Quando si deve acquistare un marcatore a getto d’inchiostro, una caratteristica importante da valutare è l’altezza di stampa.
Infatti, un marcatore può essere utilizzato per stampare sul prodotto una o due stringhe come data di scadenza e numero di lotto, oppure per riprodurre loghi, simboli, codici a barre, QR code o stampe di grandi dimensioni direttamente su cartoni, cassette e pallet.
Per questo motivo l’altezza di stampa di un marcatore va scelta in base allo spazio verticale in cui realizzare la marcatura.
SOMMARIO
CHE COSA INDICA L’ALTEZZA DI STAMPA?
Parlando dei marcatori semi-automatici e automatici con tecnologia inkjet HP, le cartucce includono la testina di stampa.
La singola testina può essere di due dimensioni: da 12,7 mm (mezzo pollice) e da 25,4 mm (1 pollice).
Per grandi formati di stampa sul marcatore vengono installate più testine, sincronizzate per raggiungere altezze di stampa cumulative di 50 mm o 100 mm.
Ecco le possibili configurazioni delle testine:
Altezza di stampa
Configurazione
Utilizzo indicativo
12,7 mm
1 × 12,7 mm
lotto, scadenza, piccoli codici
25,4 mm
1 × 25,4 mm oppure 2 × 12,7 mm
marcature più articolate
50 mm
2 × 25,4 mm
FITOK, FOR50, simboli e marcature più grandi
100 mm
4 × 25,4 mm
grandi marcature e composizioni estese
CARATTERI DI STAMPA
È importante distinguere l’altezza di stampa di un marcatore dalla dimensione dei singoli caratteri stampabili.
Per esempio, in un’altezza di stampa totale di 12,7 mm è possibile inserire fino a 3/4 righe di testo con caratteri leggibili oppure una sola scritta a tutta altezza.
L’area di stampa disponibile può essere utilizzata per inserire un semplice testo oppure una composizione che comprende più elementi complessi.
Qualsiasi elemento della grafica, testi, immagini, simboli e codici può essere ridimensionato.
I marcatori generalmente hanno un software grafico a corredo che permette la creazione del layout di stampa e la parametrizzazione del dispositivo.
MARCATORI PER LOTTO E SCADENZA
Una delle applicazioni più frequenti dei marcatori a getto d’inchiostro è la stampa di informazioni variabili direttamente sul prodotto o sull’imballaggio, anziché apporre un’etichetta.
Per stampare lotto e scadenza ma anche un codice a barre, un Qr code, un piccolo marchio è sufficiente un’altezza di stampa di 12,7 mm.
Una testina di stampa da 12,7 mm può essere integrata in vari modelli di marcatore:
MINI-MARCATORE CT180 piccolo e pratico
MARCATORE A PISTOLA K6 versatile per tutte le superfici
MARCATORE DA TAVOLO OH1 preciso su piccoli prodotti
MARCATORETD1AUTOMATICO
MARCATORE E SFOGLIATORE PER ASTUCCI E CARTONCINI XP30P
Il vantaggio di scegliere un modello di dispositivo funzionale per la tipologia dei propri prodotti migliora la precisione e la velocità della marcatura.
Commisurare l’altezza di stampa di un marcatore evita di acquistare una capacità di stampa inutilizzata e di dover manovrare un dispositivo ingombrante e pesante.
La necessità di una maggiore altezza di stampa nasce quando il marcatore deve riprodurre più informazioni di testo oppure grandi elementi grafici direttamente sull’imballo.
Applicazioni tipiche:
marcatura di cassette e pedane in legno (come il marchio FITOK e il FOR 50)
stampa di simboli di avvertimento e pericolo
personalizzazione di confezioni, buste, cartoni
Esistono diversi marcatori semiautomatici, come i modelli K25, K50 e K100, con altezza di stampa maggiorata, completamente autonomi con batteria e display touch per impostare le stampe.
Tuttavia, con l’aumentare dell’area di stampa aumentano anche il volume del dispositivo ed il suo peso.
Per marcatori con area di stampa notevole occorre porsi alcune domande per valutare vantaggi e svantaggi:
Quanto deve essere grande la marcatura che devo realizzare?
Sulla superficie da marcare, ho sufficiente spazio in lunghezza per poter far scorrere il marcatore?
In che postura deve lavorare l’operatore? Per quante ore?
Mi occorre una dima per stabilizzare le stampe?
Devo stampare su una superficie verticale e contemporaneamente sostenere la dima di acciaio?
Se, invece, ti occorre una marcatura rapida e precisa su parecchi imballi, ingombranti ma non pesanti, puoi valutare un marcatore automatico con cartucce collaboranti e nastro trasportatore, come il TD1 a 2 cartucce e staffe regolabili per posizionare la marcatura in varie angolazioni.
In questo caso l’elemento determinante del processo di stampa è la struttura del nastro trasportatore, che va commisurata al peso e alle dimensioni degli imballi da movimentare, alla velocità richiesta e allo spazio disponibile per l’installazione.
DIFFERENZA DI PRECISIONE TRA MARCATURA SEMI-AUTOMATICA E AUTOMATICA
Affrontiamo questo argomento per chi utilizza un marcatore per stampare grafiche articolate come loghi, marchi, codici a barre e Qr code o per chi ha a disposizione una ben determinata e ristretta zona di marcatura.
Nella marcatura automatica il marcatore è fisso e gli oggetti sono in movimento su un nastro trasportatore. La marcatura, avviata da una fotocellula, è precisa e posizionata sempre sullo stesso punto del prodotto → precisione massima
Nella marcatura semi-automatica l’oggetto è fermo e l’operatore scorre il marcatore nella direzione di stampa, poggiando le rotelline del marcatore direttamente sull’oggetto o aiutandosi con una dima. Più il movimento delle rotelline è irregolare più la stampa potrebbe essere contratta o allungata → precisione aleatoria
In più, nel caso dei marcatori semi-automatici a cartuccia multipla, potrebbero verificarsi dei ritardi tra l’erogazione di inchiostro delle varie testine, creando uno sfalsamento tra i vari tratti.
Questo per chiarire che con alcuni marcatori non si può pretendere una qualità di stampa tipografica, perché sono dispositivi progettati per la stampa in mobilità: rapida, flessibile e in autonomia.
Tuttavia il disallineamento tra le testine di stampa può essere corretto sia in verticale che in orizzontale, come ti mostriamo in questo video.
VERSATILITÀ DI UN MARCATORE
Quando si acquista un dispositivo destinato a rimanere in azienda per diversi anni, è lecito prevedere utilità future.
Se il marcatore serve esclusivamente per data e lotto, ma un domani potrebbe essere utilizzato anche per imballaggi di grandi dimensioni, può essere opportuno considerare una soluzione con maggiore altezza di stampa.
Nel passaggio da un marcatore con testina da 12,7 mm a 25 mm, il dispositivo sostanzialmente non cambia ergonomia, per cui la sua versatilità non influisce negativamente sulla facilità di utilizzo.
Per scalate superiori si potrebbe perdere la manovrabilità del dispositivo sulle piccole marcature. In questo caso può essere più funzionale adottare due dispositivi distinti, ciascuno dimensionato per la propria applicazione.
CONCLUSIONI
L’altezza di stampa di un marcatore va scelta in funzione della marcatura da realizzare, ma anche del modo in cui il dispositivo verrà utilizzato.
Per questo, prima di acquistare un marcatore, è importante valutare non solo quanto deve essere grande la stampa, ma anche quale dispositivo consenta di realizzarla con la maggiore praticità ed efficienza.
Le etichette trasparenti sono ideali se hai bisogno di mostrare il tuo prodotto anziché coprirlo, e allo stesso tempo offrono un’ottima resistenza.
In questo articolo ti presentiamo vantaggi e svantaggi della stampa in autonomia di questo materiale nobile.
INDICE
COS’È IL POLIPROPILENE
È il materiale sintetico più utilizzato se l’etichetta deve durare quanto il prodotto da identificare: non si sfalda, non assorbe umidità e non ingiallisce nel tempo.
Il polipropilene (PP) è una pellicola plastica sottile e flessibile pensata per aderire anche a superfici curve o irregolari, cosa che le etichette in carta o in poliestere fanno con molta difficoltà.
È disponibile in varie finiture: opaco, lucido e trasparente e viene trattato in superficie per poter essere stampato con varie tecnologie di stampa.
Nel seguito di questa guida ci riferiremo esclusivamente al polipropilene trasparente per stampanti a trasferimento termico.
PERCHÉ SERVE UNA STAMPANTE A TRASFERIMENTO TERMICO
Partiamo da un assunto tecnico perché è una domanda che riceviamo spesso: il polipropilene trasparente stampato in autonomia con una stampante inkjet non dà un esito esteticamente versatile su tutti i prodotti, a meno che non sia applicato su imballaggi bianchi.
Sebbene il PP trasparente per l’inkjet sia pretrattato con un primer, gli inchiostri non sono abbastanza coprenti e si avrebbe un problema di leggibilità dell’etichetta per mancato risalto sul colore del prodotto.
Invece, nella stampa a trasferimento termico, il colore proviene dalla fusione di un nastro inchiostrante (il ribbon) che si salda letteralmente sopra l’etichetta.
La scelta del ribbon influisce sulla resistenza delle stampe:
ribbon in resina → massima resistenza ai solventi chimici e all’abrasione
ribbon cera-resina → buona resistenza a un costo più contenuto, adatto quando l’etichetta ha pura funzione estetica.
È un materiale molto versatile grazie alla combinazione tra estetica e funzionalità. Puoi utilizzarlo per:
prodotti cosmetici e farmaceutici, dove serve resistenza a solventi, profumi, umidità e sbalzi termici → stampa in resina
settore alimentare e bevande → stampa in resina oppure incera-resina per prodotti freschi a breve scadenza
adesivi per confezioni personalizzate → stampa in cera-resina per realizzare chiudi pacco e chiudi busta di breve durata
Il polipropilene trasparente è diffuso soprattutto dove il contenitore stesso è il protagonista della comunicazione del prodotto.
Molti produttori investono su imballaggi di qualità per cui la trasparenza dà l’impressione che il prodotto non abbia etichetta, lasciando risaltare confezione e contenuto.
Cerca la tua misura di etichetta trasparente (rettangolare quadrata o tonda) sul nostro
Con ribbon di stampa metallizzati (oro, argento) o a contrasto (bianco, nero) lo stesso materiale può passare da un effetto elegante a uno minimale, restando sempre leggibile.
Il nostro canale YouTube è una raccolta di test e tutorial che aiuta il visitatore a compiere scelte consapevoli.
Guarda il video che si addice alla tua specifica applicazione.
COME STAMPARE ETICHETTE TRASPARENTI PER CREME ALIMENTARI
COME STAMPARE ETICHETTE PER PROFUMI TRASPARENTI E RESISTENTI
COME STAMPARE ETICHETTE TRASPARENTI PER OLIO DI OLIVA
IDEE PER CONFEZIONI: STAMPA ETICHETTE TRASPARENTI CON FOIL COLORATI
QUANTO È RESISTENTE
La combinazione etichetta sintetica con stampa in resina è la scelta giusta quando il prodotto deve convivere con:
contatto diretto con acqua, oli, solventi, alcol, profumi o detergenti
lunga permanenza sullo scaffale o in magazzino
manipolazione frequente (trasporto, refrigerazione, uso quotidiano).
SCEGLI LA TUA STAMPANTE
Considerando modelli di stampante con larghezza di stampa da 4”, sufficiente nella maggior parte delle applicazioni, le opzioni disponibili dipendono dal volume di stampa e dalla risoluzione della stampante.
