PALMARI PER AMBIENTI FREDDI:COME SCEGLIERE QUELLO GIUSTO

Guida tecnica alla selezione di terminali mobili per celle frigorifere, magazzini freezer e logistica della catena del freddo.

Operare in ambienti a temperature sottozero impone requisiti tecnici precisi ai dispositivi mobili.

Un terminale rugged standard, anche se certificato IP68, può non essere sufficiente: le celle frigorifere, i magazzini freezer e i cicli continui di entrata/uscita dal freddo generano condensa, cristallizzazione dei componenti e cali di prestazione che solo un palmare progettato specificamente per la catena del freddo è in grado di gestire senza interruzioni.

In questa guida analizziamo i criteri di selezione, le caratteristiche tecniche indispensabili e una panoramica dei modelli più affidabili sul mercato: Zebra MC9400, Zebra RS6100, Urovo RT40S e Honeywell CK67 Cold Storage.

Problemi tipici dei palmari standard nelle celle frigorifere

Nella logistica del freddo i problemi comuni riscontrati con un terminale generico sono:

  • formazione di condensa
  • scaricamento rapido della batteria
  • touchscreen poco reattivo
  • appannamento scanner
  • riavvii improvvisi
  • riduzione autonomia

Quando è necessario un terminale specifico per ambienti freddi

Non tutti gli ambienti a bassa temperatura richiedono un terminale certificato per il freddo. Ecco i casi in cui la scelta di un dispositivo specializzato diventa indispensabile:

Temperature operative pari o inferiori a -10°C

Qualsiasi ambiente che richieda lavoro ricorrente sottozero — anche se alcuni terminali rugged dichiarano funzionamento fino a -20°C — richiede una certificazione esplicita per ambienti freddi, verificabile nella documentazione tecnica ufficiale del produttore.

Frequenti variazioni di temperatura

Il passaggio rapido tra ambienti con temperature molto diverse — ad esempio da un freezer a -25°C a una zona di carico a +5°C — genera condensa sui componenti interni ed esterni. In questi scenari sono indispensabili dispositivi con riscaldatori integrati e housing termoisolante.

Logistica alimentare e farmaceutica

Lo stoccaggio di prodotti deperibili o farmaceutici richiede tracciamento accurato dell’inventario per rispettare gli standard normativi vigenti. Questi settori utilizzano sistematicamente palmari certificati per temperature estreme.

Magazzini freezer con temperature fino a -25°C o inferiori

I magazzini per gelati, surgelati o a congelamento profondo richiedono dispositivi idonei a operare in modo continuativo a temperature che possono raggiungere -30°C o oltre.

Elevato volume di scansioni in ambienti freddi

Se gli operatori effettuano 16-20 scansioni al minuto per turni prolungati in ambienti freddi, l’affidabilità dello scanner e della batteria diventa critica per garantire continuità operativa e produttività.

Caratteristiche tecniche indispensabili

Un terminale progettato per la catena del freddo integra componenti specifici che lo distinguono da un comune dispositivo rugged. Ecco gli elementi da verificare in fase di selezione:

  • Riscaldatori su display e finestra di scansione: prevengono la formazione di condensa e ghiaccio che renderebbero inutilizzabili schermo e scanner
  • Batteria dedicata per basse temperature: le celle standard perdono capacità rapidamente sotto zero; servono batterie certificate per il freddo
  • Housing termoisolante: protegge la circuiteria interna dagli sbalzi termici
  • Connettori protetti: evitano infiltrazioni di umidità e ossidazione nei contatti
  • Circuiteria ottimizzata per sbalzi termici: componenti selezionati per resistere a cicli ripetuti caldo/freddo
  • Protezione IP65/IP68: impermeabilità a polvere, acqua e umidità
  • Ergonomia con guanti: tastiera fisica, tasti dimensionati e grip adatti all’utilizzo con guanti spessi
Nota: verificare sempre che la certificazione per ambienti freddi sia esplicitamente indicata nella scheda tecnica ufficiale del dispositivo, con il range di temperatura operativa garantito. Non tutti i terminali rugged sono idonei alla catena del freddo.

I principali modelli per ambienti freddi

Zebra MC9400 / MC9450 — Palmare per celle frigorifere

I modelli MC9400 e MC9450 rappresentano il riferimento Zebra per ambienti estremi. Progettati per superare i test più severi su cadute e ribaltamenti, sono adatti a porti, cantieri, stabilimenti produttivi e logistica ad alta intensità operativa.

terminale rugged per la logistica

Nella versione Cold Storage, il pannello touch e la finestra di scansione sono riscaldati, e la batteria è ottimizzata per temperature sottozero.

Il vetro Corning Gorilla Glass protegge display e scanner dai danni meccanici quotidiani.

