della tua azienda.

Se il layout include testi molto piccoli o segni grafici particolarmente sottili l’acquisto di una stampante per etichette di livello superiore e con un’alta risoluzione garantirà la giusta nitidezza.

Contattaci per farti consigliare una stampante idonea alle tue esigenze di etichettatura

Informazioni indelebili

L’etichetta deve assolvere la sua funzione al primo impatto e per tutto il ciclo di vita del prodotto.

Il principio di indelebilità deve perdurare nelle condizioni d’uso specifiche del prodotto, quindi la scelta del materiale dell’etichetta, dell’adesivo e degli inchiostri deve tener conto se si tratti di un miele conservato in un luogo fresco e asciutto, di un cosmetico che alloggia su una mensola del bagno caldo e umido o di una birra condizionata in frigorifero.

grafica di etichette per cosmetici

Conclusioni

La realizzazione di un’etichetta vincente include numerosi elementi.

Il passaggio dal progetto alla stampa di una grafica incentrata sul sapiente utilizzo dei caratteri tipografici è una scelta al passo con i tempi, realizzabile interamente con un’economica stampante a trasferimenti termico.

Scegli la stampante di etichette più adatta alle tue esigenze, sceglila con noi!

etichetta minimale per cosmetici stampatata trasferimento termico

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ETICHETTATURA DI OLI ESSENZIALI: NORMATIVA E METODI DI STAMPA

Gli oli essenziali sono composti naturali di origine vegetale, che possono svolgere innumerevoli attività e per questo messi in commercio in diverse categorie produttive.

Possono essere diluiti in acqua da bagno, aggiunti nei diffusori come profumatori ambientali, ingeriti tramite alimenti e integratori alimentari, addizionati agli ingredienti dei prodotti cosmetici.

L’Unione europea classifica gli oli essenziali come sostanze pericolose ed esige un’adeguata etichettatura per la tutela della salute dei consumatori.

Le confezioni degli oli essenziali non possono essere immesse sul mercato senza indicare in etichetta una specifica destinazione d’uso ed appropriate avvertenze e istruzioni.

In questo articolo concentriamo l’argomento sugli oli essenziali destinati ai diffusori di profumo.

OLI ESSENZIALI PER PROFUMATORI AMBIENTALI

Questo tipo di prodotto può essere commercializzato in tutta Europa sulla base di regole univoche.

I riferimenti normativi sono il Decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206 – Codice del consumo

https://www.mise.gov.it/images/stories/impresa/consumatori/CdConsumo2012.pdf

e il regolamento CLP 21 in quanto miscele di sostanze potenzialmente pericolose

https://echa.europa.eu/documents/10162/23036412/clp_introductory_it.pdf/f90d8142-2081-4e5a-baa3-19149289b7fa

Tra le misure volte ad evitare usi impropri o ingestione accidentale in quantità elevate, anche le più piccole confezioni vanno dotate di tappi dosatori e di chiusure di sicurezza. 

I pittogrammi di avvertimento e rischio dovranno essere pertinenti alla classificazione alla quale lo specifico olio essenziale è assoggettato. 

Sull’etichetta degli oli essenziali per profumatori ambientali dovranno essere indicate, qualora presenti, le sostanze individuate come allergeni, le stesse elencate per i cosmetici, che potrebbero manifestare tossicità anche se inalate.

DICITURE IN ETICHETTA PER OLI ESSENZIALI DESTINATI AI PROFUMATORI AMBIENTALI

Gli oli essenziali come beni di consumo devono riportare in etichetta le seguenti informazioni:

  • Olio essenziale naturale e puro al 100%
  • Elenco degli ingredienti in base alla quantità, in ordine decrescente (INCI)
  • Nome botanico delle piante in Latino
  • Istruzioni d’uso
  • Metodo di produzione
  • Parte di impianto
  • Origine: convenzionale, biologica, demeter, crescita spontanea
  • Paese di origine
  • Ente di certificazione biologica
  • Data di scadenza dopo l’apertura
  • Numero del lotto di produzione
  • Contenuto in ml
  • Avviso di sicurezza
  • Pittogrammi e avvertenze di pericolo

STAMPA IN AUTONOMIA LE ETICHETTE DEGLI OLI ESSENZIALI CHE PRODUCI O VENDI

L’acquisto della stampante adatta a realizzare le tue etichette dipende in primo luogo dalla grafica: hai un’etichetta con più colori o di un colore solo?

Se la tua etichetta presenta più di un colore ti occorrerà una stampante a colori, ovviamente con inchiostri resistenti all’aggressione dei solventi e degli olii che potrebbero fuoriuscire dai contenitori.

Se la tua etichetta è di un unico colore, potrai optare per una stampante a trasferimento termico , una tecnologia molto diffusa per la stampa di etichette in stile minimale.

In questo caso potrai realizzare stampe monocromatiche di vari colori, anche eleganti laminati oro e argento, su etichette sintetiche trasparenti, bianche o a fondo colorato.

Contattaci per una consulenza dettagliata sui materiali adatti alla tua applicazione

Un altro parametro da cui dipende l’acquisto di una stampante di etichette è la quantità di etichette da stampare l’anno.

Per produzioni medio-basse potrai scegliere una stampante desktop compatta, mentre per elevati volumi di stampa dovrai riferirti ad una stampante di classe industriale.

Ti consiglio di valutare queste opportunità con l’aiuto di un consiglio specialistico…

a volte “piccole scelte” realizzano grandi aspettative.

Nel frattempo, puoi approfondire gli argomenti in questi articoli.

La scelta della stampante a trasferimento termico si basa su principi analoghi che troverai ampiamente affrontati sul nostro blog.

Ti indico in particolare questo articolo ricco di video dimostrativi:

Elisabetta Urbisaglia

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IL SEGRETO PER CREARE ETICHETTE MINIMALI, RESISTENTI ED ECONOMICHE? LA STAMPANTE A TRASFERIMENTO TERMICO

Le etichette monocromatiche, cioè stampate in un solo colore, sono molto di tendenza in questi ultimi anni.

Il crescente apprezzamento di un design minimale è un aspetto collaterale di un gusto globale che si sta affinando sulla semplicità e l’eleganza, ma anche sull’immediatezza della comunicazione.

Questo mutamento di stile fa parte delle nostre vite, del nostro modo di arredare, delle nostre scelte per l’abbigliamento e non ultimo dei prodotti che siamo propensi ad acquistare.

Non esiste un prodotto, anche il più radicato nella cultura tradizionale, che non sia versatile ad acquisire questo nuovo stile di etichetta.