Modelli desktop compatti (per stampare 500 etichette al giorno)
Modelli industriali robusti (per stampare migliaia di etichette al giorno)
In entrambe le categorie sono disponibili testine di stampa con risoluzione da 203 dpi e 300 dpi, da scegliere in base alla complessità della grafica.
Nella stampa a trasferimento termico, una grafica è definita complessa se devi stampare:
caratteri piccoli
testi calligrafici o sottili
loghi
codici a barre ridotti
etichette di piccole dimensioni in generale.
Con una stampante a trasferimento termico oltre alle etichette, puoi stampare anche adesivi sagomati, cartellini e moduli continui, inclusi nastri in raso per confezioni personalizzate.
PROBLEMI DI APPLICAZIONE SU SUPERFICI DIFFICILI
Il polipropilene trasparente non nasconde lo sporco, neanche la minima impronta digitale.
Per applicare le etichette trasparenti manualmente, dovresti prelevare l’etichetta con una pinzetta per evitare di lasciare tracce sull’adesivo.
Oppure potresti sfogliare un piccolo lembo dell’etichetta e accostarlo alla superficie di destinazione aiutandoti con la siliconata.
Bisogna acquistare una certa dimestichezza nel farlo, ma se devi etichettare centinaia di prodotti al giorno è probabile che tu perda la pazienza.
Per elevati volumi di stampa è preferibile adottare un’etichettatrice semi-automatica, che garantisce un processo veloce, senza grinze disallineamenti e tracce di sporco.
DOMANDE FREQUENTI SULLE ETICHETTE TRASPARENTI
Posso stampare il polipropilene con una stampante che ho già in azienda? Non bisogna confondere le stampanti termiche dirette da quelle a trasferimento termico. Solo una stampante a trasferimento termico, che utilizza il ribbon, può stampare etichette in polipropilene trasparente
Costa molto più della carta? È un materiale nobile e costa di più, ma per prodotti con un lungo ciclo di vita o esposti a condizioni difficili occorre investire in un sistema di etichettatura indelebile
Cos’è il “black mark” e perché è importante su queste etichette? Normalmente la stampante trova l’inizio di ogni etichetta facendo passare un sensore di luce attraverso il varco tra un’etichetta e l’altra. Su un materiale trasparente questo sistema non funzionerebbe, perché la luce passa anche attraverso l’etichetta. Per questo le etichette trasparenti hanno una tacca nera (black mark) stampata sul retro del supporto: la stampante la rileva per riflessione, non per trasparenza, e sa sempre con precisione dove finisce un’etichetta e inizia la successiva. Prima di stampare, ricordati di impostare il sensore su “black mark” (o “riflessivo”) invece che su “gap” o “continuo”: è la causa più frequente di etichette stampate a vuoto o disallineate.
Perché la stampa viene poco nitida? Quasi sempre dipende da una di queste tre cause: velocità troppo alta che non lascia il tempo al ribbon di trasferirsi bene, temperatura di stampa troppo bassa per un supporto sintetico, ribbon sbagliato (cera invece di resina/cera-resina). La prima correzione da fare è ridurre la velocità senza modificare la temperatura di stampa.
Il codice a barre stampato su etichetta trasparente viene letto dallo scanner? Su un materiale trasparente il problema più comune non è la qualità di stampa ma il contrasto reale che vede lo scanner rispetto al colore del prodotto o del contenitore. Se il prodotto è abbastanza chiaro, la stampa standard con ribbon nero non dà alcun problema. Se il prodotto è scuro puoi stampare con ribbon bianco. Invece, stampare codici a barre con ribbon metallizzati può generare riflessioni che accecano alcuni lettori barcode.
Meglio il polipropilene o il poliestere trasparente? Il polipropilene è più economico e più che sufficiente per la maggior parte degli usi commerciali; il poliestere è più rigido e resiste meglio a temperature estreme e sollecitazioni meccaniche prolungate, il che lo rende preferibile per applicazioni industriali o outdoor di lunga durata. Per etichette su cosmetici, alimentari o detergenti il polipropilene resta la scelta più diffusa.
CONCLUSIONI: VANTAGGI E SVANTAGGI DELLE ETICHETTE TRASPARENTI
Le etichette trasparenti in polipropilene sono una scelta di qualità, ma conviene conoscerne pregi e limiti prima di adottarle.
I vantaggi
Aderiscono anche a superfici curve
Non temono l’acqua
Resistono a solventi chimici, oli, alcol e alla manipolazione frequente se stampate con il ribbon in resina.
Valorizzano la confezione e il prodotto con l’effetto no label look
Sono versatili: si usano nel settore cosmetico, farmaceutico, alimentare e delle bevande, oltre che per confezioni personalizzate, e si stampano in autonomia con una stampante a trasferimento termico.
Gli svantaggi
Non nascondono lo sporco. L’applicazione manuale richiede pinzetta e un po’ di dimestichezza e. Per centinaia di prodotti al giorno, serve un’etichettatrice semi-automatica.
Costano più della carta: è un materiale nobile, e l’investimento ha senso soprattutto per prodotti con un lungo ciclo di vita o esposti a condizioni difficili.
Richiedono ribbon adatti: puoi stamparle con una stampante a trasferimento termico ma la leggibilità dipende dal contrasto con il colore del prodotto (ribbon bianco su prodotti scuri, ribbon scuro su prodotti chiari e attenzione ai metallizzati sui codici a barre).
Se il tuo prodotto deve durare nel tempo e la sua confezione è parte della comunicazione, i vantaggi superano ampiamente gli svantaggi.
Una delle domande più frequenti che ci vengono poste dai nostri clienti è quante etichette si possono stampare con un ribbon
In questo articolo ti insegniamo a fare il calcolo corretto, per ottenere una stima concreta del costo stampa
I ribbon, nastri inchiostrati utilizzati per la stampa a trasferimento termico, sono caratterizzati da 2 misure:
larghezza del ribbon, espressa solitamente in millimetri
lunghezza del ribbon, espressa in metri
Nel calcolo del numero di etichette stampate con 1 ribbon, devi considerare:
la lunghezza del ribbon
l’altezza dell’etichetta
il gap tra un’etichetta e l’altra
Per effettuare un calcolo preciso devi dividere la lunghezza del ribbon per l’altezza dell’etichetta + il gap
SOMMARIO
ESEMPI DI CALCOLO
Facciamo qualche esempio pratico
RIBBON DA 300 MT, ETICHETTA ALTA 30 MM, GAP 2 MM
Se utilizzi un ribbon da 300 mt ed un’etichetta con dimensione 50 x 30 mm con gap 2 mm l’operazione che devi fare è
lunghezza del ribbon in millimetri/ altezza etichetta in mm + gap
Sostituendo i valori otteniamo
300.000 / 32 =9.375
Quindi con 1 ribbon da 300 mt stampi 9375 etichette alte 30 mm
RIBBON DA 300 MT, ETICHETTA ALTA 100 MM, GAP 2 MM
Se utilizzi lo stesso ribbon da 300 mt per stampare etichette mm 50 x 100 con gap da 2 mm, l’operazione è
300.000/ 102 = 2.941 etichette
Quindi con lo stesso ribbon stampi un numero differente di etichette, in funzione dell’altezza dell’etichetta.
RIBBON DA 74 MT, ETICHETTA ALTA 30 MM, GAP 3 MM
In questo esempio utilizziamo un ribbon più corto, solitamente per stampanti desktop, e un’etichetta 40 x30 mm con spazio ogni etichetta di 3 mm
Ho volutamente utilizzato la larghezza di 40 mm dell’etichetta, per farti notare che questa dimensione non influenza il conteggio.
Il calcolo è:
74.000/33 =2.242 etichette
Attenzione: nei calcoli ricordati sempre di unificare l’unità di misura, poiché la lunghezza del ribbon è espressa in metri mentre l’altezza dell’etichetta è in mm, quindi 74 mt corrispondono a 74.000 mm (basta aggiungere tre zeri!!!)
RIBBON DA 74 MT, ETICHETTA ALTA 100 MM, GAP 2 MM
In questo caso il numero delle etichette che potrai stampare è
74.000/102 = 725
QUINDI CONVIENE ACQUISTARE UN RIBBON PIU’ LUNGO?
La lunghezza massima del ribbon che puoi utilizzare dipende dal modello della tua stampante, non puoi acquistare nastri a trasferimento senza tenere conto di questo vincolo tecnico
Come hai notato per il calcolo del numero di etichette stampate con 1 nastro a trasferimento termico devi considerare solamente l’altezza dell’etichetta
La larghezza del ribbon deve essere valutata in correlazione alla larghezza dell’etichetta.
Il ribbon deve essere più ampio dell’etichetta sulla quale stamperai, quindi se utilizzi etichette larghe 50 mm, ti sarà sufficiente un nastro largo 60 mm.
Se il ribbon è più stretto dell’etichetta lascerà ovviamente delle zone non stampate ai bordi
Invece, se utilizzi diverse dimensioni di etichette, ti conviene acquistare un nastro che sia più largo dell’etichetta più grande.
Stampi etichette 50 x 30 mm, 70 x 50 mm, 100 x 100 mm: acquista un nastro più largo di 100 mm
COME ACQUISTARE IL RIBBON CORRETTO PER LA TUA STAMPANTE
Le caratteristiche fondamentali che devi verificare per acquistare un nastro a trasferimento termico idoneo per la tua stampante e per il materiale sul quale devi stampare sono:
larghezza del ribbon
lunghezza del ribbon
nucleo del ribbon (da 1” oppure ½”)
inchiostrazione del ribbon (interna od esterna)
composizione del ribbon: cera, cera-resina, resina (dipende dal materiale sul quale devi stampare)
CONCLUSIONI
Nella nostra lunga esperienza, l’errore più comune è l’acquisto di un ribbon non idoneo alla propria esigenza
L’ampia varietà di nastri a trasferimento termico disponibili genera una grande confusione, specialmente se si acquistano nastri compatibili
Se hai dubbi, ti suggeriamo di chiamarci e farti consigliare da uno specialista che sappia farti le giuste domande e ti aiuti a scegliere con un criterio tecnico esperto
La stampa a trasferimento termico fonde un nastro inchiostrante e lo trasferisce sul supporto da stampare.
I nastri per il trasferimento termico, detti anche ribbon, sono disponibili in 3 diverse composizioni:
CERA
CERA-RESINA
RESINA
Ogni composizione è stata concepita per prestazioni di stampa ottimali su specifici materiali.
In questo articolo ti spieghiamo come scegliere la combinazione corretta tra nastro per il trasferimento termico e supporto da stampare.
SOMMARIO
DIFFERENZE TRA LE TIPOLOGIE DI RIBBON
Avendo differente composizione, fondono a temperature diverse:
bassa temperatura per un nastro in cera, che ha una mescola morbida
temperatura intermedia per un nastro misto cera-resina
alta temperatura per un nastro in resina che è un polimero ad alte prestazioni
Le tre composizioni offrono una resistenza diversa a vari stress.
Cera (wax)
Cera-resina (wax-resin)
Resina (resin)
Temperatura di stampa
bassa
media
alta
Resistenza all’abrasione
limitata
buona
elevata
Resistenza a solventi e grassi
assente
parziale
elevata
Resistenza al calore
bassa
media
elevata
Velocità di stampa
alta
media
più bassa
Ogni applicazione è caratterizzata da aggressioni specifiche e stampare etichette per il magazzino, per la logistica, per l’industria, per il settore chimico, cosmetico o alimentare richiede un’analisi dettagliata del ciclo di vita dell’etichetta.