Temperatura operativa-30°C / +50°C
Display4,3″ touchscreen, Corning Gorilla Glass, riscaldatore integrato
ScannerImager 2D (SE4770 o SE58 a raggio esteso)
Sistema operativoAndroid 13, aggiornabile fino ad Android 17+
ConnettivitàWi-Fi 6E (802.11ax), Bluetooth 5.3, NFC
Tastiera53 tasti alfanumerici con riscaldatore
Batteria5.000 mAh, certificata per basse temperature
ProtezioneIP65/IP68, cadute da 2,1 m su cemento (MIL-STD-810H)
Umidità5% – 95% con condensazione (riscaldatori attivi)

Zebra RS6100 — Scanner indossabile per celle frigorifere

Per chi ha la necessità di lavorare a mani libere, lo scanner RS6100 è un dispositivo wearable compatto e leggero, progettato per operare in corsie di magazzino, celle frigorifere, congelatori, aree di carico e scarico.

Grazie al motore di scansione multi-focus, cattura codici a barre 1D e 2D anche graffiati, sporchi, sbiaditi o coperti da cellofan, a distanze fino a 12,2 metri.

lettore indossabile zebra rs6100

Dispone di cinque modalità differenti per indossarlo— mano, dito, polso — con accessori compatibili per destra e sinistra, ideali per scansioni intensive con guanti.

TipoScanner wearable indossabile
LetturaCodici 1D e 2D, distanza fino a 12,2 m
Modalità di indossaggio5 opzioni intercambiabili (mano, dito, polso)
AmbientiCelle frigorifere, congelatori, aree esterne
GuantoCompatibile con guanti da lavoro
GrillettoSingolo o doppio, ruotabile destra/sinistra

Urovo RT40S — Terminale per catena del freddo

Il terminale RT40S di Urovo è dotato di schermo anticondensa professionale: display e finestra di scansione si riscaldano automaticamente al di sotto di una soglia di temperatura impostata. La certificazione IP68 e la resistenza a cadute da 1,8 metri ne garantiscono la robustezza in ambienti operativi intensi.

Disponibile in versione Cold Storage (fino a -30°C) e versione standard (fino a -20°C), con batteria hot-swap da 5.200 mAh per garantire continuità operativa durante il cambio batteria.

Temperatura operativa (Cold Storage)-30°C / +50°C
Temperatura operativa (Standard)-20°C / +50°C
Display4″ 480×800 pixel, Corning Gorilla Glass, capacitivo con guanti
ProcessoreQualcomm Octa-core 2,45 GHz
Sistema operativoAndroid 13 (GMS/AER), aggiornabile ad Android 17
Memoria4 GB RAM / 64 GB ROM (opz. 8/128 GB)
Batteria5.200 mAh, hot-swap
Fotocamera13 MP autofocus con flash LED
ConnettivitàWi-Fi 6 (802.11ax), Bluetooth 5.0, 4G/LTE, GPS/GLONASS
ProtezioneIP68, cadute multiple da 1,8 m su cemento
Dimensioni / Peso199 × 58 × 29 mm / 425 g

Honeywell CK67 — Versione Cold Storage

Il CK67 di Honeywell è un terminale mobile ultra-robusto pensato per le logistiche più impegnative. Nella versione Cold Storage, schermo e tastiera sono riscaldati per prevenire condensa e ghiaccio, garantendo la leggibilità del display da 4,3″ e la piena operatività dei tasti anche nelle condizioni più critiche.

Honeywell ck67 per magazzini freddi e sottozero

La batteria da 7.000 mAh — la più capiente della selezione — è ottimizzata per il freddo e sostituibile a caldo. L’ottica FlexRange™ XLR consente letture da 8 cm fino a 24 metri, coprendo qualsiasi scenario logistico, dai codici sul bancale alle etichette in cima alle scaffalature più alte.

Temperatura operativaVersione Cold Storage (specificare al momento dell’ordine)
Display4,3″ WVGA multi-touch, Gorilla Glass 7, riscaldato
TastieraFisica, riscaldata
ProcessoreQualcomm QCM4490/QCS4490 Octa-core
Sistema operativoAndroid 14, supporto fino ad Android 18
Memoria8 GB RAM / 128 GB Flash
ScannerFlexRange™ XLR: da 8 cm fino a 24 m
Batteria7.000 mAh, hot-swap, ottimizzata per il freddo
ConnettivitàWi-Fi 6E, Bluetooth, NFC, opzione 5G
ProtezioneIP65/IP68, cadute da 2,4 m, 4.000 ribaltamenti

Come scegliere il terminale più adatto

Ogni ambiente e ogni processo logistico ha esigenze specifiche. Per orientare la scelta, è utile valutare questi aspetti in modo sistematico:

  • Ambiente e robustezza: range di temperatura operativa richiesto, livello di protezione IP, resistenza meccanica
  • Ottica di scansione: distanza di lettura necessaria (vicino, medio raggio, lungo raggio fino a 24 m)
  • Sistema operativo: versione Android supportata, aggiornabilità garantita, compatibilità con le applicazioni in uso
  • Ergonomia: utilizzo con guanti, dimensione del display, accessori di montaggio su veicoli o carrelli
  • Connettività: Wi-Fi, 4G/5G, Bluetooth, NFC secondo l’infrastruttura di rete del magazzino
  • Autonomia: capacità della batteria e possibilità di hot-swap per i turni lunghi
  • Tastiera: fisica o virtuale, in base alle attività operative e all’ambiente
La scelta del terminale giusto per la catena del freddo richiede un’analisi tecnica accurata del contesto operativo. Un dispositivo non idoneo si traduce in fermo macchina, costi di assistenza e perdita di produttività.

Hai bisogno di supporto nella scelta?

Il nostro team di tecnici è a disposizione per analizzare le tue esigenze operative e identificare la soluzione più adatta al tuo ambiente di lavoro, dalla singola unità alle implementazioni su larga scala.

→ Contattaci per una consulenza tecnica gratuita

Ing. Cristina Urbisaglia

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ARTICOLI RECENTI

COME EVITARE LO SCOLLAMENTO DELLE ETICHETTE: GUIDA TECNICA COMPLETA

Se le tue etichette adesive si sollevano agli angoli, si staccano dopo poche ore oppure perdono adesione in frigorifero o in magazzino, il tuo prodotto perderà valore.

scollamento delle etichette in ambienti freddi e umidi

Nella maggior parte dei casi lo scollamento delle etichette dipende da:

  • adesivo sbagliato
  • materiale dell’etichetta non idoneo
  • superficie difficile
  • temperatura di applicazione
  • progetto dell’etichetta non commisurato

Molte aziende scelgono un adesivo standard permanente pensando che possa funzionare ovunque.

In realtà plastica, vetro, metallo, cartone, superfici verniciate e materiali refrigerati reagiscono in modo completamente diverso.

In questa guida analizziamo le cause reali dello scollamento delle etichette e come evitarlo.

L’ADESIVO STANDARD NON È UNIVERSALE

Uno degli errori più comuni consiste nell’utilizzare un adesivo permanente standard su qualsiasi superficie.

Sul vetro pulito e asciutto raramente avviene lo scollamento delle etichette, grazie alla sua elevata energia superficiale

Altri materiali, invece, sono particolarmente difficili da etichettare perché hanno una bassa energia superficiale:

  • PE (Polietilene)
  • PP (Polipropilene)
  • superfici siliconate
  • materiali verniciati
  • plastiche molto lisce

In questi casi l’etichetta può aderire inizialmente e poi staccarsi nel tempo.

Per superfici problematiche servono adesivi specifici:

  • high tack
  • hot melt
  • adesivi rinforzati
  • adesivi per basse temperature

La scelta del collante dipende dal materiale della superficie e dalle condizioni ambientali sia al momento dell’applicazione dell’etichetta sia nel ciclo di vita del prodotto.

LA SUPERFICIE È SPORCA O CONTAMINATA

Polvere, olio, umidità e detergenti riducono drasticamente l’adesione.

Lo scollamento delle etichette è una situazione frequente in:

  • industria alimentare
  • cosmetica
  • officine
  • logistica

Anche una minima contaminazione può impedire all’adesivo di creare un legame stabile con il supporto.

Prima dell’applicazione:

  • pulire la superficie
  • eliminare grassi e condensa
  • evitare applicazioni su superfici bagnate

ETICHETTE ADESIVE PER PNEUMATICI

LA SUPERFICIE È RUVIDA O IRREGOLARE

Cartone grezzo, legno, superfici martellate o porose riducono l’area reale di contatto dell’adesivo.

In questi casi:

  • un adesivo debole aderisce solo nei punti sporgenti
  • l’etichetta tende a sollevarsi
  • gli angoli iniziano a scollarsi

Per superfici ruvide servono:

  • adesivi aggressivi
  • materiali di etichetta flessibili
  • maggiore grammatura adesiva

IL MATERIALE DELL’ETICHETTA È TROPPO RIGIDO

Non sempre il problema è il collante.

Materiali rigidi come:

  • poliestere
  • carte enologiche o carte Greaseproof molto spesse
  • materiali plastici rigidi

possono opporsi alle curvature del contenitore.

Il risultato:

  • memoria meccanica del materiale
  • sollevamento dei bordi
  • distacco progressivo

Su superfici curve o irregolari conviene utilizzare frontali più flessibili e abbondanti spalmature di adesivo tenace.

L’ETICHETTA ATTRAVERSA PUNTI CRITICI

Molte etichette vengono progettate senza considerare:

  • curvature
  • spigoli
  • tappi
  • cambi di materiale

Un’etichetta che collega vetro e tappo metallico lavora continuamente sotto tensione.