I produttori delle nuove generazioni stanno già sperimentando che le etichette in stile minimalista, oltre ad attrarre clienti raffinati, sono relativamente più economiche rispetto alla classica etichetta a colori.

Questo risparmio si estende su più addendi:

  • le spese di stampa non includono il consumo di costosi inchiostri
  • l’acquisto della stampante adatta è meno oneroso di quello di una stampante a colori

Vi presento le stampanti di etichette a trasferimento termico

La metodologia a trasferimento termico utilizza il calore della testina di stampa per fondere un nastro inchiostrato, detto ribbon, che trasferisce l’inchiostro sul materiale da stampare (etichette, cartellini, film flessibili, materiale tessile).

I ribbon sono disponibili in varie composizioni chimiche, dalla cera alla più resistente resina, con un ampio assortimento di colori, anche metallizzati.

Attraverso la tecnologia a trasferimento termico, con la corretta combinazione del materiale di consumo, si stampano etichette resistenti all’esposizione chimica, agli agenti atmosferici, all’acqua, all’attrito, alle temperature estreme.

Le caratteristiche principali che hanno contribuito alla rilevante diffusione di stampanti a trasferimento sono:

  • velocità
  • qualità di stampa eccellente
  • scelta ampia e versatile dei materiali di stampa
  • basso costo stampa
  • stampa in funzione del fabbisogno
  • produzione di modelli idonei a qualsiasi esigenza operativa (desktop, industriali, semi-industriali, per integrazione sulle linee)

STAMPANTI A TRASFERIMENTO TERMICO: MODELLI E CARATTERISTICHE

Le stampanti a trasferimento termico sono stampanti robuste, veloci, facili da installare e gestire.

Rappresentano lo strumento ideale per la stampa di etichette on demand sia per piccoli volumi (modelli desktop) che per aziende che devono stampare in modo intensivo e continuativo (modelli di classe industriale).

ZEBRA ZD420T STAMPANTE DESKTOP

La stampante ZD420T gode di caratteristiche e funzioni avanzate che garantiscono risultati eccezionali in termini di facilità d’uso, flessibilità di applicazione e costo totale di gestione.

Pur essendo un modello desktop offre flussi operativi lunghi grazie alla capacità di alloggiare ribbon di grande diametro.

  • RISOLUZIONE: 203 dpi, opzionale 300 dpi
  • LARGHEZZA DI STAMPA: 104 mm per 203 dpi, 108 mm per 300 dpi
  • MASSIMA LUNGHEZZA DI STAMPA: 991 mm
  • VELOCITA’ MASSIMA DI STAMPA: 152 mm/sec (203 dpi), 102 mm al secondo (300 dpi)
  • SENSORI SUPPORTI: sensore mobile riflessivo/black mark a larghezza completa; sensore trasmissivo/vuoto multi-posizione
  • Taglierina installabile opzionale
  • Possibilità di funzionamento a batteria

ZEBRA ZT230 STAMPANTE SEMI-INDUSTRIALE

La stampante ZT230 offre prestazioni di livello superiore e funzionalità che normalmente non si trovano in stampanti di questa fascia di prezzo.

Progettata per una precisione di stampa superiore, grazie ad accurate opzioni di regolazione, sostiene elevati volumi di stampa.

Ha la resistenza di un telaio in metallo, il coperchio con interfaccia grafica LCD basata su icone e una capacità di nastro di stampa di 450 metri per un uso prolungato anche in ambienti difficili e con spazio limitato.

Rimozione semplificata e senza necessità di strumenti di testina e rullo, per interventi di pulizia e sostituzione dei componenti immediati.

  • RISOLUZIONE DI STAMPA: 203 dpi e 300 dpi (opzionale)
  • LARGHEZZA DI STAMPA: 104 mm
  • LUNGHEZZA DI STAMPA: 991 mm 
  • SENSORI SUPPORTI: Trasmissivi e riflessivi
  • VELOCITÀ MASSIMA DI STAMPA: 152 mm al secondo
  • ACCESSORI OPZIONALI: spellicolatore e taglierina a ghigliottina

ZEBRA ZT421 STAMPANTE INDUSTRIALE

La ZT421, oltre alle caratteristiche di robustezza e affidabilità tipiche di una stampante industriale, vanta una larghezza di stampa superiore per etichette di grande formato.

La testina per pellicola sottile con sistema E3 Element Energy Equalizer offre una qualità di stampa superiore.

È dotata di un display touch a colori da 4,3 pollici che permette di visionarne lo stato con una semplice occhiata.

Ha un’interfaccia utente intuitiva a icone per una facile gestione delle impostazioni.

  • RISOLUZIONE DI STAMPA: 203 dpi, opzionale 300 dpi
  • LARGHEZZA DI STAMPA: 168 mm
  • LUNGHEZZA DI STAMPA: 2.591 mm (203 dpi) 1.143 mm (300 dpi)
  • SENSORI SUPPORTI: Trasmissivi e riflessivi
  • VELOCITÀ MASSIMA DI STAMPA: 305 mm al secondo
  • ACCESSORI OPZIONALI: spellicolatore, riavvolgitore interno e taglierina

CONCLUSIONI

Se le tue etichette hanno una grafica minimale, se hai necessità di produrre etichette particolarmente resistenti, se vuoi una stampa metallizzata per nobilitare i tuoi prodotti, la stampa a trasferimento termico è la soluzione che stavi cercando.

Contattaci per scegliere la stampante perfetta per la tua applicazione

Elisabetta Urbisaglia

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Tel. 06.51848187

Articoli recenti

IDEE GRAFICHE 2021 PER LE ETICHETTE DEI TUOI PRODOTTI

Il mondo sta attraversando un periodo storico molto particolare ed alcune realtà si sono completamente fermate e cristallizzate, mentre altre sembrano aver compiuto un repentino balzo in avanti.

Un futuro, che forse in Italia sarebbe sopraggiunto tra 10 anni, è già qui, e tutti ci stiamo adattando con grande ingegno per non rimanere indietro.

In questo articolo analizzeremo, da un punto di vista puramente grafico, i grandi cambiamenti nella comunicazione tra produttori e consumatori, dovuti al subentrare delle vetrine virtuali dei dispositivi mobili, grandi appena 5,5 pollici, al posto degli spaziosi scaffali di un punto vendita.

L’acquirente non ha più un approccio multisensoriale.

Privato del tatto, dell’olfatto e del gusto, affida alla vista il 100% della sua capacità decisionale.

COME STANNO CAMBIANDO LE ETICHETTE?