COSA STAMPARE CON UN NASTRO PER IL TRASFERIMENTO TERMICO IN CERA
Poiché fonde a bassa temperatura, il nastro in cera (wax ribbon) non offre stampe resistenti allo sfregamento ed è opportuno utilizzarlo per stampare etichette di prodotti non troppo movimentati o manipolati.
Con un nastro in cera puoi stampare su:
etichette in carta opaca e semi-lucida
nastri in raso per confezioni.
La ruvidità dei supporti in carta e la trama dei nastri in raso trattengono bene la cera, offrendo stampe nitide e persistenti in condizioni prive di aggressioni chimiche e meccaniche.
Con il ribbon in cera puoi stampare dalle etichette chiudi pacco per confezioni personalizzate, alle etichette per prodotti alimentari a breve scadenza, alle etichette di spedizione.
COSA STAMPARE CON UN NASTRO PER IL TRASFERIMENTO TERMICO IN CERA-RESINA
Il nastro misto cera-resina (wax-resin ribbon) è una mescola versatile su una moltitudine di materiali.
Con un nastro in cera-resina puoi stampare su:
carta lucida e carta ultra gloss
nastri in raso e nastri sintetici da pacchetto regalo
supporti sintetici come polipropilene opaco, lucido e trasparente.
Essendo un ribbon con una percentuale di resina, sui supporti in carta lucida ha una resa molto migliore del ribbon in cera.
Sebbene offra stampe più resistenti della cera, se le tue etichette dovranno resistere ad aggressioni chimiche e abrasione importanti, ti occorrerà stampare con un nastro più performante.
COSA STAMPARE CON UN NASTRO PER IL TRASFERIMENTO TERMICO IN RESINA
I nastri in resina (resin ribbon) sono indicati per stampare su supporti sintetici:
polipropilene
poliestere
polietilene
pvc
L’abbinamento supporto sintetico + nastro resina produce le etichette con il ciclo di vita più esteso in condizioni aggressive quali grassi, solventi chimici, alte temperature, esposizione alle intemperie e abrasione meccanica.
Se ti occorre stampare delle informazioni indelebili come per l’inventario dei cespiti, etichette per cosmetici, etichette per fusti chimici, L’unica opzione di stampa in autonomia è:
Le 3 macrocategorie di nastri (cera, cera-resina, resina) sono oramai prodotte da varie aziende, con più o meno reputazione.
Riceviamo continuamente campionature da distributori che promuovono i loro prodotti e non ci sottraiamo mai dalla curiosità di scoprire nuove formulazioni… le testiamo tutte!
La nostra esperienza ci conferma sul campo che il prezzo più accattivante non restituisce mai una qualità di stampa soddisfacente.
Soprattutto nella sottocategoria delle resine è sempre bene riferirsi ai produttori autorevoli come Zebra, Armour Inkanto, Toshiba, Ricoh.
I loro nastri in resina sono certificati ed ogni tipologia è formulata per resistere ad un elenco dichiarato di aggressioni.
Se la tua etichetta deve entrare in contatto con sostanze o condizioni specifiche, contattaci per un test dedicato.
ETICHETTE RESISTENTI
Un’etichetta che si stacca o si abrade è un problema da risolvere prima di scegliere il nastro inchiostrante.
La procedura corretta per individuare l’etichetta adatta alla tua applicazione è:
analisi di tutte le aggressioni nel ciclo di vita dell’etichetta
individuazione del materiale idoneo
scelta del tipo di adesivo: esistono tantissime formulazioni di adesivo, progettate per resistere a varie condizioni di stress (permanente, removibile, a base di gomma per basse o acrilico per alte temperature, adesivi tenaci per superfici irregolari o sporche).
Il ribbon si sceglie dopo, in funzione di quel supporto.
Il nastro per il trasferimento termico entra in contatto strisciante con la testina di stampa e la protegge dallo sfregamento continuo con le etichette.
Per questo motivo è importante scegliere una larghezza di ribbon leggermente superiore alla larghezza delle etichette da stampare (2/3 mm di abbondanza per lato).
Se stampi più di un formato e vuoi utilizzare sempre lo stesso ribbon, devi regolarti in base al formato più grande.
NASTRI COMPATIBILI CON LA TUA STAMPANTE TERMICA
Per acquistare il ribbon corretto, oltre alle indicazioni precedenti, devi tenere conto anche dei parametri specifici della tua stampante.
Avvolgimento del ribbon: verifica se la tua stampante richiede ribbon INK IN o INK OUT, in base alla modalità di avvolgimento prevista dal modello.
Diametro del nucleo (anzidetto anima): i ribbon possono essere avvolti su nuclei da 1/2 pollice oppure da 1 pollice. Alcuni modelli di stampante sono dotati di adattatori che consentono di utilizzare entrambi i tipi di nucleo.
Larghezza massima del ribbon: deve essere uguale o inferiore alla larghezza massima di stampa prevista dal modello di stampante.
Lunghezza del ribbon: deve rientrare nelle specifiche tecniche della stampante. In genere per le stampanti desktop puoi trovare ribbon di lunghezza 74 metri o 200 metri, mentre per le stampanti industriali puoi trovare ribbon da 300 metri o 450 metri.
NASTRI COLORATI PER STAMPA A TRASFERIMENTO TERMICO
La stampa a trasferimento termico è monocromatica e ampiamente diffusa per la stampa di etichette con codici a barre.
La diffusione di nastri inchiostranti colorati e metallizzati ha esteso il suo utilizzo ad applicazioni dove l’estetica dell’etichetta è importante.
Nell’acquisto di un nastro differente dal nero standard bisogna essere sicuri che il risultato di stampa sia soddisfacente.
Per questo motivo sul nostro shop online troverai dei ribbon con peculiarità specifiche, con video a testimonianza dei loro risultati di stampa:
ribbon tessile colorato per stampare etichette abbigliamento vivaci e resistenti ai lavaggi e allo stiro
ribbon pigmentato in cera-resina di vari colori per stampare su supporti scuri: è caratterizzato da un sottostrato bianco coprente che mette in risalto la stampa
ribbon olografico in resina con effetto 3D per realizzare etichette di brand o etichette prodotto ad alta visibilità
QUANDO NON SERVE IL NASTRO
Molte aziende hanno delle etichette in magazzino ma non sanno come stamparle… e ci contattano.
La distinzione tra carta e plastica è immediata da verificare: la carta si strappa mentre la plastica non si strappa.
Questa prova tutto sommato non basta, perché i supporti vengono trattati in superficie per essere destinati a varie tecnologie di stampa, dalla stampa termica alla inkjet.
Rimanendo nell’ambito della stampa termica, esistono delle etichette termiche che scuriscono spontaneamente reagendo al calore della stampante e non hanno bisogno di ribbon.
In questo caso la modalità di stampa si chiama TERMICA DIRETTA.
Per verificare se un’etichetta è termica, fai questo test: graffia l’etichetta con l’unghia. Se compare una traccia scura è carta termica e la stampante può lavorare in modalità termica diretta, ossia senza nastro. Se non succede nulla, serve il nastro per stamparla a trasferimento termico.
Ricorda: un’etichetta termica è estremamente sensibile al calore e nel tempo sbiadisce. Puoi utilizzare etichette termiche sono per stampe di breve durata e in assenza di aggressioni.
Come riconosco un ribbon ink in da un ink out? Appoggia la parte adesiva di un’etichetta sulla faccia esterna del nastro e staccala. Se l’inchiostro si trasferisce, il lato inchiostrato è verso l’esterno: è un ink out.
Quanti metri di ribbon mi servono? Il consumo è circa pari alla lunghezza stampata. Dividi i metri del nastro per la lunghezza dell’etichetta: un ribbon da 200 m con etichette da 100 mm copre circa 2.000 stampe.
Se, per esempio, dovessi stampare 6000 etichette di questa misura, dovresti acquistare 3 ribbon da 200 metri.
Posso stampare codici a barre a colori? Solo con colori scuri su fondo chiaro. Rosso, arancione e giallo non vengono letti dagli scanner a luce rossa. Se il codice deve essere verificato, valuta il contrasto prima di mettere in produzione tutto lo stock di etichette.
Il ribbon deve essere più largo delle etichette? Sì, di 2-3 mm per lato. Un nastro più stretto espone la testina allo sfregamento diretto con l’etichetta e ne accelera l’usura.
Perché la stampa è sbiadita? Le cause più comuni sono tre: ribbon non adatto al materiale dell’etichetta, velocità troppo alta, temperatura troppo bassa. Nel cercare un’impostazione di stampa adeguata, i parametri di velocità e temperatura non vanno mai modificati contemporaneamente, ma uno alla volta.
CONCLUSIONI
Non esiste un ribbon migliore in assoluto: esiste quello adatto al supporto, al ciclo di vita delle etichette e al modello di stampante che utilizzi.
Se hai dubbi sulle tue necessità, non esitare a chiamarci.
In questo articolo descriviamo come risolvere i problemi relativi alle impostazioni errate della lingua sugli scanner Zebra DS2278 e DS2208, che potrebbero causare una decodifica errata dei codici a barre.
Sommario
Cosa succede se l’impostazione della lingua nello scanner Zebra è sbagliata
Quando si utilizza lo scanner Zebra DS2208 o DS2278 con impostazione della lingua differente da quella italiana, potrebbero verificarsi delle letture errate di alcuni caratteri, ad esempio il trattino (-), viene erroneamente interpretato come un apostrofo (‘).
Questo problema è solitamente causato dalla configurazione della lingua della tastiera dello scanner.
Infatti se Windows è configurato per la tastiera locale di una regione e non utilizza un layout di tastiera inglese, i dati dei codici a barre trasferiti potrebbero apparire sbagliati.
La procedura per reimpostare lo scanner e impostare la lingua corretta può risolvere il problema.
Procedura per cambiare la lingua sul DS2278 e DS2208
Ripristina lo scanner alle impostazioni di fabbrica
Prima di impostare la lingua, è sempre meglio ripristinare le impostazioni predefinite dello scanner per cancellare eventuali configurazioni precedenti. Scansiona il codice a barre Set Factory Default dal manuale. Lo scanner emetterà un segnale acustico per confermare il ripristino.
Imposta la lingua italiana leggendo il codice a barre corrispondente Lo scanner emetterà un segnale acustico per confermare la nuova configurazione della lingua.
Testa la nuova configurazione
E’ sempre una buona pratica effettuare un test di lettura per verificare che lo scanner abbia memorizzato le nuove impostazioni
Scansiona un codice a barre contenente un trattino (-), o comunque un codice che precedentemente ti dava errori nella lettura e verifica che venga letto correttamente.
Se il trattino non viene più sostituito da un apostrofo (‘) o da altri caratteri errati, la configurazione è andata a buon fine.
Cosa fare se il problema persiste
Se il problema persiste anche dopo aver seguito questi passaggi, prova quanto segue: Riavvia lo scanner: spegni il dispositivo e riaccendilo per assicurarti che le modifiche siano state applicate correttamente. Verifica il firmware dello scanner : assicurati che lo scanner utilizzi la versione firmware più recente. Gli aggiornamenti del firmware possono essere scaricati dal sito Web ufficiale Zebra
Un tablet consumer rotto durante un’attività di magazzino può fermare un operatore per ore o addirittura giorni. In ambienti come logistica, cantieri e manutenzione sul campo, la continuità operativa è essenziale. Per questo sempre più aziende scelgono tablet rugged progettati per resistere a urti, acqua, polvere e temperature estreme, cadute
I tablet e smartphone rugged sono strumenti progettati per essere utilizzati in ambienti ostili dove i normali dispositivi commerciali non sarebbero adatti per resistenza, caratteristiche hardware e disponibilità di accessori specifici per il trasporto e il montaggio su veicolo.