Questo è uno dei motivi principali per cui le etichette “sigillo” si sollevano.

In questo caso è preferibile un sigillo con un gambo sufficientemente lungo e largo da poter esplicare il potere adesivo su entrambe le superfici.

LA TEMPERATURA DI APPLICAZIONE È TROPPO BASSA

Molte etichette vengono applicate direttamente su prodotti freddi.

Qui nasce uno dei problemi più sottovalutati:

la temperatura minima di applicazione.

Ogni adesivo possiede una soglia sotto la quale perde capacità adesiva.

Se il prodotto:

  • è congelato o entra subito in freezer
  • presenta condensa
  • l’ambiente ha una temperatura rigida

serve un adesivo progettato per la catena del freddo, che non subisca lo shock termico e che non cristallizzi.

Gli adesivi hot melt e alcune formulazioni a base di gomma sono efficaci anche a temperature molto basse.

STAMPANTI DI ETICHETTE A COLORI EPSON COLORWORKS

LA TEMPERATURA DI ESERCIZIO È ALTA

Un adesivo hot melt è strategia vincente nella catena del freddo ma fallisce completamente in presenza di calore.

Se vuoi approfondire una soluzione di etichettatura resistente a temperature estreme, leggi l’articolo:

FUSTELLA DELL’ETICHETTA SBAGLIATA

Un’etichetta molto grande applicata su una piccola superficie curva tenderà naturalmente a staccarsi.

Su contenitori piccoli conviene:

  • ridurre il formato dell’etichetta
  • arrotondare gli angoli
  • usare materiali più conformabili

Nel caso di dover inserire in etichetta molte informazioni, non potendo ridurre l’etichetta è preferibile al contrario abbondare adottando un formato completamente avvolgente con lembi sovrapposti per garantire l’adesione a lungo termine.

APPLICAZIONE MANUALE DELL’ETICHETTA

Se le etichette vengono attaccate a mano, non si riesce ad esplicare la giusta pressione uniformemente.

Sicuramente un’etichettatrice automatica gestirebbe l’applicazione in modo molto più accurato e veloce.

In ogni caso, per evitare lo scollamento delle etichette dopo l’applicazione, è preferibile aspettare che l’adesivo si integri completamente prima di mobilizzare troppo il prodotto.

ETICHETTATRICE PER SUPERFICI CILINDRICHE LA808

CONCLUSIONI

Non esiste “l’etichetta migliore” in assoluto

Esiste invece:

l’etichetta corretta per ogni specifica applicazione.

Quando un’etichetta si stacca il problema non dipende quasi mai da un solo fattore.

Per scegliere correttamente bisogna conoscere:

  • superficie
  • temperatura
  • umidità
  • durata richiesta
  • esposizione a solventi
  • modalità di applicazione

Un’etichetta perfetta per il vetro può fallire completamente sul polietilene.

Parla con noi delle tue esigenze.

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Elisabetta Urbisaglia

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MARCATORI MANUALI E AUTOMATICI: INKJET O LASER? 7 SOLUZIONI PER OGNI ESIGENZA

Stampare data di scadenza, lotto di produzione, matricole, codici a barre e QR code direttamente sui prodotti è oggi un requisito normativo e operativo per la grande maggioranza delle aziende in tutti i settori: alimentare, cosmetico, farmaceutico e industriale.

Scegliere una soluzione sbagliata significa perdere tempo, investimento e produttività: come evitare l’errore?

Le tecnologie disponibili sono diverse e ciascuna risponde a esigenze, materiali e contesti d’uso specifici.

Come scegliere il marcatore industriale giusto?

Avere le idee chiare sulla tua applicazione è un buon punto di partenza per definire i tuoi requisiti, quindi:

Cosa devi stampare?

Data di scadenza, lotto di produzione, codici a barre, QR code, simboli, testi: ogni esigenza richiede una valutazione specifica sulla tecnologia e sull’area di stampa

Su quali materiali devi stampare?

Plastica, vetro, metallo, carta, cartone, legno, materiali organici o assorbenti: la scelta del marcatore dipende dal materiale

Che tipo di superficie presentano i tuoi prodotti?

Piana, concava, irregolare, ruvida: la superficie influenza la tecnologia e il modello da adottare.

Quale livello di resistenza della marcatura desideri ottenere?

Marcatura permanente e indelebile? Scegli il laser. Se basta una stampa resistente e professionale, l’inkjet è la soluzione attualmente più frequentemente impiegata.

Volume di produzione elevato , medio o saltuario ed esiguo?

Produzioni continue, piccoli lotti, automazione: il volume determina la scelta tra soluzioni manuali, semi-automatiche o completamente automatiche.