Nasce l’esigenza di vestire i prodotti con etichette più che mai accattivanti ma allo stesso tempo immediate e apprezzabili attraverso un display.

MASSIMALISMO

Per bucare lo schermo, la strategia più usata nel 2021 dai designer è l’esaltazione grafica degli elementi che compongono l’etichetta.

Può essere massimalista un’immagine di dimensioni notevoli, o una scritta con un carattere ampio e dominante, ma anche uno sfondo arricchito con pattern dai colori decisi.

È un massimalismo di stampo nuovo, che non cade nell’errore del sovraffollamento grafico e che sa bilanciare la compresenza di testi, immagini e trame di fondo.

Uno stile di etichetta con questa ricchezza di particolari richiede una stampante a colori con caratteristiche specifiche.

Ti consiglio di approfondire nel seguente articolo come scegliere una stampante di etichette a  colori , oppure se vuoi scegliere insieme a noi contattaci

MINIMALISMO

E bene sì!In questo anno particolare di grandi cambiamenti e miscellanee, dove coesistono realtà supplementari, il massimalismo non ha scalfito l’efficacia della comunicazione minimalista.

Le etichette di questa corrente affidano a pochi elementi chiari e distinguibili la trasmissione del valore del prodotto, rivolgendosi al cliente con estrema schiettezza e sincerità.

Il minimalismo spesso si esprime con un singolo colore.

Se volessi stampare le tue etichette in completa autonomia, potresti optare per una stampante a trasferimento termico, che è una tecnologia molto diffusa, tutto sommato economica ed estremamente efficace su tantissimi materiali.

Guarda il video:

COLORE NERO

Ispirati dalla grande quantità di siti e applicazioni che hanno introdotto la dark mode per un’esperienza di navigazione più confortevole per la vista, i designer nel 2021 scelgono l’intramontabile nero.

Nero come protagonista o come sfondo, ideale per coordinare ed esaltare tutti gli altri colori, da quelli più vivaci ai delicati pastello.

Potresti usare un contenitore nero e abbinarci un’etichetta in polipropilene trasparente da poter stampare sia con una stampante a colori che con una stampante a trasferimento termico.

Guarda il video:

LAMINAZIONI METALLICHE

Tutto ciò che scintilla cattura l’attenzione di quei clienti che sono particolarmente sensibili al lusso e all’eleganza.

Nel 2021 questa moda si estende trasversalmente dai prodotti d’élite a quelli più popolari.

La stessa grafica, se realizzata con tinte piatte o con i bagliori dell’oro, ispirerà sensazioni differenti.

Se hai una linea di prodotti con qualità differenziate e vuoi comunicare ai tuoi consumatori questi valori, imprimi l’oro e l’argento sulle tue etichette premium con una stampante a trasferimento termico.

Oppure, nel settore cosmetico per esempio, potresti optare per una classica stampa a colori su un’etichetta in poliestere argentato, creando allo stesso tempo un effetto futuristico e una stampa super resistente.

Guarda il video:

ETICHETTE ECOSOSTENIBILI

I consumatori sensibili alla sorte dell’ambiente, non si accontentano di prodotti ben formulati che però non rispettino anche nel packaging la stessa filosofia.

Stiamo parlando sia di scelte grafiche coerenti con il messaggio di ecosostenibilità, che di scelte dei materiali idonei a realizzarla.

Laddove non sia possibile optare per un’etichetta riciclabile insieme al contenitore, l’etichetta deve essere facilmente rimossa grazie all’uso di un adesivo idoneo.

Ecco un articolo interessante sugli adesivi:

IMPERFEZIONISMO

Nel 2021 più che mai sentiamo la voglia di liberarci da regole e contorni.

I grafici interpretano quest’esigenza lanciando opere che sembrano incompiute, approssimate, imperfette…ma non lo sono affatto!

È una volontaria ricerca di autenticità e artigianalità, fatta di sinceri difetti più credibili del mondo artificiale delle pubblicità photoshoppate.

Scritture a mano, immagini sbiadite, asimmetrie: tutti elementi innovativi per un design che non vuole lucchetti.

CONCLUSIONI

La brand identity è sempre stata vista come un’entità intoccabile, quasi immutabile

Le metamorfosi sociali ed economiche a cui stiamo assistendo suggeriscono invece cambiamenti e adattamenti inesorabili

Possiamo offrirti soluzioni grafiche e metodi di stampa in completa autonomia

Contattaci per un’evoluzione in linea con le tue esigenze

Elisabetta Urbisaglia

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Potrebbe interessarti:

L’importanza dello spazio bianco nella progettazione delle etichette per i prodotti

Hai molte informazioni che vuoi che il tuo acquirente sappia?

La tua storia è fantastica! Desideri che le persone conoscano cosa c’è nel tuo prodotto e vuoi che il cliente usi il tuo prodotto correttamente.

Più dettagliate e numerose saranno le indicazioni, meglio capiranno il tuo prodotto … giusto?

Più grandi e appariscenti saranno le immagini e il marchio, più clienti noteranno il tuo prodotto sullo scaffale…giusto?

SBAGLIATO! Il tuo mantra dovrebbe essere: più spazio bianco, più impatto!

Che cos’è lo spazio bianco?

Lo spazio bianco è la parte dell’etichetta lasciata non contrassegnata, lo spazio vuoto tra gli elementi.

Lo spazio bianco non deve essere bianco. Può essere di qualsiasi colore, trama, motivo o persino un’immagine di sfondo.

Lo spazio bianco non è semplicemente uno spazio “vuoto”, è un elemento importante del design che consente agli oggetti di coesistere.

L’equilibrio tra spazio positivo (pieno) e spazio negativo (vuoto) è la chiave della composizione estetica.

Un’etichetta affollata di testo o grafica con pochissimo spazio bianco corre il rischio di apparire asfissiante e difficile da leggere.

Le persone si sentono frustrate quando le informazioni le bombardano. Siamo umani, non macchine!

Un po’di spazio in più tra il testo e gli altri elementi può aiutare a definire i messaggi chiave del marchio, le informazioni sul prodotto e altre dichiarazioni cruciali.

Lo spazio bianco è sottovalutato come il silenzio tra le note musicali.

Un buon uso dello spazio bianco può dare a un’etichetta un aspetto curato, elegante e ricco.

Lo spazio bianco ci calma, ci guida, permettendoci di “respirare”.

In breve, un ampio spazio bianco raggiunge tre benefici:

Migliora la leggibilità. Lo spazio tra testo ed elementi aiuta a definire il contenuto e facilita la lettura.