Indice
Che cos’è un tablet rugged?
I tablet rugged sono realizzati con materiali resistenti per garantire stabilità e robustezza anche in ambienti estremi e condizioni impegnative.
Grazie alla loro maggiore durata, si riducono i costi di riparazione e aumentano l’efficienza e la produttività.
I tablet robusti sono ampiamente utilizzati in diversi settori come: trasporto pubblico, vendite sul campo, produzione, attività all’aperto, sanità, trasporti e logistica, settore militare e settore edilizio.
Perchè i tablet rinforzati sono la scelta migliore quando si lavora in condizioni estreme
Proprio come gli ambienti di lavoro in cui vengono utilizzati, i tablet rugged sono progettati e costruiti per resistere nel tempo. Sono certificati secondo lo standard MIL-STD-810G e possiedono un grado di protezione IP (Ingress Protection) non inferiore a 65.
La loro durata ed efficienza garantiscono un flusso di lavoro senza interruzioni, che a sua volta aumenta la produttività.
Ci sono condizioni e applicazioni per le quali un’azienda dovrebbe preferire un tablet rugged rispetto ad un dispositivo tradizionale (consumer).
In questo articolo analizziamo i vantaggi e delle situazioni ideali per l’acquisto
Perché utilizzare un tablet industriale (Vantaggi)
Resistenza Estrema e Protezione: A differenza dei prodotti classici, questi dispositivi hanno un involucro esterno progettato per resistere a cadute da altezze elevate (anche 1,5 – 2 metri). Il display non è a filo con la scocca, e questa costruzione riduce il rischio di rottura in caso di impatto con il suolo
Protezione contro Agenti Esterni: Tutti i contatti e le connessioni sono coperti. Questo impedisce l’ingresso di acqua e polvere (fondamentale per ambienti sporchi o all’aperto).
Batteria Sostituibile: i tablet comuni hanno batterie integrate, mentre quelli industriali permettono di sostituire la batteria velocemente e solitamente la sostituzione può essere eseguita a caldo, senza che il tablet si spenga.
Con l’uso dei Cradle (basi di ricarica), puoi caricare contemporaneamente il dispositivo e una o più batterie aggiuntive, garantendo turni di lavoro continui.
Accessori e Personalizzazione: possono essere opzionati con strumenti specifici come:
Lettori Barcode o codici 2D integrati
Sled per lettura tag RFID
Display ad alta visibilità per l’uso sotto la luce diretta del sole
Tastiere fisiche per una più comoda digitazione
Caratteristiche chiave per scegliere un tablet industriale
Quando scegli un tablet industriale devi focalizzare la tua attenzione su aspetti specifici legati all’ambiente di utilizzo
🌞 Luminosità del display
È la caratteristica principale per l’uso outdoor o in ambienti molto illuminati. Si misura in nit (cd/m²):
Display standard: 250–400 nit
Alta luminosità: 800–1000 nit
Uso in pieno sole: 1000–2000+ nit
Più alta è la luminosità, meglio il display sarà leggibile alla luce diretta del sole e se lavori all’aperto questa è una caratteristica essenziale
🛡️ Robustezza (Rating IP e MIL-STD)
IP65/IP67/IP68: resistenza a polvere e acqua (IP67 = immersione fino a 1m, IP68 = oltre 1m)
MIL-STD-810: standard militare americano che certifica resistenza a urti, vibrazioni, umidità, temperatura
Lo standard militare (MIL-STD-810G/H): indica che il tablet ha superato test ambientali estremi, tra cui cadute (spesso da 1,2 a 1,8 metri), forti vibrazioni e shock termici.
🌡️ Range di temperatura operativa
I tablet industriali possono funzionare in un ampio intervallo di temperature, ad esempio da -20°C a +60°C, a differenza dei tablet consumer che funzionano tipicamente tra 0°C e 35°C.
💪 Resistenza agli urti
Valutata la resistenza all’altezza di caduta (es. 1,2m o 1,8m su cemento). Questa specifica è fondamentale in cantieri, magazzini, trasporti.
🔋 Autonomia e batteria sostituibile
In ambienti di lavoro continuo è importante avere batterie con lunga durata (8–12+ ore) e, batterie hot-swap (sostituibili a caldo, senza spegnere il dispositivo).
📡 Connettività
Quale tipo di connettività ti occorre per il tuo flusso di lavoro?
Molti modelli implementano tutte le opzioni di connessione, in altri puoi scegliere le opzioni che utilizzi
Wi-Fi (Wi-Fi 6 per ambienti con molti dispositivi)
4G/5G LTE per uso in campo
Bluetooth per periferiche
NFC/RFID per lettura tag e badge
GPS/GNSS per applicazioni di navigazione o geolocalizzazione
📷 Scanner e fotocamera
Per applicazioni logistiche o industriali, è utile un barcode scanner integrato (1D/2D, QR code) e una fotocamera ad alta risoluzione per l’ispezione visiva.
Avere un’ottica dedicata per la lettura dei codici a barre o dei codici 2D ti assicura velocità nelle letture anche di codici danneggiati, stampati male e soprattutto in qualsiasi condizione di illuminazione
🖥️ Processore e RAM
Dipende dalle applicazioni: per uso in campo con app gestionali bastano processori mid-range con 4–8GB RAM; per elaborazione dati o AI servono processori più potenti.
🧤 Touch screen con guanti
Il display deve supportare il tocco con guanti da lavoro e funzionare anche se bagnato e questo aspetto deve essere esplicitamente descritto nel datasheet tecnico del dispositivo
🔌 Porte e accessori
Valuta quali accessori devi collegare al tablet e quali porte e connessioni ti sono utili per collegare hardware esterni
USB-C / USB-A
Porta seriale RS-232 (per integrazione con macchinari legacy)
Slot SIM
Connettori per docking station o veicoli
🖥️ Sistema operativo
Android
Windows 10/11
Linux
📏 Dimensioni e peso
Dipende dall’uso: tablet da 8″ sono ideali per operatori in movimento, 10″–12″ per postazioni semi-fisse e quindi un utilizzo ibrido
L’acquisto di un tablet industriale è consigliato quando la sicurezza del dispositivo e la continuità del lavoro sono prioritarie:
Logistica e Magazzini: Per l’uso su muletti o in zone dove le cadute sono frequenti.
Cantieri e Manutenzioni: Ideale per chi lavora ad alta quota o in ambienti esterni dove il dispositivo è esposto agli agenti atmosferici e urti.
Settore Aeroportuale: Dove la robustezza è un requisito quotidiano.
In generale: Quando non puoi permetterti che il lavoro si fermi a causa della rottura di un dispositivo standard, che richiederebbe tempi di riparazione o sostituzione incompatibili con la produttività aziendale.
PANORAMICA SU ALCUNI MODELLI DI TABLET INDUSTRALI
Facciamo una breve panoramica su alcuni modelli di tablet rugged, evidenziandone le specifiche tecniche rappresentative di questa classe di prodotti.
Il nostro consiglio, considerata l’ampia offerta, è di affidarti sempre ad un professionista che sappia guidarti su un dispositivo che soddisfi le tue specifiche esigenze
TABLET 10” RUGGTEK RTA 410
Il tablet robusto RTA 410 è stato progettato per lavorare senza custodia, resistente e facilmente trasportabile con una maniglia
Le certificazioni IP e MIL-STD assicurano resistenza ad acqua, polvere, vibrazioni e urti, offrendoti la massima libertà nei tuoi spostamenti
Iperconnesso 5.0
Il tablet integra tecnologie di comunicazione senza fili ad alta velocità in modo da rimanere connessi in qualsiasi momento e ovunque: Wi-Fi a doppia banda, Bluetooth, GPS multi-costellazione, e rete cellulare 5G.
Inoltre, dispone di telecamera ad alta risoluzione, una porta ethernet, una seriale, e molteplici porte USB per il collegamento di unità flash, tastiere e altri dispositivi.
È un tablet ricco di accessori opzionali per il trasporto, la ricarica e il montaggio
SPECIFICHE TECNICHE DEL TABLET RTA 410
DISPLAY: 10.1″ risoluzione 1920 x 1200
TOUCHSCREEN: Capacitive multi-touch
CPU: MediaTek Octa-Core
MEMORIA: 8GB/256GB o superiore
SISTEMA OPERATIVO: Android 15
ATTENZIONE
DISPONIBILE ANCHE NELLE VERSIONI CON SISTEMI OPERATIVI LINUX O WINDOWS
TABLET 13” RUGGTEK RTA 413
Se hai bisogno di un display più grande il tablet Ruggtek RTA 413 ti offre un ampio schermo da 13.3 pollici
Sistema operativo Android 15
Sul tablet è installato il sistema operativo di Google, Android 15. La versione ha portato miglioramenti significativi in termini di personalizzazione, sicurezza, e prestazioni. È un sistema operativo più ricco di funzionalità e più sicuro per gli utenti, offrendo agli sviluppatori nuove API per creare esperienze utente innovative.
Connessione
Il tablet integra tecnologie di comunicazione senza fili ad alta velocità in modo da rimanere connessi in qualsiasi momento e ovunque: Wi-Fi a doppia banda, Bluetooth, GPS multi-costellazione, e rete cellulare 5G. Inoltre, dispone di telecamera ad alta risoluzione, una porta ethernet, una seriale, e molteplici porte USB per il collegamento di unità flash, tastiere e altri dispositivi.
TABLET WINDOWS RUGGTEK RT 510
L’ RT 510 è un tablet con display da 10” ad elevate performance dotato di processore Intel Core i5
È un dispositivo ultra-robusto, progettato per essere utilizzato così com’è, facile da trasportare, senza necessità di aggiungere una custodia. Grazie al livello superiore di protezione non può essere paragonato a un tablet tradizionale con custodia.
Il tablet Ruggtek RT 510 è certificato per resistere alle sfide più difficili, inclusi i problemi di condensa, versamenti accidentali di liquidi, polveri e temperature estreme. Grazie al connettore POGO puoi collegare rapidamente il dispositivo a molteplici accessori, mentre il tablet si ricarica
CARATTERISTICHE TECNICHE TABLET RT 510
DISPLAY: 10.1″ risoluzione 1920 x 1200
TOUCHSCREEN: Capacitive multi-touch
CPU: Intel Core i5-8200Y
MEMORIA: 8GB/256GB
SISTEMA OPERATIVO: Windows 10/11
TABLET WINDOWS RUGGTEK RT 613
Il tablet di Ruggtek 613 è dotato di un ampio schermo da 13.3″ ed un processore Intel Core i5 (i7 in opzione) sufficientemente potente da velocizzare l’utilizzo del dispositivo anche eseguendo più compiti contemporaneamente.
Il tablet può inoltre gestire le applicazioni di Realtà Aumentata (AR) per ottimizzare i livelli di produttività. Conforme agli standard di resistenza militare, puoi utilizzarlo in qualsiasi applicazione e settore, sapendo di avere uno strumento affidabile e robusto.