‼️CONSIGLIO PRIMA DELL’ACQUISTO

Non esiste la tecnologia migliore, devi optare per la soluzione adatta alle tue specifiche esigenze

TECNOLOGIE A CONFRONTO: INKJET O LASER?

Prima di analizzare i singoli modelli, è utile chiarire le differenze fondamentali tra le tre tecnologie.

MARCATORI A GETTO D’INCHIOSTRO

marcatori a getto d’inchiostro (inkjet) depositano inchiostro sulla superficie.

Grazie all’utilizzo di inchiostri a base solvente che si asciugano rapidamente, sono adatti a una vastissima gamma di materiali anche non assorbenti (plastica, vetro, metallo) e sono la scelta attualmente più utilizzata per packaging e confezioni di ogni tipo.

La tecnologia a getto d’inchiostro richiede come materiale di consumo cartucce, solitamente a base acqua per superfici porose come carta, cartone e legno oppure a base solvente per la marcatura su materiali non porosi come plastica, vetro e metallo.

MARCATORI LASER

laser a fibra incidono direttamente la superficie di metalli e plastiche dure tramite un fascio laser. Non hanno consumabili, non usano inchiostro, e producono marcature indelebili permanenti.

Rappresentano la soluzione ideale per componenti industriali, matricole, tracciabilità di parti metalliche che richiedono l’integrità della stampa in condizioni difficili e garantiscono un ciclo di vita della marcatura praticamente permanente anche nelle condizioni più avverse.

Il laser CO2 usa una sorgente laser a gas (anidride carbonica) adatta ai materiali organici e non metallici: legno, cartone, carta, plastica, pelle, superfici verniciate etc.

È la tecnologia giusta per chi deve incidere packaging non metallico, superfici organiche, dove il laser a fibra non è indicato.

In questo articolo facciamo una panoramica delle soluzioni di marcatura più utilizzate, con il consiglio di non prendere decisioni di acquisto autonome, ma di confrontarvi sempre con un esperto che sappia indirizzarvi verso la soluzione più adatta al vostro uso specifico

MARCATORI A GETTO D’INCHIOSTRO MANUALI E SEMI-AUTOMATICI

MARCATORE MANUALE A PISTOLA K6

Il K6 è il marcatore portatile inkjet più versatile. Si impugna come una pistola, si scorre sulla superficie del prodotto e stampa tramite l’erogazione di inchiostro dalla testina sul materiale.

La marcatura può avvenire tramite contatto diretto con la superficie ma si riesce a stampare fino a una massima distanza di 3-5 mm

È dotato di un display touch da 4,3″ dal quale puoi creare le tue stampe e impostare i parametri del marcatore, una batteria ad ampia capacità che garantisce l’utilizzo senza interruzioni di un intero turno di lavoro ed è completamente indipendente dal PC.

Lo puoi facilmente convertire in sistema automatico su un nastro trasportatore utilizzando la fotocellula inclusa nella confezione e uno stand per un posizionamento stabile e regolabile in altezza.

Sono disponibili inchiostri sia a base acqua sia a solvente per poter stampare praticamente su qualsiasi materiale

Il marcatore K6 è la scelta giusta per: 

  • chi ha bisogno di una totale mobilità
  • per chi deve marcare su prodotti di forme e dimensioni differenti
  • chi prevede di passare in un futuro prossimo ad una soluzione completamente automatica

MINI MARCATORE CT180

Il CT180 è la soluzione più compatta e immediata: si tiene in una mano e si guida direttamente sull’oggetto.

È dotato di batteria che garantisce   3–4 ore di autonomia, offre oltre 15.000 stampe per cartuccia, e ha una dima in metallo inclusa che puoi utilizzare sulle superfici irregolari o poche estese.

Ideale per: piccoli lotti, produzioni non continuative, superfici piane e regolari.

MARCATORE DA TAVOLO OH1

L’OH1 combina precisione e controllo: il prodotto è posizionato su piattaforma regolabile (in direzione verticale e orizzontale) e la testina si muove all’interno di una finestra da 60 mm.

La marcatura può essere attivata tramite pulsante, pedale o fotocellula, inclusi nella confezione.

Attraverso il display touch da 5″, puoi inserire facilmente i dati da stampare in modo completamente indipendente dal PC.

Ideale per: prodotti piccoli o irregolari, aree di stampa circoscritte, barattoli e contenitori di varie forme, volumi medio-alti di stampa.