Aumenta l’attenzione. Lo spazio bianco è un modo efficace per attirare l’attenzione degli utenti su un elemento particolare. Circondare l’elemento con uno spazio bianco lo fa risaltare.

Crea il tono giusto. L’uso dello spazio bianco comunica intrinsecamente un senso di equilibrio, freschezza ed eleganza per il tuo prodotto, incrementando il valore percepito.

Queste qualità sono piuttosto interessanti per gli acquirenti.

Come si crea lo spazio bianco?

Passaggio 1 – RACCOGLI tutte le informazioni e la grafica che desideri sulla tua etichetta

Passaggio 2 – POSIZIONA gli elementi di testo e grafici sull’etichetta.           

In questo momento, non pensare a come apparirà il risultato finale, semplicemente posiziona tutto all’interno dei confini della dimensione finale prevista dell’etichetta.

Passaggio 3 – ELIMINA qualsiasi testo non necessario e modifica il testo per ridurre la lunghezza dei paragrafi.

Passaggio 4 – GUARDA le immagini che hai inserito: aggiungono valore? Elimina quelle che non lo fanno.

Per un sito Web, un’App, o un cartellone pubblicitario valgono gli stessi principi.

Come in un dipinto lo spazio bianco è la tela in cui è rappresentata la scena: è lo sfondo che tiene insieme gli elementi in un disegno, permettendo loro di distinguersi.

Dov’è lo spazio bianco?

Lo spazio bianco è comunemente classificato in base alla densità del micro spazio bianco e alla sua relazione con lo spazio bianco macro.

Stiamo parlando di rapporti e proporzioni.

Lo spazio bianco è un ottimo strumento per bilanciare gli elementi di design e organizzare meglio i contenuti, per migliorare l’esperienza di comunicazione visiva.

Micro spazio bianco

Puoi trovarlo tra righe e paragrafi, incluso lo spazio tra i glifi tipografici (caratteri leggibili), e tra le immagini.

Lo spazio bianco micro ha un impatto diretto sulla leggibilità dei contenuti.     Ad esempio, uno spazio bianco marginale che circonda i paragrafi influisce sulla velocità e la comprensione della lettura dell’utente.                                      

 Se il testo appare al di fuori dei paragrafi regolari, le persone lo leggono più lentamente.

Che tu abbia poco o molto testo sulla tua etichetta, queste parole devono risaltare. Le tue etichette devono educare e incuriosire i clienti a prima vista, quindi il testo illeggibile è un problema serio.

Macro spazio bianco

Lo spazio bianco macro è il grande spazio tra i principali elementi e lo spazio che circonda il layout, funge da contenitore del design complessivo.

Probabilmente il miglior esempio di sito Web che implementa intensamente (ed efficacemente) lo spazio bianco macro è la homepage di Google.

L’aspetto iconico di Google è meravigliosamente semplice e calmante, perché non c’è disordine, c’è meno lavoro per i tuoi occhi e la tua mente.

Puoi concentrarti sul motivo per cui sei lì: cercare qualcosa!

All’inizio, le connessioni Internet erano molto più lente e i visitatori aspettavano il download della pagina nonostante tutto fosse già sullo schermo, perché non erano abituati a vedere così tanto spazio bianco!

I progettisti di Google hanno deciso di aggiungere l’avviso di copyright nella parte inferiore della pagina affinché gli utenti sapessero che la pagina era stata caricata completamente.

Cosa determina quanto e quale spazio bianco dovresti usare?

L’uso di macro e micro spazi dipende dai seguenti fattori:

Contenuto: con più informazioni nel layout, saranno disponibili meno quantità di spazio bianco macro. Per compensare questo, il volume del micro spazio bianco aumenterà.

Questo compromesso è vitale; altrimenti, le etichette sarebbero blocchi di dati solidi, estremamente difficili da leggere!

Design: il design influenza il rapporto tra micro e macro spazi bianchi nel layout.

Il designer sceglie lo stile. Ciò può orientare il layout su un tipo di spazio bianco o su un altro.

Utente: il giusto equilibrio tra macro e micro spazi bianchi dipende dal target dei clienti a cui è destinato il nostro prodotto o servizio.

Non esiste una “regola empirica” ​​da applicare, il gradimento o meno va sondato.

Messaggio di branding: l’utilizzo di spazi bianchi può suggerire il budget di un’azienda e quindi la qualità del prodotto.

Un grande uso dello spazio bianco macro ispira qualità e selezione, sincerità e minimalismo del marchio.

Lo spazio bianco comunica valore: se vuoi che la tua etichetta imposti un determinato tono, a volte il meno vale di più.

Come migliora la leggibilità?

Oltre alla differenziazione tra spazio bianco micro e macro, puoi anche considerare lo spazio bianco come attivo o passivo.

Spazio bianco passivo: viene applicato per migliorare la visibilità del testo senza guidare l’utente attraverso un ritmo di lettura.

Ad esempio, lo spazio bianco tra glifi dei caratteri e l’interlinea funzionano in questo modo.

Spazio bianco attivo: è lo spazio bianco utilizzato per migliorare la struttura e l’estetica della pagina, aiutare il cliente nella comprensione della lettura seguendo un flusso di contenuti specifici.

progettazione etichetta lo spazio bianco

Sul lato sinistro dell’immagine, il testo non ha alcuna reale quantità di spazio bianco tra caratteri, righe, paragrafi.

Notiamo subito che la mancanza di spazio bianco rende il testo schiacciato e compresso.

Nell’esempio centrale, abbiamo aggiunto dello spazio bianco passivo, semplicemente maggiorando l’interlinea (micro).

Noti quanto più facilmente puoi leggerlo rispetto al primo?

In generale, maggiore è la spaziatura, migliore sarà l’esperienza dell’utente durante la lettura (anche se una spaziatura eccessiva delle righe può rendere le linee disconnesse).

Passando all’esempio sul lato destro, abbiamo aggiunto uno spazio bianco attivo per guidarci attraverso il testo.

Quel duro “muro di testo” che abbiamo visto per la prima volta è diventato qualcosa di strutturato in un formato confortevole.

Quali altre funzioni ha lo spazio bianco?

È possibile utilizzare molti metodi visivi per mettere in evidenza elementi specifici; uno è giocare con la quantità di spazio bianco attorno ai punti focali. Le industrie del branding e della stampa applicano varie teorie per attirare l’attenzione sui messaggi del marchio.

Lo spazio bianco chiarisce le relazioni

L’intero layout deriva dalla somma delle sue parti e le relazioni di contenuto sono definite dallo spazio bianco circostante.

La “Legge di prossimità” afferma che gli oggetti vicini l’uno all’altro sembrano simili. In questo caso lo spazio bianco funge da segnale visivo.