SPECIFICHE TECNICHE RT 613
DISPLAY: 13.3″ risoluzione 1920 x 1080
TOUCHSCREEN: Capacitive multi-touch
CPU: Intel Core i5-1235U
MEMORIA: 8GB/256GB
SISTEMA OPERATIVO: Windows 10/11
TABLET ZEBRA ET60/65
I tablet Zebra ET60 e ET65 offrono una grande resistenza senza rinunciare allo stile
Resistono anche alle temperature delle celle frigorifere, alle vibrazioni e a tutte le intemperie: neve, ghiaccio, pioggia, polvere, caldo estremo e temperature gelide.
Il tablet più potente della sua categoria
La potente piattaforma Qualcomm™ 6490 da 2,7 GHz octa-core supporta reti wireless veloci (5G e Wi-Fi™ 6E), l’intelligenza artificiale e il machine learning, per utilizzare le app attuali e future.
Tutte le connessioni wireless più potenti
Il supporto delle reti 5G private e CBRS (Citizens Broadband Radio Service)garantisce una connettività wireless su rete cellulare privata estremamente sicura e conveniente in grandi spazi, ad esempio in porti e aree di carico e scarico.
Il supporto delle reti 5G e Wi-Fi 6E consente a chi lavora all’interno della struttura e fuori sul campo di avere connessioni wireless velocissime e affidabili.
Inoltre, la scheda SIM fisica e l’eSIM permettono ai dispositivi di collegarsi sia a una rete cellulare 5G privata o CBRS che alla rete cellulare pubblica, il che garantisce una connettività ininterrotta all’interno e all’esterno della struttura.
Autonomia della batteria
Con la batteria standard o quella ad alta capacità potete sempre contare su un’autonomia per l’intero turno lavorativo o per più turni
Le batterie sono rimovibili, quindi i tablet non dovranno mai essere messi fuori servizio per essere ricaricati. Il super condensatore garantisce alimentazione costante durante la sostituzione delle batterie, per scongiurare la perdita di dati.
Inoltre, le batterie PowerPrecision+ forniscono tutte le informazioni necessarie per identificare, localizzare e rimuovere le unità obsolescenti dal pool di batterie e altre funzioni.
Trasformazione in un computer veicolare
Basta fissare il modello ET60 o ET65 sul dock per veicoli Zebra per installarlo su un carrello elevatore o un altro veicolo di movimentazione materiali. Quando il tablet è posizionato su un dock per veicoli, il pannello touch e la tastiera da magazzino vengono riscaldati. Nessun altro tablet oggi offre una funzione come questa.
Anche nella cella frigorifera e in altri ambienti soggetti a condensa, lo schermo rimane sempre pulito, visibile e leggibile, e la tastiera è sempre priva di ghiaccio, pronta per l’immissione dei dati
Scansione di qualsiasi codice a barre
Grazie al software integrato, potete catturare i codici a barre con la fotocamera posteriore da 16 MP, fin dal primo utilizzo.
Se invece devi gestire elevati volumi di lettura del codice a barre, il motore di scansione SE55 1D/2D opzionale con raggio di scansione avanzato e tecnologia IntelliFocus™ è in grado di acquisire all’istante praticamente qualsiasi codice a barre in qualunque condizione, con un raggio di scansione eccezionale, da una posizione di quasi contatto fino a oltre 12 metri di distanza.
TABLET ANDROID NQUIRE 10
Il tablet industriale NQuire 10 Trygon della Newland, è compatto, potente e robusto.
Ha sistema operativo Android 15 GMS, un ampio display da 10,1″, batteria da 9.000 mAh che garantisce una lunga autonomia
Il display in vetro temperato è leggibile alla luce del sole, rendendolo particolarmente adatto all’uso all’aperto.
Ha ottenuto il marchio di qualità “Android Enterprise Recommended” (AER) di Google, a conferma del fatto che soddisfa gli standard aziendali in materia di sicurezza, affidabilità e funzionalità di base del dispositivo.
L’ NQuire 10 Trygon offre diverse opzioni di connettività, tra cui Wi-Fi dual-band, Bluetooth 5.4, 4G, GPS e NFC. Queste caratteristiche garantiscono una connettività affidabile, rendendo il Trygon adatto a un’ampia gamma di applicazioni, sia in ambienti interni che esterni. Può essere utilizzato per il controllo degli accessi, il tracciamento delle attrezzature, il lavoro sul campo, la gestione dell’inventario e il monitoraggio dei pazienti.
Scansione di codici a barre e elaborazione delle immagini
NQuire 10 Trygon è dotato di uno scanner di codici a barre integrato che consente l’acquisizione rapida e accurata di codici a barre 1D e 2D.
Le fotocamere anteriore e posteriore ne ampliano ulteriormente le funzionalità, consentendo l’acquisizione di codici a barre, la documentazione delle ispezioni, il monitoraggio delle risorse e delle scorte e l’acquisizione di foto a conferma della consegna.
CONCLUSIONI: QUANDO E COME ACQUISTARE UN TABLET INDUSTRIALE
In conclusione, si sceglie un tablet rugged quando il costo del “fermo lavoro” supera di gran lunga l’investimento iniziale in un hardware professionale e durevole.
La scelta di un tablet robusto e resistente richiede la valutazione della sua resistenza ad ambienti difficili, delle sue capacità di elaborazione e della gestione dell’alimentazione.
È importante dare priorità ai livelli di resistenza (IP65/IP67/IP68 per polvere/acqua), alle certificazioni militari di resistenza alle cadute (MIL-STD-810G/H), a un display ad alta luminosità per una leggibilità ottimale alla luce del sole e a opzioni di alimentazione continua come le batterie sostituibili a caldo.
Valuta anche le temperature di esercizio: verifica che il tablet possa sopportare il clima specifico dell’area di lavoro, in particolare se utilizzato in celle frigorifere o a temperature estreme.
Se desideri un nostro consiglio chiamaci, è la scelta più saggia per effettuare un acquisto conforme alle tue specifiche
FAQ
QUALE E’ LA DIFFERENZA TRA UN TABLET RUGGED E UN TABLET TRADIZIONALE?
La principale differenza riguarda la resistenza agli ambienti di lavoro difficili. Un tablet rugged è progettato per resistere a urti, cadute, vibrazioni, polvere, acqua e temperature estreme. Un tablet tradizionale, invece, è pensato per un utilizzo in ufficio o domestico e può danneggiarsi facilmente in contesti industriali, logistici o di cantiere. I tablet rugged offrono inoltre batterie sostituibili, accessori professionali e certificazioni specifiche come IP65/IP67/IP68 e MIL-STD-810.
QUANTO DURA UN TABLET INDUSTRIALE?
Un tablet industriale può avere una vita operativa di diversi anni, in base all’ambiente di utilizzo e alla manutenzione effettuata. Rispetto ai dispositivi consumer, progettati per cicli di vita più brevi, i tablet rugged utilizzano componenti più resistenti e sono progettati per garantire continuità operativa nel lungo periodo, riducendo costi di sostituzione e fermo macchina
UN TABLET RUGGED VALE L’INVESTIMENTO?
Nella maggior parte dei contesti professionali sì. Sebbene il costo iniziale sia superiore rispetto a un tablet tradizionale, un dispositivo rugged riduce il rischio di guasti, riparazioni e sostituzioni frequenti. Quando il fermo operativo di un addetto comporta costi elevati, l’investimento viene spesso recuperato rapidamente grazie a una maggiore affidabilità e produttività.
QUALI CERTIFICAZIONI DEVE AVERE UN BUON TABLET INDUSTRIALE?
Le certificazioni più importanti sono IP65, IP67 o IP68 per la protezione da polvere e acqua e MIL-STD-810G/H per la resistenza a urti, vibrazioni, umidità e temperature estreme. In base al settore di utilizzo possono essere richieste anche certificazioni specifiche per ambienti particolarmente critici.
QUALE SISTEMA OPERATIVO SCEGLIERE:ANDROID O WINDOWS?
Android è generalmente preferito per applicazioni mobili, raccolta dati, logistica e attività sul campo grazie alla sua semplicità e versatilità. Windows è invece la scelta ideale quando è necessario utilizzare software aziendali tradizionali o applicazioni desktop avanzate. La scelta dipende dalle applicazioni che l’azienda utilizza quotidianamente.
Alcuni modelli di stampanti di etichette a colori hanno la taglierina integrata.
Con la taglierina puoi stampare su supporti continui e tagliare la stampa all’altezza desiderata.
In questo articolo analizziamo quando conviene essere autonomi nel taglio delle etichette e quando no.
SOMMARIO
COS’È UNA BOBINA CONTINUA
Prima di entrare nel merito, vale la pena chiarire la differenza tecnica.
Su una bobina fustellata ogni etichetta è separata dalle altre da un piccolo spazio (gap): basta stamparla e prelevarla dalla siliconata in modo manuale, oppure con uno spellicolatore o con un’etichettatrice automatica.
Una bobina continua, invece, è una striscia ininterrotta di supporto da stampare. La taglierina interviene per “creare” la singola etichetta, separando il materiale esattamente dove finisce la stampa.
QUANDO LA TAGLIERINA SEMPLIFICA L’ETICHETTATURA
Ha senso puntare su un modello di stampante con taglierina integrata quando si hanno bassi volumi di stampa e il formato dell’etichetta non è sempre lo stesso.
Comprare etichette fustellate per ogni formato possibile significherebbe tenere a magazzino decine di referenze diverse, con il rischio di trovarsi scoperti quando serve un formato nuovo.
Utilizzare la taglierina è il metodo tipico per etichettare prodotti a peso variabile, produrre biglietti di ingresso per spettacoli o eventi, cartellini con descrizioni di lunghezza diversa o etichette per campionature.
Con la bobina continua decidi tu la lunghezza al momento della stampa: cambi il layout, ridimensioni l’etichetta nel driver della stampante e la taglierina la separa esattamente dove serve.
SUGGERIMENTI PER ORDINARE LE TUE BOBINE
Valuta la grandezza di tutti i tuoi imballaggi
Individua una larghezza di bobina da cui ritagliare tutti i formati di etichetta che ti occorrono.
Potresti cavartela con una sola bobina o, al massimo, con due bobine di larghezze differenti.
Ricordati che la stampa può essere ruotata, quindi con una bobina larga puoi tagliare strisce corte, mentre con una bobina stretta puoi tagliare etichette lunghe.
Oltre alla valutazione delle dimensioni della bobina, accertati di acquistare il materiale idoneo per la resistenza richiesta dal tuo prodotto e che sia un materiale compatibile con la tua tecnologia di stampa a colori.
Noi possiamo fornirti bobine continue e fustellate di qualsiasi misura e di tanti materiali compatibili con stampanti inkjet: carta lucida e opaca, carta vergata naturale e color crema, polipropilene lucido e opaco.
Sul nostroshop online puoi trovare alcuni rotoli preconfezionati.
QUANDO CONVIENE UTILIZZARE ETICHETTE FUSTELLATE
Il discorso cambia quando i volumi di stampa sono alti.
Tagliare dopo ogni stampa comporta un piccolo stop meccanico in cui la stampante aziona la lama, rallentando il processo di stampa.
Se si devono tagliare migliaia di etichette alla volta, va considerata anche l’usura della taglierina, soprattutto se si lavorano materiali sintetici duri e spessi. La taglierina è un componente sostituibile ma con un costo incidente.
Inoltre, il taglio fornisce etichette separate inutilizzabili con un’etichettatrice automatica, che preleva le etichette direttamente dalla bobina, staccandole dalla siliconata ad una ad una nel momento dell’applicazione.
L’etichettatrice è uno strumento indispensabile per applicare le etichette su bottiglie e barattoli in modo preciso e veloce.
Quindi per produzioni intensive il formato dell’etichetta va prestabilito e pre-fustellato.