MARCATORI AUTOMATICI E COMPATTI: LI UTILIZZI SU UN PIANO DI LAVORO

I marcatori automatici ti consentono di implementare un flusso veloce, con una ,marcatura automatica e senza contatto per marcare anche le superfici più piccole e che richiedono una accurata precisione della stampa

MINI MARCATORE AUTOMATICO CON NASTRO TRASPORTATORE INTEGRATO: XCP20P

XC20P è un sistema di marcatura automatico compatto dotato di un mini-nastro trasportatore progettato per la codifica ad alta risoluzione su prodotti di piccole dimensioni, che si integra con il marcatore a getto d’inchiostro T180E per stampare:

  • data di scadenza e lotto di produzione
  • testi 
  • codici a barre e codici 2D
  • loghi e simboli con una risoluzione fino a 600 DPI direttamente sui tuoi prodotti
  • numeri progressivi e contatori

QUANDO ACQUISTARE IL MINI MARCATORE XC20P

È una soluzione industriale per linee di produzione che necessitano di una stampa efficiente, professionale e personalizzabile su vari articoli di dimensioni contenute, offrendo velocità e altezza della stampa regolabile per diverse applicazioni.

È la soluzione ideale per produzioni limitate e prodotti piccoli, sui quali devi stampare data di scadenza e lotto di produzione in modo preciso, veloce e senza contatto.

Stampa su diversi materiali tra cui: vetro, plastica, metallo, legno, carta e cartone

DESKMARK: MARCATORE CON TRASPORTATORE COMPATTO DA TAVOLO

Il DeskMark è la soluzione automatica da scrivania: nastro trasportatore industriale motorizzato (60×20 cm) sul quale si installa un marcatore automatico attivato da una fotocellula.

Simile al marcatore XC20P, dove però il marcatore e il nastro trasportatore sono 2 unità disgiunte: questo dà la possibilità di scegliere il marcatore più idoneo alle specifiche necessità.

Il nastro trasportatore è ingegnerizzato con uno standard industriale, ma le dimensioni ridotte ti consentono di utilizzare l’intero sistema su un banco da lavoro e l’attività di marcatura può essere svolta da una sola persona

L’operatore carica i prodotti sul nastro trasportatore e la marcatura avviene senza contatto con il prodotto con un flusso completamente automatico.

Questa soluzione è disponibile anche nella versione Pro che ha un nastro trasportatore più grande 30×130 cm.

Ideale per: quando i volumi richiedono automazione senza investimenti elevati, il Deskmark rappresenta una soluzione industriale ma economicamente contenuta

LASER A FIBRA:LA SOLUZIONE GIUSTA SE DESIDERI UNA MARCATURA RESISTENTE A TUTTO

Il TL30 è un marcatore laser a fibra da 30 W per metalli e plastiche dure: è composto da una testa laser portatile e una box di controllo industriale con touch screen da 7″.

Incide in modo permanente su acciaio, alluminio, rame, titanio, oro, argento, ottone e plastiche dure come ABS e PVC).

Non occorre alcun consumabile, è praticamente esente da manutenzione e completamente indipendente dal PC.

Il TL30 offre un’area di marcatura di dimensioni massime pari a 100×100 mm


MINI LASER CO2 PORTATILE – PER MATERIALI ORGANICI E PACKAGING

Il mini laser portatile CO2 rappresenta una soluzione efficace e professionale per la marcatura di molti materiali.

Grazie a un sistema basato su microcontrollore, questo dispositivo garantisce stabilità e autonomia delle marcature in diversi settori e nelle applicazioni in cui la mobilità è un requisito essenziale.

Il laser è completamente indipendente dal PC e ha una gestione completa attraverso l’ampio display touch.

Inoltre, l’incisione laser è la soluzione ideale quando ti occorre una stampa permanente e resistente a fattori avversi e usuranti.

CARATTERISTICHE TECNICHE PRINCIPALI

Il dispositivo si distingue per la sua compattezza e versatilità:

  • Area di stampa: regolabile via software fino a un massimo di 50×50 mm.
  • Display: Schermo touch capacitivo a colori da 7 pollici ad alta definizione per la creazione della stampa e per l’impostazione dei parametri di marcatura
  • Materiali supportati: questo dispositivo laser è idoneo per superfici opache e non riflettenti come legno, cartone, plastica, metalli verniciati e tanti altri
  • Sorgente Laser: Potenza di 5W con una vita utile stimata di 10.000 ore.

Cosa si può stampare con il mini laser WM:

  • Testi, numeri, variabili di data e ora aggiornate automaticamente dal sistema
  • Contatori progressivi e variabili di sistema
  • Codici a barre lineari: UPCA, UPCE, EAN13, EAN8, EAN128, CODE39, CODE128, INT25
  • Codici 2D: QR code, Data Matrix, PDF417
  • Tabelle, immagini e loghi (da USB in formato BMP)

Differenza chiave rispetto al laser a fibra: il laser CO2 agisce per assorbimento della radiazione nel materiale organico, producendo un’incisione per ablazione o bruciatura controllata. Non è efficace su metalli non rivestiti, dove è invece indispensabile il laser a fibra.