Analizziamo per esempio l’immagine qui sotto:

progettazione etichetta l'importanza dello spazio bianco

Quasi tutti coloro che vedono questa immagine notano due gruppi di cerchi, anziché semplicemente 12 cerchi.

I cerchi sono tutti identici e l’unica differenza tra loro è la quantità di spazi bianchi che li separa.

È possibile raggruppare gli elementi diminuendo lo spazio tra loro e aumentando lo spazio tra loro e altri elementi della pagina.

Lo spazio bianco attira l’attenzione

Hai qualcosa di veramente interessante da evidenziare sulla tua etichetta e vuoi essere sicuro che la gente se ne accorga? Non mettere nulla accanto.

I designer possono utilizzare gli spazi bianchi per comunicare a colpo d’occhio gli elementi chiave.

C’è una relazione tra distanza e attenzione: una distanza maggiore forza l’attenzione. La mancanza di altri elementi enfatizzerà gli elementi esistenti.

Quindi: più spazi bianchi circondano un oggetto, più l’occhio è attratto da esso.

Lo spazio bianco crea una gerarchia visiva

Quando lo spazio bianco viene utilizzato in modo appropriato, si consente un flusso visivo e un equilibrio generali, che a loro volta aiutano a comunicare l’intento del design. Gli spazi bianchi producono simmetria o asimmetria.

La simmetria crea memoria e armonia:

Usando la simmetria è possibile creare un layout bilanciato con parti destra e sinistra ugualmente importanti.

Mentre l’asimmetria attira l’attenzione:

L’asimmetria è ottima per calamitare il cliente su una particolare area.

Quando un elemento usa uno spazio asimmetrico, si distingue dagli altri elementi circostanti.

Conclusione

Lo spazio bianco non è uno spazio sprecato, bensì un potente strumento di progettazione.

Può essere altrettanto importante dello spazio occupato da immagini, testo o altri oggetti perché anche lo spazio vuoto ha uno scopo: supportare l’integrità visiva di un layout.

Vuoi progettare la tua etichetta con noi ?

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Come progettare e stampare in autonomia un’etichetta per la birra: guida per i produttori artigianali

Potrebbe non capitare un momento migliore di questo per entrare nel mercato con la tua birra artigianale.

La produzione di birra artigianale si sta rapidamente consolidando come un settore redditizio, con micro birrifici che continuano a crescere per soddisfare la domanda.

come stampare etichette per birre artigianali

Non essere timido, puoi dirlo forte: la tua birra artigianale è migliore di quelle di marca!

Ora è il momento di portare la tua passione al livello successivo.

Avrai bisogno di creare un’etichetta accattivante per la tua birra.

Il problema della maggior parte dei produttori di birra su piccola scala è che non sanno abbastanza sul marketing e sul design quanto sul luppolo e sulla fermentazione.

Qui parleremo di come creare etichette di birra artigianale perfette per competere con i più grandi marchi.

Un’etichetta di birra accattivante e memorabile che verrà notata sullo scaffale.

Prima di etichettare: scopri la personalità del tuo marchio

Sembrerà obsoleto citare Socrate, ma lui ha alcuni ottimi consigli sull’imballaggio della birra artigianale: “Conosci te stesso”.

Questo significa che prima di procedere con la progettazione di un’etichetta di birra, devi conoscere i punti cardine che distinguono il tuo marchio dagli altri.

Per semplificare le cose, poniti queste 3 domande chiave:

1 – Com’è è il tuo prodotto?

2 – Chi è il target dei tuoi clienti?

3 – Quali sono i canali di vendita?

Innanzitutto, devi comunicare cosa stai vendendo: è una birra chiara o scura? Americana, tedesca o inglese?

Per quali caratteristiche le persone dovrebbero preferire la tua birra rispetto ad altre?

Sono tutti elementi cruciali per lo sviluppo della personalità del tuo marchio e determineranno un elenco di simbologie da inserire nella tua etichetta.

Successivamente sarà opportuno restringere il target dei tuoi clienti: la tua birra si venderà meglio se non pretendi di accontentare tutti e ti concentri sulla soddisfazione di un gruppo selezionato.

Puoi considerare gusti e preferenze: è una birra per intenditori o per giovani che cercano di divertirsi?

Per la folla dell’happy hour post-lavoro o per i bohémien che partecipano a festival musicali?

Inoltre, dovrai prendere in considerazione elementi più pratici, come il reddito e, più precisamente, dove i tuoi clienti preferiscono acquistare la tua birra.

Il che ci porta alla domanda sui canali di vendita: il cliente va al supermercato o preferisce ordinare online?

Si tratta di decisioni critiche che hanno effetti su tutti gli aspetti del marketing, non ultimo quello dell’etichetta.

La personalità del tuo marchio finirà per essere complessa e stratificata. Una volta risolto il problema, sei pronto per il prossimo passo: comunicare quella personalità complessa in un solo sguardo sulla tua birra.

Prima di buttarti a capofitto nel design, devi risolvere l’enigma dell’epico birraio: lattine o bottiglie?

Dal punto di vista del design e del marketing, conoscere la personalità del tuo marchio e il cliente target ti aiuterà a capirlo.

La trasportabilità potrebbe essere il fattore più importante nella scelta delle lattine, ideali per pic-nic e street food.

Hai una belga che si abbina bene alla cena? Per motivi sia tecnici che estetici, probabilmente opterai per la bottiglia.

Ai fini di questo articolo ci concentreremo sul design dell’etichetta applicata su bottiglia, ma molti dei principi sono ugualmente applicabili alle lattine.

Progettare la tua etichetta

Il passaparola, i concorsi e i campioni gratuiti sono tutti metodi efficaci di promozione ma il marchio sulla tua etichetta è il primo induttore di impressioni.

Conoscere la personalità del tuo marchio è un buon inizio, ma è solo il primo passo. Ora devi tradurre quella personalità in un’identità grafica.

Per fare ciò, esamineremo la comunicazione attraverso la scelta dei colori, la tipografia, lo stile e le immagini.

La scelta dei colori dell’etichetta

L’elemento di design che è il più diretto per comunicare la personalità con una rapida occhiata è il colore.

La scienza ha dimostrato che ogni colore genera una connotazione emotiva unica.