STAMPANTI DI ETICHETTE A COLORI EPSON COLORWORKS CON TAGLIERINA
Le Epson ColorWorks sono disponibili in vari modelli da selezionare in base ai volumi di stampa e alla larghezza di stampa.
EPSON CW-C4000
Volume di stampa 16.000 etichette/mese
Larghezza di stampa 108 mm
Larghezza passaggio carta 112 mm
4 cartucce CMYK da 50 ml
dotata di taglierina
EPSON CW-C6000
Volume di stampa 22.000 etichette/mese
Larghezza di stampa 112 mm
Larghezza passaggio carta 112 mm
4 cartucce CMYK da 80 ml
configurazione con taglierina: modello (Ae)
EPSON CW-C6500
Volume di stampa 22.000 etichette/mese
Larghezza di stampa 212 mm
Larghezza passaggio carta 216 mm
4 cartucce CMYK da 80 ml
configurazione con taglierina: modello (Ae)
*** I volumi di stampa si riferiscono alla stampa di etichette misura 100×150 mm, che è un formato piuttosto grande.
CONSIGLI PRATICI PER CALIBRARE LE STAMPE
Secondo la nostra esperienza è preferibile non estendere il getto di colore fino al bordo dell’etichetta, per vari motivi:
evitare di contaminare con l’inchiostro il retro del supporto, ossia la siliconata
non disperdere il colorante sui rulli di trascinamento e sulla piastra aspirante della stampante
evitare che il taglio attraversi zone di colore che poi finirebbero sull’etichetta successiva
Tuttavia, per gli utilizzatori più esperti, i driver delle stampanti Epson consentono di gestire degli offset raffinati. Vediamo le regolazioni possibili con il modello C4000:
regolazioni di avvio stampa in direzione verticale: +/- 10,9 mm
regolazioni di avvio stampa in direzione orizzontale: +/- 1,5 mm
Queste 2 regolazioni sono molto utili nella stampa di etichette fustellate. A seguire troviamo:
regolazione della posizione della punta della carta: da 0 a 3 mm. Questa traduzione in italiano lascia perplessi: vuol dire regolazione della prima stampa dall’ inizio della carta ed è una regolazione molto utile quando si stampa su bobine continue perché la stampante non può calibrarsi con i suoi sensori.
regolazione posizione di taglio: +/- 10,8 mm
Puoi accedere a queste regolazioni dal driver della stampante seguendo il percorso: Preferenze di stampa > Utility stampante > Printer Setting Utility > Regolazione posizione
CONCLUSIONI
Nelle stampanti di etichette in rotolo l’utilizzo della taglierina offre flessibilità e autonomia.
Nessuna scorta dedicata, nessuno spreco per formati che usi solo occasionalmente.
Stampi on-demand in completa libertà e all’occorrenza.
Contattaci per approfondire il modello di stampante adatto alla tua produzione.
Gli shop online pullulano ma non sono tutti uguali e soprattutto, in alcuni settori, è fondamentale avere un’adeguata preparazione per effettuare un acquisto corretto.
Per scegliere una stampante di etichette il nodo non si risolve con semplici opzioni di taglia e colore, perché i vari modelli entrano in concorrenza di prezzo senza che tu possa veramente capirne il motivo, a meno che non abbia adeguate conoscenze.
Se non le avessi, per acquistare la tua prima stampante di etichette hai bisogno di una consulenza tecnica e in questo articolo cercheremo di guidarti sull’analisi delle caratteristiche fondamentali.
INDICE
LE 2 TECNOLOGIE DI STAMPA TERMICA
Questa distinzione è il primo punto a cui dedicare un approfondimento (salta questo punto se già lo conosci).
In tutte le stampanti termiche la testina di stampa si riscalda, ma esistono modelli di stampanti che stampano senza consumo di nastri inchiostranti (CASO 1) e modelli che stampano fondendo un nastro inchiostrante, altrimenti detto ribbon (CASO 2).
CASO 1: STAMPA TERMICA DIRETTA
Si utilizzano etichette termosensibili che scuriscono spontaneamente tramite il calore della testina.
CASO 2: STAMPA TERMICA A TRASFERIMENTO
Puoi stampare su una gamma eterogenea di materiali come carta, plastica, etichette trasparenti e nastri in tessuto. A seconda del materiale da stampare dovrai scegliere un ribbon inchiostrante adeguato.
LE DIFFERENZE TRA UNA TECNOLOGIA E L’ALTRA SONO ABISSALI
Con la stampa termica diretta puoi produrre esclusivamente etichette in bianco e nero, per un’etichettatura di breve durata, da applicare in ambienti interni altrimenti le stampe potrebbero sbiadire.
La stampa termica diretta offre una durata comunque sufficiente per molte applicazioni comuni:
etichette di spedizione
etichette prezzo/peso
braccialetti identificativi dei pazienti
etichette per provette
ricevute o i biglietti d’ingresso.
Con la stampa a trasferimento termico puoi produrre etichette di durata ben superiore, combinando opportunamente supporti e ribbon di stampa. Per esempio:
RIBBON IN CERA + ETICHETTE IN CARTA per stampe nitide che durano vari anni in assenza di aggressioni chimiche e ambientali.
RIBBON IN RESINA + ETICHETTE SINTETICHE per stampe permanenti che durano nel tempo anche in presenza di aggressioni chimiche e in ambiente esterno.
Tutte le tipologie di ribbon sono disponibili in un vasto assortimento di colori, anche metallizzati.
Inoltre, con una stampante a trasferimento termico puoi stampare anche in modalità termica diretta, basta 1) utilizzare le etichette termiche 2) non inserire il ribbon 3) impostare correttamente il driver di stampa.
1ªconclusione per acquistare la tua prima stampante di etichette:
SCEGLI UNA STAMPANTE TERMICA DIRETTA SOLAMENTE SE SEI SICURO DI NON DOVER STAMPARE IN FUTURO ETICHETTE RESISTENTI.
LA VERSATILITÀ DI UNA STAMPANTE A TRASFERIMENTO TERMICO LA RENDE L’ACQUISTO IDEALE PER CHI NON VUOLE LIMITI TECNICI SUL SUO INVESTIMENTO.
VOLUME DI STAMPA
Le prestazioni di una stampante termica possono variare notevolmente tra i vari modelli.
Un parametro da non sottovalutare è la velocità di stampa.
Stampi massimo 500 etichette alla volta? Sono etichette di dimensioni ordinarie (tipo 60×30 mm)? Tieni la stampante in un ambiente senza aggressioni?
Se la risposta è un triplice “sì” potrai acquistare un modello desktop compatto.
È preferibile optare per un modello industriale se ti occorre una velocità di stampa adatta a tirature importanti e continue, ossia varie migliaia di etichette al giorno.
Per valutare le velocità di stampa dei vari modelli, sullo shop online dovresti trovare in chiaro alcuni parametri, anche per dare un peso ai prezzi d’acquisto.
Per esempio, le stampanti Zebra (modelli desktop ZD, modelli industriali ZT) possono raggiungere le seguenti velocità massime:
Le stampanti termiche realizzano una stampa monocromatica scaldando il supporto tramite dei punti di contatto.
La risoluzione, fisicamente, dipende dal numero e dalla dimensione di questi punti. Più sono piccoli e ravvicinati, più la stampa è definita.
La scelta tra un modello di stampante con risoluzione a 203 DPI o 300 DPI dipende dalla grafica che devi stampare.
203 DPI: sufficienti per realizzare etichette di spedizione o etichette prodotto, codici a barre di ampiezza standard, testi di altezza superiore a 2 mm e una grafica minimale.
300 DPI: per riprodurre elementi grafici articolati come loghi, testi ridotti, codici a barre densi oppure per stampare etichette piccole come quelle dei circuiti elettronici o della gioielleria.
La risoluzione della stampante incide sul prezzo d’acquisto e questo potrebbe essere il motivo per cui vedi stampanti che costano meno di altre a parità di modello.
Le stampanti possono avere strutture in plastica (modelli desktop) oppure in metallo (modelli industriali).
Oltre all’ingombro, la differenza fondamentale tra le due macrocategorie è la robustezza.
Se devi utilizzare la stampante in un magazzino polveroso, umido e con rischio di urti ti consiglio di valutare un modello industriale che ha con un grado di protezione adeguato.
In realtà, oltre a queste macrocategorie, tra i modelli compatti esistono ulteriori diversificazioni, per esigenze di utilizzo specifiche:
piccole stampanti desktop con larghezza di stampa da 2 pollici
stampanti di braccialetti per il settore sanitario
stampanti portatili da tracolla o da cinta
INSTALLAZIONE DELLA STAMPANTE E ISTRUZIONE
L’installazione della stampante su Windows ha una procedura guidata.
Chi acquista la stampante da noi viene assistito da remoto in tutta questa fase perché abbiamo riscontrato che, in caso di inesperienza, potrebbero incorrere complicazioni, soprattutto se si collega il cavo Usb della stampante prematuramente al PC.
Inoltre, le stampanti di etichette possono stampare su una moltitudine eterogenea di supporti, di materiali e formati diversi, per cui un’iniziale istruzione su come impostare il driver della stampante contraddistingue il nostro contributo alla tua prima esperienza di stampa.
CONCLUSIONI
Se ti sei perso in una vetrina virtuale e non sai quale modello di stampante scegliere, non ti fermare al solo confronto dei prezzi, perché dietro ogni centesimo c’è un motivo specifico.
Per qualsiasi chiarimento, prendi il telefono per parlare direttamente con noi.
L’identificazione automatica è ormai una componente fondamentale dei moderni processi aziendali, dalla gestione del magazzino alla tracciabilità della produzione, dal controllo dei cespiti fino alla logistica.
Scegliere la tecnologia più adatta significa migliorare l’efficienza, ridurre gli errori e ottenere informazioni affidabili in tempo reale.
Quando si affronta questo argomento, una domanda frequente è: Codice a barre o RFID?
La risposta non è affatto semplice perché non esiste una tecnologia universalmente migliore dell’altra, ma una soluzione più adatta alle esigenze operative dell’azienda.
Comprendere le differenze tra queste due tecnologie è il primo passo per investire nella soluzione più efficace, evitando costi inutili e scegliendo strumenti realmente in grado di migliorare il proprio lavoro.
SOMMARIO
IL CODICE A BARRE: UNA TECNOLOGIA ANCORA ATTUALE
A oltre cinquant’anni dalla sua introduzione, il codice a barre continua a essere uno degli strumenti più utilizzati per identificare prodotti e beni aziendali.
Uno dei principali vantaggi del codice a barre è la sua economicità: stampare un’etichetta costa pochi centesimi e la lettura richiede dispositivi ormai disponibili in un’ampia fascia di prezzo.
Inoltre, la standardizzazione internazionale rende questa tecnologia compatibile con qualsiasi software gestionale, ERP o sistema WMS.
Oggi, accanto ai tradizionali codici lineari come EAN-13, Code 128 o Code 39, sono sempre più diffusi i codici bidimensionali, tra cui QR Code e Data Matrix, capaci di contenere una quantità di informazioni decisamente superiore.
Una volta decodificato il codice, il sistema recupera le informazioni associate all’articolo, come descrizione, codice interno, lotto, ubicazione o qualsiasi altro dato presente nel gestionale aziendale.
Naturalmente esistono anche alcuni limiti:
ogni articolo deve essere letto singolarmente
il lettore deve poter “vedere” il codice
l’etichetta deve essere integra e applicata correttamente.