MARCATORI :TABELLA DI CONFRONTO GENERALE

ModelloTecnologiaMateriali idealiMobilitàConsumabiliIdeale per
K6InkjetUniversale (plastica, vetro, metallo, carta, cartone)TotaleCartucce inchiostroPackaging, prodotti vari, mobilità
CT180InkjetUniversaleTotaleCartucce inchiostroPiccoli lotti, utilizzo occasionale
OH1InkjetUniversaleDa tavoloCartucce inchiostroPrecisione su prodotti piccoli/irregolari
XC20PInkjetUniversaleDa tavoloCartucce inchiostroProduzioni continuative, automazione leggera, ideale per piccoli prodotti
DeskMarkInkjet automaticoUniversaleDa scrivaniaCartucce inchiostroProduzioni continuative, automazione leggera
TL30Laser a fibra 30WMetalli, plastiche dure (ABS, PVC)Con cavoNessunoMarcatura permanente in postazione fissa su metalli e plastiche dure
Mini Laser CO2Laser CO2 5WLegno, cartone, carta, plastica, pelle, superfici verniciateTotale (batteria 12.000 mAh)NessunoPackaging organico, artigianato, materiali non metallici

CONCLUSIONI

Come scegliere il marcatore adatto alla propria applicazione e che risponda alle proprie esigenze operative?

La chiave per scegliere correttamente è verificare 3 requisiti essenziali:

  • Che tipo di materiale devi marcare? Packaging e confezioni? Metalli e plastiche dure? Carta, cartone, legno, materiali assorbenti?
  • La marcatura deve essere permanente e indelebile? Se sì → laser (fibra o CO2). Se una stampa resistente e professionale è sufficiente → inkjet.
  • Hai bisogno di una soluzione completamente autonoma oppure puoi marcare su una postazione fissa? 

Se ti trovi in fase di valutazione, puoi inviarci una campionatura dei tuoi prodotti: eseguiremo test di marcatura con i dispositivi più adatti e ti proporremo la configurazione più coerente con il tuo processo e il tuo budget.

Ing. Cristina Urbisaglia

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MARCATORI PER ASTUCCI: COME SCEGLIERE LA SOLUZIONE GIUSTA PER LA TUA PRODUZIONE

MARCATORI PER LOTTO E SCADENZA SAI SCEGLIERE QUELLO GIUSTO?


STAMPANTE PER NASTRI IN RASO: COME FUNZIONA

Una stampante per nastri in raso personalizzati usa la tecnologia a trasferimento termico.

In questa guida spieghiamo il funzionamento, le impostazioni e come scegliere il modello di stampante corretto.

STAMPANTE PER NASTRI IN RASO PERSONALIZZATI

COME FUNZIONA IL TRASFERIMENTO TERMICO SU NASTRI IN RASO

La testina di stampa si scalda e fonde un ribbon inchiostrante.

Il ribbon colorato viene trasferito per contatto sul nastro in raso, nei punti in cui è presente la grafica.

I ribbon inchiostranti sono disponibili in vari colori e tipologie.

Per ottenere il trasferimento di stampa su nastri in raso occorre utilizzare ribbon in qualità cera oppure cera-resina.

COME INSERIRE I MATERIALI DI CONSUMO NELLA STAMPANTE

L’inserimento corretto dei consumabili è il primo passo per stampare nastri in raso senza problemi.

Segui questo video tutorial per non sbagliare:

Approfondimento: riferiamoci a un modello di stampante Zebra, che stampa con ribbon ink-out, ossia con inchiostrazione esterna all’avvolgimento del ribbon.

Cosa significa? Che il lato del ribbon in grado di aderire al supporto da stampare si trova sul suo lato esterno. Quindi, in fase di stampa, il lato inchiostrante deve essere a contatto con il nastro in raso.

ZEBRADESIGNER

Puoi stampare da qualsiasi programma, ma le stampanti Zebra hanno un software di creazione incluso, facilissimo da utilizzare.

ZebraDesigner è uno strumento completo perché si occupa sia della parte grafica che delle impostazioni dei parametri di stampa:

  • dimensione pagina di stampa
  • tipo di supporto
  • velocità di stampa
  • temperatura di stampa.

IMPOSTAZIONI PER STAMPARE UN NASTRO ALLA VOLTA

  • Larghezza pagina=larghezza nastro
  • Altezza pagina=lunghezza di nastro su cui replicare il modello di stampa (può essere una semplice scritta o una grafica complessa con testi e immagini)
  • Tipo di supporto: continuo

IMPOSTAZIONI PER STAMPARE PIÙ NASTRI CONTEMPORANEAMENTE

I nastri vengono gestiti con un portarotolo esterno alla stampante e fatti passare in appositi adattatori che garantiscono stampe sempre allineate.