Quale colore di bottiglia è giusto per la tua bottiglia di birra? Trasparente, marrone e verde? In termini di funzionalità, le bottiglie marroni filtrano la luce proteggendo la birra fotosensibile (è indispensabile per le birre luppolate). Le birre con poco o nessun luppolo non sono così sensibili alla luce, quindi puoi prendere in considerazione indifferentemente bottiglie chiare o verdi, è principalmente una scelta estetica e culturale.

progetto grafico etichette birra

Le bottiglie verdi sono diventate popolari dopo la Seconda guerra mondiale, quando in Europa mancava il vetro marrone. Poiché queste birre erano di altissima qualità, la bottiglia verde divenne uno status symbol per una buona birra. È meno comunemente usato dai produttori di birra artigianale a causa della sua associazione molto specifica con alcune birre di spicco come Heineken, Stella Artois, Carlsberg. Tuttavia, è una scelta perfettamente legittima da fare!

Una volta che conosci il colore della bottiglia, puoi iniziare a scegliere i colori delle etichette.

Le bottiglie verdi sono tradizionalmente abbinate a etichette in bianco e nero, forse con un tocco di rosso, che è complementare al verde.


Le bottiglie marroni offrono uno sfondo neutro per la tua etichetta e qualsiasi colore funziona davvero.

I più comuni sono i colori caldi: arancio, oro, rosso. Incredibilmente, questo è anche il colore della birra! L’uso di una combinazione di colori come questa ricorda ai clienti il ​​tuo prodotto e fornisce un aspetto più tradizionale.

Le bottiglie trasparenti sono uniche in quanto il colore della tua birra diventa lo sfondo per il design dell’etichetta. Puoi sfruttare questa peculiarità sia con un colore che si abbina, sia che sia a contrasto.

Il colore dell’etichetta può anche aiutare un cliente a identificare facilmente quale varietà di birra sta acquistando: le birre rosse usano etichette rosse, le ambre usano l’ambra, il marrone scuro.

Ma questa non è una regola rigida. Una combinazione di colori alternativa può far risaltare la tua etichetta come qualcosa di più moderno o giocoso, se questo è il marchio che stai cercando di creare.

I designer attualmente stanno usando ogni colore immaginabile, quindi gioca con la tua creatività per distinguerti.

Forma e dimensioni dell’etichetta

Vuoi una forma e una dimensione tradizionali o qualcosa di personalizzato (fustellato), che farà risaltare la tua bottiglia?

Vuoi un’etichetta separata per collo, fronte e retro o vuoi un’etichetta che avvolga il corpo?

Vuoi stampare su carta standard o scegliere qualcosa di unico, magari con sfondo trasparente?

Per prendere queste decisioni, ti consigliamo di valutare il tuo budget e quindi determinare ciò che è importante, perché ogni particolare aggiuntivo ha un costo.

La dimensione e la forma dell’etichetta dipendono dalla capacità della bottiglia (33 cl, 66 cl, 0,75 l) ma anche dalla sua forma.

Nel caso si opti per una fustellatura particolare, è bene evitare curve con angoli acuti che creano non pochi problemi sia al momento della separazione dell’etichetta dalla sua siliconata, sia al momento della sua applicazione sulla bottiglia.

Assicurati di aver considerato ogni aspetto prima di iniziare a progettare la tua etichetta, in modo che tutto vada per il meglio!

In questa fase ti consigliamo l’aiuto di un professionista che sappia indicarti l’utilizzo del materiale  della forma più indicata per la tua birra.

progetto grafico etichette birra

Tipografia

Come i colori, i caratteri scelti comunicano molto sulla personalità del tuo marchio.

I caratteri Serif (quelli con piedini) o i caratteri di script conferiscono alla tua etichetta un aspetto più classico. I caratteri Sans Serif (quelli senza piedini) lo rendono più moderno.

Una birra Stout, dato il suo corpo pesante e il suo sapore pronunciato, è abbinata al carattere tipografico Serif con lastre che danno rilievo , mentre una birra Pilsner è abbinata a un Sans Serif per il suo gusto fresco e la finitura pulita.

Una birra ambrata si abbina ad un carattere Serif chiaro e lineare, una birra fruttata può essere ben rappresentata da un carattere Script articolato e fantasioso.

grafica e stampa etichette birra

Qualsiasi sia il font di visualizzazione, ricorda che la leggibilità è molto importante: i clienti devono essere in grado di leggere il tuo nome per ricordarsi di te, e di leggere il resto delle parole sulla tua etichetta in modo che possano prendere una decisione d’acquisto informata.

Ricorda che mai come in questo momento i clienti pretendono trasparenza delle informazioni che devono essere facilmente leggibili.

Non dimenticare la Normativa

Per quanto sia divertente la birra, non dimenticare che è una sostanza che altera la mente e in quanto tale ha molti aspetti legali che controllano le sue vendite.

Assicurati di sapere quali informazioni sono necessarie sulla tua etichetta.

  • Denominazione legale del prodotto
  • Contenuto netto
  • Gradazione alcolica
  • Nome e indirizzo del responsabile delle informazioni in etichetta ( produttore, confezionatore o importatore)
  • Sede dello stabilimento
  • Termine minimo di conservazione
  • Lotto di produzione
  • Elenco allergeni

Leggibilità: le informazioni obbligatorie devono apparire sufficientemente grandi da essere lette, utilizzando un carattere tipografico semplice, su uno sfondo contrastante e devono essere separate dal testo promozionale.

Dimensione del carattere: un requisito necessario per la leggibilità è la dimensione del carattere ( con riferimento alla lettera x minuscola il carattere deve avere un’altezza non inferiore a 1,2 mm).

E se vuoi vendere la tua birra nei negozi, devi ricordare di lasciare uno spazio per il codice a barre.

Stile e immagini

Le birre tradizionali hanno uno stile predefinito: un colore dominante, un grande nome (spesso sopra o vicino ad uno stemma) e una trama sottile o immagini classiche o astratte per interesse visivo.

Con l’ascesa della birra artigianale, le etichette sono diventate una forma d’arte. Vediamo di tutto, dall’illustrazione da cartone animato ai capolavori disegnati a mano, dalle fotografie all’estremo minimalismo.

Lo stile dovrebbe essere dettato dal tuo pubblico di destinazione: se stai prendendo di mira una folla più giovane con i suoi gusti sperimentali, potresti optare per un’etichetta che sia stravagante.

stampa etichette birra

Se stai prendendo di mira una clientela di classe, sarà meglio un’etichetta minimalista.

Una volta che hai scelto il tuo stile, puoi dedicarti alle immagini.

Come si fa a farlo? Scopri cosa ti rende unico.

Usi ingredienti molto specifici? Mostrali.

Hai un gatto che è diventato la mascotte non ufficiale del birrificio? Incorporalo nel design.