COS’È L’RFID E COME FUNZIONA
La tecnologia RFID (Radio Frequency Identification) nasce con l’obiettivo di identificare automaticamente una serie di oggetti senza la visibilità diretta.
In questo caso si utilizzano speciali tag elettronici con microchip e antenna. Quando il tag entra nel campo elettromagnetico generato da un lettore RFID, trasmette il proprio identificativo, che viene poi elaborato dal software gestionale.
A differenza del codice a barre, il tag può essere letto anche se si trova all’interno di una scatola, di un contenitore o dietro altre barriere, purché le condizioni ambientali e il tipo di tag siano compatibili con la tecnologia utilizzata.
Un lettore RFID può acquisire contemporaneamente decine o centinaia di tag, registrare automaticamente il passaggio di un pallet attraverso una baia di carico, verificare in breve tempo l’inventario di un magazzino oppure monitorare la movimentazione di attrezzature aziendali senza doverle scansionare una alla volta.
Un altro aspetto importante riguarda la dinamicità dei dati contenuti nel tag. Molti dispositivi RFID consentono infatti di riscrivere le informazioni memorizzate, caratteristica particolarmente utile in applicazioni industriali dove lo stesso tag accompagna il prodotto durante tutto il ciclo produttivo.
Negli ultimi anni la riduzione dei costi dei tag e il miglioramento delle prestazioni dei lettori hanno reso questa tecnologia accessibile anche alle piccole e medie imprese, che fino a pochi anni fa la consideravano un investimento riservato esclusivamente ai grandi gruppi industriali.
BARCODE E RFID: DUE FILOSOFIE DIVERSE
Sono tecnologie concorrenti? In realtà sarebbe più corretto definirle complementari.
Il codice a barre privilegia semplicità, economicità e affidabilità con un controllo diretto ed è perfetto per un flusso di lavoro efficiente e collaudato. E’ una tecnologia facilmente replicabile e prevedibile in ogni settore.
L’RFID punta su un livello di automazione più elevato .
L’identificazione avviene senza che l’operatore debba necessariamente intervenire, con procedure completamente automatiche e immediate.
Questo non significa che l’RFID sia sempre la soluzione migliore. La maggiore automazione comporta infatti un investimento iniziale più elevato, un’accurata analisi di fattibilità, oltre alla necessaria progettazione dell’infrastruttura sia hardware che software.
Per questo motivo la scelta dovrebbe sempre partire dall’analisi del processo aziendale e non dalla tecnologia in sé.
COME IMPLEMENTARE UN SISTEMA CON CODICE A BARRE
L’installazione è veloce, la manutenzione minima e il personale necessita di una formazione molto limitata.
Un sistema barcode richiede generalmente una stampante di etichette, uno o più lettori e/o palmari e un software in grado di associare il codice ai dati presenti nel gestionale.
Quando hai bisogno di mobilità come dispositivo di scansione puoi utilizzare un terminale portatile che consente all’operatore di eseguire scansioni direttamente sul campo (ordini, arrivi merce, ddt, inventario) e aggiornare il gestionale in tempo reale.
Come scegliere la simbologia di codice giusta
La scelta dipende dal settore, dal tipo di prodotto, dalla quantità di informazioni da codificare e dai sistemi di lettura utilizzati.
Il dilemma ricorrente è: “Meglio utilizzare i codici a barre del produttore o creare codici interni?”
Se il prodotto viene semplicemente acquistato, stoccato e rivenduto senza modifiche, il codice a barre del produttore è generalmente sufficiente. Consente di identificare univocamente l’articolo ed evita di applicare un’etichetta aggiuntiva.
Quando invece il prodotto viene acquistato da più fornitori o entra a far parte di un processo aziendale più articolato, può essere vantaggioso utilizzare un codice interno.
In questo caso devi assegnare agli articoli un tuo codice a barre e stampare le etichette da applicare sui prodotti.
In molti casi le due soluzioni convivono: il prodotto mantiene il codice EAN originale per la commercializzazione, mentre l’azienda applica una propria etichetta con un codice interno
Tabella sintetica del codice a barre più adatto per settore
È un argomento complesso ma proveremo ad essere sintetici e sottolineare i punti focali. Per qualsiasi approfondimento sulla tua reale situazione, ti invitiamo a contattarci telefonicamente.
Uno dei vantaggi dell’RFID è la sua scalabilità. Un progetto può iniziare con pochi tag e un lettore Rfid e poi ampliarsi progressivamente.
Tag Rfid
Nell’RFID tutto parte dal tag elettronico, che deve essere scelto in funzione dell’utilizzo.
Esistono etichette Rfid adesive, tag rigidi, supporti specifici per superfici metalliche, tag resistenti alle alte temperature e per applicazioni industriali particolarmente gravose.
Le etichette Rfid vengono stampate e codificate da stampanti Rfid (sulle etichette saranno presenti sia informazioni visibili che dati memorizzati nel chip), i tag rigidi vengono codificati tramite un lettore/scrittore RFID.
L’implementazione di un sistema RFID può essere lineare oppure estremamente articolata a seconda del numero di ambienti da monitorare, del volume di beni da identificare, dalla tipologia dei prodotti, dalla presenza di interferenze radio oppure ostacoli alle onde radio
Analizziamo due scenari frequenti.
1. Inventario Rfid con beni fermi
La configurazione più semplice è quella in cui gli oggetti rimangono all’interno di un’unica area e vengono movimentati solo occasionalmente. È il caso, ad esempio, di un ufficio, di un laboratorio, di un archivio tecnico o di un reparto manutenzione in cui deve essere eseguito un inventario.
In queste situazioni può essere sufficiente applicare un tag RFID ai beni da identificare e utilizzare un palmareRFID durante gli inventari periodici.
L’operatore percorre l’ambiente leggendo centinaia di tag, senza dover individuare, puntare e scansionare ogni singolo codice a barre.
Questa soluzione è particolarmente indicata per la gestione di cespiti aziendali, strumenti di misura, computer, apparecchiature elettroniche e attrezzature che devono essere censite con rapidità.
2. Rfid in più ambienti con beni in movimento
Quando i beni si spostano frequentemente tra reparti, magazzini o aree produttive, il sistema può essere ampliato introducendo lettori fissi e antenne RFID installati nei punti di passaggio.
Ogni volta che un contenitore, un pallet o un’attrezzatura attraversa un varcoRFID, il sistema registra automaticamente il transito, aggiornando il software gestionale senza richiedere alcun intervento dell’operatore.
Questa configurazione è particolarmente efficace nei magazzini logistici, negli stabilimenti produttivi, nelle lavanderie industriali o in tutte quelle realtà in cui la tracciabilità automatica permette di ridurre tempi ed errori.
ATTENZIONE
Questa è una situazione operativa che richiede un’analisi approfondita dei requisiti tecnici e dei flussi.
E’ altresì fondamentale realizzare un progetto pilota su piccola scala per individuare eventuali criticità
DOMANDE FREQUENTI
L’RFID sostituirà il codice a barre?
È molto improbabile. Le due tecnologie rispondono a esigenze differenti e continueranno a convivere ancora per molti anni. Il barcode rimane la soluzione più economica e semplice per la maggior parte delle applicazioni, mentre l’RFID trova spazio in processi specifici che richiedono elevata automazione.
Quanto costa implementare un sistema RFID?
Non esiste un costo standard. Il budget dipende dal numero di tag, dai lettori, dalle antenne, dal software e dal livello di integrazione con i sistemi gestionali. Una progettazione accurata permette di valutare il reale ritorno dell’investimento prima dell’installazione.
L’RFID funziona anche su metalli e liquidi?
Sì, ma non tutti i tag sono uguali. Esistono tag progettati specificamente per superfici metalliche o ambienti particolarmente complessi. La scelta del supporto corretto è fondamentale per ottenere prestazioni affidabili.
Posso utilizzare barcode e RFID contemporaneamente?
Assolutamente sì. È una delle configurazioni più diffuse nelle aziende che desiderano automatizzare solo alcune fasi del processo mantenendo il barcode per le operazioni quotidiane.
Quale tecnologia conviene scegliere?
Dipende dagli obiettivi aziendali. Se il requisito principale è contenere i costi mantenendo un sistema affidabile, il codice a barre è spesso la soluzione ideale. Se invece è necessario automatizzare la raccolta dati, ridurre i tempi di inventario o monitorare grandi quantità di beni, l’RFID può offrire un ritorno dell’investimento molto significativo.
CONCLUSIONI
Scegliere tra codice a barre e RFID significa valutare il modo in cui la propria azienda raccoglie, gestisce e utilizza le informazioni. Entrambe le tecnologie offrono vantaggi concreti, ma lo fanno in contesti differenti.
Il codice a barre continua a rappresentare la soluzione ideale per chi cerca semplicità, affidabilità e costi contenuti. L’RFID, invece, permette di automatizzare processi complessi, accelerare gli inventari e migliorare la tracciabilità quando il volume delle operazioni rende inefficiente una gestione manuale.
Più che chiedersi quale tecnologia sia migliore, è quindi opportuno analizzare i flussi operativi, gli obiettivi aziendali e le prospettive di crescita.
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Ogni azienda possiede decine, centinaia o migliaia di beni che devono essere identificati, localizzati e monitorati nel tempo.
Un sistema di identificazione basato su etichette barcode, QR Code o RFID consente di velocizzare l’inventario, ridurre gli errori e conoscere in qualsiasi momento dove sia ubicato ogni cespite.
In questo articolo vengono analizzate le soluzioni disponibili per organizzare un inventario dei beni semplice, affidabile e scalabile.
SOMMARIO
PERCHÉ È IMPORTANTE IDENTIFICARE I CESPITI AZIENDALI
L’identificazione dei beni rappresenta il primo passo per una gestione efficiente del patrimonio aziendale.
Ogni cespite deve poter essere riconosciuto in modo univoco attraverso un codice identificativo collegato alle informazioni presenti nel gestionale o nel database aziendale.
Un sistema di identificazione consente di:
velocizzare gli inventari periodici
ridurre gli errori nella registrazione dei beni
conoscere in ogni momento la posizione di ogni cespite
monitorare gli spostamenti tra sedi, uffici e reparti
programmare gli interventi di manutenzione
ridurre il rischio di smarrimenti o sostituzioni non autorizzate.
L’investimento iniziale viene rapidamente compensato dalla maggiore affidabilità delle informazioni raccolte.
QUALI BENI SI DEVONO ETICHETTARE
Tra i cespiti più frequentemente etichettati troviamo:
arredi da ufficio
computer desktop, monitor, notebook, tablet e smartphone
stampanti
macchinari industriali
strumenti di misura
apparecchiature di laboratorio
dispositivi elettromedicali
carrelli elevatori
transpallet
utensili professionali
impianti tecnici.
Anche le ubicazioni devono essere codificate con etichette dedicate. Applicare un codice identificativo a stanze, reparti, scaffalature o centri di costo consente infatti di registrare rapidamente la posizione di ogni bene durante le operazioni di inventario.
COME CREARE UN SISTEMA DI IDENTIFICAZIONE DEI CESPITI
La gestione dei cespiti può essere suddivisa in cinque fasi fondamentali:
1. Censimento dei beni
2. Assegnazione del codice identificativo
3. Stampa delle etichette
4. Inventario e localizzazione dei cespiti
5. Aggiornamento del database e manutenzione
1. Censimento dei beni
La prima attività consiste nel registrare tutti i beni presenti in azienda, raccogliendo le principali informazioni descrittive.
Generalmente vengono memorizzati:
numero del cespite
categoria
descrizione (marca, modello, numero di serie)
centro di costo
reparto
ubicazione
data di acquisto
valore del bene.