Usi una tecnica di fermentazione di una regione specifica? Utilizza gli stili di progettazione di quella cultura.

Hai un nome intelligente? Mettilo in gioco.

Anche le parole sono design: la grafica non è l’unico modo per comunicare con i potenziali acquirenti, non dimenticare l’importanza delle parole.

È meglio adottare un approccio metodico in questo passaggio: elenca le migliori parole chiave per descrivere la tua birra, quindi assegnagli le priorità in modo che il tuo designer sappia quali enfatizzare rispetto alle altre.

Per iniziare, ecco un elenco di parole chiave comuni sulla birra che puoi prendere in considerazione:

avventurosa, classica, americana, artigianale, belga, amara, scura, bionda, canadese, asciutta, elegante, inglese, fruttata, corposa, sapida, tedesca, cordiale, irlandese, stratificata, doppio malto, rifermentata, pastosa, organica, robusta, ricca, acuta, fumosa, liscia, tradizionale…

Come avrai notato queste parole descrivono il gusto, il colore, la storia, rendendole buone basi per ulteriori scelte progettuali.

Le persone tendono ad aggrapparsi a singole idee prima di formare opinioni più profonde, soprattutto se nuovi clienti.

Come stampare le tue etichette per la birra?

Diventare un artigiano anche in questo è possibile e divertente, ma ci vogliono gli strumenti giusti.

La scelta della stampante adatta alle tue esigenze si basa fondamentalmente su parametri tecnici, esattamente:

  • Volume di stampa (quantità di etichette/anno), o intensità di stampa se il tuo lavoro di stampa si concentra in uno specifico periodo dell’anno.
  • Dimensioni e forma delle etichette (larghezza di stampa massima specifica per ogni stampante).
  • Caratteristiche grafiche che possono richiedere una risoluzione di stampa (DPI) più o meno elevata per ottenere un risultato nitido.

Per avere una panoramica dettagliata delle varie opzioni, ti consiglio di leggere alcuni articoli che descrivono le specifiche tecniche di varie stampanti proposte dalle case costruttrici più importanti, in termini di rapporto tra promesse e risultato finale di stampa:

  • Per moderati volumi di stampa
  • Per medio-alti volumi di stampa

Se invece la tua idea di etichette è monocromatica, esiste un mondo completamente diverso di stampanti a trasferimento termico, che imprimono a caldo il colore da te scelto per il tuo prodotto.

La stampa a trasferimento termico implica costi iniziali e costi di esercizio più convenienti rispetto al sistema a colori con inchiostri, senza dover rinunciare ad un risultato accattivante.

Le indicazioni da seguire per l’acquisto di una stampante a trasferimento termico dipendono dalle tue necessità (volume di stampa, dimensione dell’etichetta, grafica).

Puoi avere un’idea di cosa si possa ottenere con una stampante a trasferimento termico leggendo questo articolo, arricchito con tanti video

IL SEGRETO PER CREARE ETICHETTE MINIMALI, RESISTENTI ED ECONOMICHE? LA STAMPANTE A TRASFERIMENTO TERMICO

Trova il designer giusto

Esistono 3 approcci principali per progettare la tua etichetta: il fai-da-te, consultare un libero professionista o riferirsi a un servizio completo di stampa.

Le aziende più grandi hanno anche la possibilità di assumere un’agenzia di design, ma questa opzione sarà al di fuori della fascia di prezzo di un produttore di birra artigianale.

Sebbene il fai-da-te potrebbe sembrare la scelta più naturale per una piccola impresa, consultare un designer è più tecnico e pragmatico. Progettare l’etichetta della birra da cima a fondo tutto da solo è un po’ come rinunciare a un avvocato in tribunale e rappresentare te stesso.

Materiali e produzione di etichette per birra

La maggior parte delle etichette di birra sono stampate su carta patinata (per gestire la condensa), ma alcuni produttori di birra artigianale scelgono di utilizzare una carta opaca per motivi estetici.

Se hai scelto un rettangolo o un ovale tradizionali, dovrebbe essere abbastanza facile stampare le etichette. Se hai scelto un’etichetta fustellata personalizzata, tieni presente l’aumento del prezzo e possibilmente i tempi di produzione.

Ti consigliamo inoltre di considerare come applicare le etichette. Fissare le etichette sulle bottiglie a mano può essere lungo e noioso, ma è senza dubbio economico. Ma se prendi sul serio la produzione di elevati volumi di stampa, potresti voler investire in un applicatore di etichette.

Nel bene e nel male, gran parte del tuo successo nel settore della produzione della birra non dipende solo da quanto sia gradevole il suo sapore.

Potresti creare la migliore birra al mondo, ma se la tua etichetta è carente nessuno lo saprà mai: devi attirare l’attenzione su migliaia di tuoi concorrenti

Se vuoi che le persone si innamorino del gusto della tua birra, devi prima impressionarle con un’etichetta vincente.

Se stai cercando una soluzione di stampa affidabile, se hai bisogno di un progetto grafico o se ti occorre un consiglio per iniziare a stampare le etichette in autonomia, contattaci.

Elisabetta Urbisaglia

06.51848187

info@acsistemisrl.com

www.acsistemisrl.com

CREAZIONE DI UN’ETICHETTA: ERRORI COMUNI DA EVITARE NELLE IMPOSTAZIONI DEL FILE

Prima che un’etichetta venga stampata, nasce come file grafico.

Sia che tu abbia una stampante di etichette a colori e stampi in autonomia, sia che ti rivolga ad una tipografia, è importante impostare ogni elemento dell’etichetta affinché il risultato di stampa sia fedele al layout visibile sullo schermo.

Gli inconvenienti più comuni che possono influenzare i tuoi file sono:

  • FORMATO FILE ERRATO
  • IMMAGINI SFOCATE
  • FILE TROPPO PESANTE
  • COLORI SBAGLIATI
  • MARGINI DEL LAYOUT FUORI CENTRAMENTO SULL’ETICHETTA
  • PROBLEMI SULLA LEGGIBILITÀ’ DEL CODICE A BARRE E DEI CARATTERI

Analizziamoli uno ad uno e troviamo una soluzione.

FORMATO FILE ERRATO

Prima di andare troppo lontano, assicurati di utilizzare il formato file corretto per la tua stampante.

Generalmente con l’acquisto di una stampante di etichette  viene fornito un software a corredo per elaborare i file, ma tutte le stampanti si interfacciano con vari tipi di file, il più comune è il PDF ad alta risoluzione, che può essere generato dai più diffusi  programmi di grafica.

Se stai usando un programma grafico differente da quello specifico per la tua stampante, dal menù ESPORTA o SCRIPT salva il tuo file in formato PDF o in un formato compatibile con la tua stampante.

È quindi opportuno approfondire queste informazioni di compatibilità prima di acquistare una stampante di etichette.

IMMAGINI SFOCATE

Le immagini sfocate sono l’inconveniente più indesiderato di un buon design.

Quando possibile, usa le immagini vettoriali in modo che possano essere ridimensionate senza problemi.

La grafica vettoriale utilizza calcoli matematici per creare linee e forme che consentono alle immagini di rimanere nitide anche se ingrandite.

Le immagini vettoriali si possono acquistare o semplicemente scaricare da siti dedicati alla grafica, basta fare una ricerca sul web.

Oltre alle immagini vettoriali, potresti lavorare bene con le immagini basate sui pixel come il Jpg e il Png, purché abbiano una buona risoluzione.

La risoluzione minima per la stampa nitida di immagini dovrebbe essere non meno di 300 DPI, anche se è preferibile 600 DPI o più.

Esistono a tal proposito dei convertitori DPI online gratuiti, con dei percorsi guidati estremamente intuitivi per modificare la risoluzione delle tue immagini ( https://clideo.com/it/dpi-converter ).

IL FILE È TROPPO PESANTE

File di grandi dimensioni possono rendere lento il loro trasferimento alla stampante.

Le immagini sono la ragione principale perché un file grafico risulti pesante.

Le immagini basate sui pixel (come i file .jpg, .gif e .png) sono più grandi delle immagini vettoriali.

Per evitare tale inconveniente, anziché incorporare le immagini nel file, è consigliabile collegarle al file.

In genere l’opzione di collegamento è di default in tutti i programmi di grafica mentre l’incorporamento va impostato dall’utente.

Le immagini collegate rimangono all’esterno del file grafico ed è importante lasciarle sempre nella stessa cartella da cui sono state inserite al momento della creazione del file grafico.

SUGGERIMENTI PER LE IMMAGINI INCORPORATE

1. Quando si utilizzano immagini incorporate, assicurarsi di ritagliare l’immagine per includere solo la parte visibile e ridurre al minimo le dimensioni dei file.

2. Se viene effettuato un aggiornamento a un’immagine incorporata al di fuori del programma grafico, assicurarsi di reimportare quelle immagini dopo averle modificate.

SUGGERIMENTI PER LE IMMAGINI COLLEGATE

1. Assicurati di includere i file delle immagini originali quando si inviano i layout alla tipografia.

2. Se sposti o elimini un’immagine collegata o la sua cartella assicurati di ricollegare il percorso del file corretto.

I COLORI SONO SBAGLIATI

È indispensabile che il tuo file grafico utilizzi il modello di colore giusto.

La stampa digitale richiede il modello di colore CMYK, che comprende quattro colori: ciano, magenta, giallo e nero (chiave), con tonalità aggiuntive che consentono alle stampanti migliori della categoria di raggiungere fino al 98% dello spettro Pantone.

Il modello di colore RGB è invece progettato per l’uso su display elettronici come i monitor dei computer e gli schermi di telefoni, ma non per la stampa.

Se hai in mente un colore specifico, è importante chiamarlo utilizzando il sistema di abbinamento Pantone. Ciò consentirà alla tipografia di cercare il codice colore esatto e corrispondere alla tonalità richiesta dal marchio.

Al di là dei parametri di impostazione cromatica, la resa del colore dipende molto anche dal materiale dell’etichetta utilizzata, che può essere più o meno assorbente.

La saturazione potrebbe risultare eccessiva o al contrario insufficiente rispetto alle aspettative visualizzate sul monitor, è opportuno quindi sempre procedere con delle prove di stampa prima di avallare un progetto.

LAYOUT GRAFICO

LAYOUT DI UN'ETICHETTA ADESIVA

PROVE DI STAMPA

MARGINI DEL LAYOUT FUORI CENTRAMENTO SULL’ETICHETTA

Per quanto si tenti di effettuare tagli esatti per ogni singola etichetta, è sempre consigliabile prevedere delle zone di guardia da poter aggiustare in fase di stampa.

Il margine dovrebbe consistere in tre linee separate:

🟨 una linea principale che traccia il taglio previsto del disegno finale

🟩 un’area al vivo fuoriuscente dal bordo dell’etichetta per garantire che non vi siano spazi bianchi accidentali

🟥 una zona sicura per proteggere gli elementi di design (testi, immagini)

grafica etichette adesive

La linea principale sono i margini fisici dell’etichetta.

Lo spazio al vivo è un’estensione dello sfondo del disegno per eliminare eventuali aree non stampate nel caso in cui il taglio non sia esatto.

Questa estensione deve essere di almeno 1/8 pollici (pari a 0,3175 cm) attorno a tutti i lati del disegno.

La zona sicura è progettata per offrire spazio di manovra, in modo che eventuali elementi essenziali come testi, loghi, immagini non siano troppo vicini alla linea di taglio dell’etichetta.

La zona sicura dovrebbe consentire 1/16 pollici (pari a 0,158 cm) di spazio tra la linea di taglio e tutti gli elementi.

IL TESTO NON È DELINEATO

Un buon design è molto più di una semplice immagine: anche un design minimalista include del testo.

Se si progetta il layout con un programma diverso da quello specifico a corredo della stampante, per garantire che queste parole vengano stampate correttamente, è importante che il carattere sia delineato nel file grafico, che abbia cioè un contorno (si seleziona il testo e si sceglie lo strumento CREA CONTORNO nel menù del testo).

Delineare i caratteri è fondamentale perché ogni lettera viene trasformata in un’immagine.

LEGGIBILITA’ DEL CODICE A BARRE

Se la tua etichetta prevede nel layout anche la stampa del codice a barre devi porre molta attenzione a  come viene generato il codice a barre.

I programmi di grafica non sono adatti a generare un codice a barre.

I problemi più frequenti di illeggibilità del codice a barre spesso riguardano:

  • Violazione delle Quiet Zone
  • Contrasto insufficiente
  • Stampa inconsistente
  • Dimensioni errate del codice a barre

Per essere certo della correttezza del codice a barre dovresti generarlo con dei programmi specifici oppure utilizzare un verificatore di codice a barre, cioè un dispositivo che verifica e certifica la qualità del codice.

CONCLUSIONI

Elaborare le proprie etichette non è un compito facile, impegna il tuo tempo e non sempre il risultato ottenuto è competitivo con prodotti simili nel tuo settore.

Se hai bisogno di confrontare le tue esigenze con noi  chiamaci

Elisabetta Urbisaglia

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