Questi dati possono essere inseriti nel gestionale aziendale oppure in un software dedicato alla gestione dei cespiti.
2. Assegnazione del codice identificativo
Ogni bene deve ricevere un codice univoco che ne consenta l’identificazione immediata per tutta la vita utile del cespite.
Per razionalizzare le operazioni è consigliabile assegnare un codice identificativo ad ogni singola ubicazione (uffici, magazzini, reparti o laboratori).
Nella maggior parte dei casi viene utilizzata una numerazione progressiva generata automaticamente dal software.
Il codice può essere rappresentato mediante:
codice a barre lineare
QR Code
Data Matrix
tag RFID.
Segui questi suggerimenti per scegliere il codice adatto al tuo patrimonio:
Tipo di cespite
Tecnologia consigliata
Motivazione
Computer, monitor, stampanti, arredi, macchinari
Codice a barre Code 128
Massima compatibilità con i lettori, stampa semplice, lettura molto rapida
Beni con documentazione associata (manuali, manutenzione, certificati)
QR Code
Consente di aprire pagine web o documenti con uno smartphone o un terminale compatibile
Strumenti molto piccoli, componenti elettronici, utensili, dispositivi medicali
Data Matrix
Elevata densità di dati e ottima leggibilità anche su etichette di dimensioni ridotte
Inventari ad alta automazione con migliaia di beni
RFID
Lettura simultanea senza necessità di inquadrare ogni singolo cespite
3. Stampa delle etichette
Una volta generati i codici è possibile stampare le etichette identificative.
Normalmente un’etichetta per cespiti contiene:
logo aziendale
numero identificativo
codice a barre oppure QR Code
eventuale descrizione sintetica
reparto o sede.
La stampa viene generalmente eseguita con stampanti a trasferimento termico, la tecnologia più indicata quando sono richieste elevata durata e resistenza all’usura.
4. Inventario e localizzazione dei cespiti
Una volta completata l’etichettatura dei beni, è possibile procedere con l’inventario fisico.
Questo può essere effettuato con diversi dispositivi, da scegliere in funzione del numero di beni da censire, della frequenza delle verifiche e del livello di automazione desiderato.
L’obiettivo dell’inventario è verificare la presenza dei cespiti, controllarne l’ubicazione, eventuali spostamenti, segnalare beni mancanti, nuove assegnazioni e lo stato di conservazione.
La raccolta automatica dei dati riduce gli errori rispetto alla registrazione manuale e velocizza notevolmente le verifiche.
5. Aggiornamento del database
Le informazioni raccolte durante l’inventario vengono sincronizzate con il gestionale o con il software di gestione cespiti. In questo modo ogni variazione di ubicazione, assegnazione, manutenzione o dismissione viene registrata in tempo reale, mantenendo il patrimonio aziendale costantemente aggiornato e facilitando le verifiche amministrative e la pianificazione degli interventi.
BARCODE, QR CODE O RFID?
La scelta della tecnologia dipende principalmente dal numero di beni da gestire, dal budget disponibile e dalle modalità di inventario.
Tecnologia
Vantaggi
Quando sceglierla
Barcode
Economico, veloce e affidabile
Quasi tutte le aziende
QR Code
Maggiore capacità di memorizzazione
Quando si desidera collegare più informazioni
RFID
Lettura contemporanea di più beni senza contatto visivo
Inventari di grandi dimensioni e processi altamente automatizzati
Nella maggior parte delle applicazioni aziendali il codice a barre rappresenta ancora oggi la soluzione con il miglior rapporto tra costi, semplicità e prestazioni.
Il QR Code risulta particolarmente utile quando, oltre all’identificazione del bene, si desidera collegare manuali, certificazioni, documentazione tecnica o cronologia degli interventi.
La tecnologia RFID rappresenta invece la scelta ideale quando è necessario leggere contemporaneamente numerosi cespiti senza doverli inquadrare singolarmente, riducendo ulteriormente i tempi di inventario.
Il lettore barcode rappresenta la soluzione più semplice ed economica.
È particolarmente indicato per aziende di piccole dimensioni oppure per chi esegue inventari occasionali.
Il funzionamento è molto intuitivo: l’operatore legge il codice presente sull’etichetta e il dato viene trasferito al software installato sul computer.
Questa soluzione richiede generalmente una postazione fissa oppure un computer portatile nelle vicinanze e risulta ideale quando il numero di cespiti da controllare è limitato.
I lettori possono essere:
con cavo USB
cordless Bluetooth
tascabili o indossabili.
La scelta dipende principalmente dall’ambiente di lavoro e dalla distanza operativa richiesta.
TERMINALE PORTATILE CON LETTORE BARCODE
Quando il numero di cespiti aumenta oppure gli inventari vengono effettuati frequentemente, un terminale portatile rappresenta la soluzione più efficiente.
L’utilizzo di un terminale riduce sensibilmente gli errori di trascrizione e permette di lavorare in completa mobilità, senza dipendere da una postazione PC.
Si tratta di un dispositivo Android dotato di lettore barcode integrato e di un’applicazione dedicata alla raccolta dati.
Durante l’inventario l’operatore può visualizzare sul display tutte le informazioni associate al bene, verificare l’ubicazione prevista, modificarla se necessario e aggiungere eventuali note sullo stato del cespite.
Al termine delle operazioni i dati vengono sincronizzati con il gestionale aziendale o con una piattaforma in cloud.
INVENTARIO CON TECNOLOGIA RFID
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La tecnologia RFID rappresenta il livello più avanzato di automazione.
A differenza del barcode, il tag RFID non richiede il contatto visivo con il lettore. I cespiti possono quindi essere rilevati anche se non perfettamente visibili, consentendo la lettura contemporanea di numerosi beni.
Questa caratteristica permette di ridurre drasticamente i tempi necessari per l’inventario, soprattutto in aziende con migliaia di cespiti distribuiti su ampie superfici.
Occorre tuttavia considerare che un progetto RFID richiede una valutazione preliminare dell’ambiente operativo.
La presenza di grandi superfici metalliche o di liquidi può influenzare le prestazioni della radiofrequenza e rendere necessarie etichette o antenne specifiche.
Per questo motivo investire nella tecnologia RFID offre il massimo dei vantaggi soprattutto nelle realtà con elevati volumi di beni e processi di inventario frequenti.
COME STAMPARE LE ETICHETTE DEI CESPITI
Per etichettare i beni aziendali la scelta migliore è una stampa a trasferimento termico su etichette sintetiche con inchiostrazione in resina.
Puoi ordinare un servizio di stampa esterno oppure provvedere alla stampa in azienda.
Le stampanti desktop sono ideali per piccoli e medi volumi di stampa e trovano impiego nella maggior parte degli uffici e delle aziende.
Quando invece occorre produrre migliaia di etichette all’anno oppure l’ambiente di lavoro è particolarmente impegnativo, una stampante industriale garantisce maggiore produttività e durata nel tempo.
Nel caso di etichette RFID è invece necessario utilizzare stampanti dotate anche del modulo di codifica del chip elettronico.
QUALE MATERIALE SCEGLIERE PER LE ETICHETTE DEI CESPITI
Per la maggior parte delle applicazioni vengono utilizzati materiali sintetici come poliestere o PVC. La scelta dipende dal tipo di superficie, dalla durata richiesta e dall’ambiente di utilizzo.
Le etichette devono infatti aderire alle superfici più eterogenee, rimanere perfettamente leggibili per molti anni, resistendo all’ambiente in cui vengono applicate, all’umidità, all’abrasione o ai detergenti utilizzati.
Per questi motivi il PVC fuso ha le prestazioni migliori.
elevata resistenza ai graffi
ottima resistenza ai solventi
stabilità alle variazioni di temperatura
lunga durata nel tempo
adatte ad ambienti esterni
eccellente qualità di stampa
adesivi permanenti ad alta tenuta.
Quando esiste il rischio che un’etichetta venga rimossa intenzionalmente, possono essere utilizzati materiali antimanomissione come le etichette VOID o quelle ultra distruttibili, che rendono evidente qualsiasi tentativo di asportazione.
SOFTWARE PER LA GESTIONE DEI CESPITI
L’etichetta rappresenta l’elemento visibile del sistema di identificazione.
Il cuore dell’applicazione è il collegamento tra il codice stampato sul bene e il database aziendale.
Ogni scansione aggiorna automaticamente le informazioni relative al cespite, permettendo di conoscere in qualsiasi momento:
dove si trova il bene
chi lo utilizza
il reparto di appartenenza
il centro di costo
gli interventi di manutenzione effettuati
eventuali trasferimenti
lo storico delle movimentazioni.
Una piattaforma cloud consente inoltre di effettuare l’inventario contemporaneamente da più operatori, sincronizzando i dati in tempo reale e rendendoli immediatamente disponibili anche da sedi differenti.
GLI ERRORI PIÙ COMUNI NELLA GESTIONE DEI CESPITI
Molti problemi durante l’inventario derivano da errori commessi nella fase iniziale del progetto.
Tra i più frequenti si trovano:
utilizzare etichette deteriorabili in carta
scegliere adesivi non adatti alla superficie del bene
stampare codici troppo piccoli o con scarso contrasto
assegnare codici non univoci
non identificare le ubicazioni
aggiornare il database solo occasionalmente
rinviare gli inventari periodici.
Un sistema di identificazione ben progettato evita queste criticità e mantiene il patrimonio aziendale sempre sotto controllo.
DOMANDE FREQUENTI
Qual è il materiale migliore per le etichette dei cespiti?
Nella maggior parte delle applicazioni il PVC FUSO della 3M rappresenta la soluzione più affidabile. Sul nostro shop online puoi acquistare le Etichette 3M bianche o argentate nei formati: 50×25 mm / 50×30 mm.
Barcode o QR Code?
Il barcode lineare è generalmente sufficiente per identificare un cespite. Il QR Code è utile quando si desidera associare anche documentazione tecnica, manuali, fotografie o schede di manutenzione, ma questa caratteristica non rappresenta sempre un vantaggio nella gestione dei cespiti. Scegliere il QR Code senza una reale necessità può comportare costi aggiuntivi per l’acquisto di scanner in grado di leggere codici 2D.
Quando conviene utilizzare la tecnologia RFID?
L’RFID è indicata quando occorre inventariare rapidamente un numero molto elevato di beni oppure quando la lettura simultanea di più cespiti rappresenta un vantaggio operativo.
È possibile stampare internamente le etichette?
Sì. Utilizzando una stampante a trasferimento termico è possibile produrre autonomamente etichette professionali, personalizzate e resistenti nel tempo. Se si identificano i cespiti con un Data Matrix, è opportuno acquistare una stampante con risoluzione di 300 DPI.
Ogni quanto tempo è consigliabile effettuare l’inventario?
La frequenza dipende dall’organizzazione aziendale. Molte imprese eseguono un inventario completo una volta all’anno, integrato da controlli periodici su specifici reparti o categorie di beni.
CONCLUSIONI
La combinazione di etichette resistenti, codici identificativi univoci, dispositivi di lettura e software dedicati consente di automatizzare la gestione del patrimonio aziendale, migliorando la qualità delle informazioni.
La scelta della soluzione più adatta dipende dal numero di cespiti, dall’ambiente di utilizzo e dal livello di automazione richiesto.
AC Sistemi realizza soluzioni diversificate per l’identificazione dei cespiti, dalla semplice fornitura di etichette prestampate con progressione personalizzata fino ai terminali portatili e ai software per l’inventario.
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