  • Larghezza pagina=larghezza totale dei 3 nastri misurata sui passaggi dell’adattatore
  • Altezza pagina=lunghezza di nastro su cui replicare il modello di stampa
  • Tipo di supporto: continuo

N.B. Su ognuno dei nastri puoi creare stampe diversificate con il vantaggio di risparmiare tempo e consumo di ribbon

Sul nostro shop online puoi trovare il Kit di adattatori per stampare 3 nastri di larghezza 15 mm, 20 mm e 25 mm

IMPOSTAZIONE DEI PARAMETRI DI STAMPA

Dopo aver dimensionato la pagina di stampa, va configurata la stampante impostando: trasferimento termico, velocità e temperatura

Velocità: i nastri in raso non sono perfettamente lisci ma hanno una trama, per cui bisogna stampare alla velocità più bassa.

Temperatura: medio-bassa se stampi con ribbon in CERA, medio-alta se stampi con ribbon in CERA-RESINA

NASTRI IN RASO E NON SOLO

Il trasferimento termico è una tecnologia di stampa monocromatica versatile su tantissimi materiali.

  • Puoi stampare etichette adesive in carta, in plastica e trasparenti.
  • Puoi realizzare adesivi con il tuo logo chiudi-pacco e chiudi-busta per confezioni personalizzate
  • Puoi stampare cartellini non adesivi

QUALE STAMPANTE PER NASTRI IN RASO SCEGLIERE?

Se ti occorre stampare solo nastri in raso puoi scegliere il modello Zebra ZD230 a trasferimento termico con risoluzione di 203 dpi, più che sufficiente per stampare bene su supporti in raso

SHOP ONLINE ZEBRA ZD230

Se non vuoi limiti e desideri stampare altri materiali con grafiche complesse e definite, ti occorre una stampante con risoluzione maggiore, come la Zebra ZD421 a trasferimento termico con risoluzione di 300 dpi

INSTALLAZIONE DELLA STAMPANTE

Se acquisti la stampante da noi, non dovrai occuparti di nulla!

Ti invieremo un pacchetto di file da scaricare e installeremo tutto noi in assistenza remota.

Desideri altre informazioni? Contattaci

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Elisabetta Urbisaglia

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COME SCEGLIERE UN RIAVVOLGITORE DI ETICHETTE

Nel processo di stampa, il riavvolgitore di etichette è un accessorio spesso sottovalutato, ma in realtà fondamentale per medio-alti volumi di stampa.

Come scegliere il modello di riavvolgitore giusto? E quali sono le differenze tra soluzioni apparentemente simili?

VANTAGGI DI UN RIAVVOLGITORE DI ETICHETTE

Un riavvolgitore, sincronizzandosi con la stampante, consente di:

  • evitare grovigli e sprechi
  • ottenere bobine ordinate e professionali
  • automatizzare la fase post-stampa
  • ridurre i tempi di recupero
  • fornire bobine pronte all’uso, per esempio nel caso in cui dopo la fase di stampa seguirà un applicatore automatico di etichette.
riavvolgitore di etichette

I PARAMETRI FONDAMENTALI DI UN RIAVVOLGITORE DI ETICHETTE

Prima dell’acquisto, ci sono alcune specifiche tecniche da valutare.

come misurare le etichette in rotolo

1. Larghezza massima dell’ etichetta

Deve essere compatibile con il tuo formato di stampa (etichette di larghezza fino a 120 mm, 127 mm, 174 mm…)

2. Diametro massimo del rotolo

Indica quanto grande può diventare la bobina finale (diametro esterno fino a 170mm, 250mm, 300mm…)

Più è alto il diametro, meno spesso dovrai fermarti per sostituire la bobina.

3. Diametro interno (mandrino)

Può essere:

  • fisso (per es. da 40 mm o da 76 mm)
  • regolabile (più versatile)

4. Verso di riavvolgimento

Molti modelli danno la possibilità di scegliere il verso di rotazione orario o antiorario per ottenere rotoli di etichette confezionati con bobinatura interna od esterna.

Inoltre, alcuni modelli consentono la doppia opzione riavvolgitore-svolgitore.

Possono essere utilizzati sia per recuperare le etichette dopo la stampa, sia per erogare etichette posteriormente alla stampante, nel caso si vogliano stampare grandi bobine non alloggiabili al suo interno.

5. Controllo della velocità

Un buon riavvolgitore deve:

  • sincronizzarsi con la stampante
  • evitare strappi
  • fermarsi automaticamente a fine rotolo

Questo “start & stop” sincronizzato in alcuni modelli è  scalabile con un reostato che regola la velocità massima del riavvolgitore.

6. Compatibilità tra riavvolgitore e stampante

Non tutti i riavvolgitori sono adatti a qualsiasi stampante: bisogna valutare la potenza erogata, il peso e l’ingombro.

La scelta deve essere coerente con le prestazioni e il ritmo produttivo del sistema di stampa.

Le stampanti desktop, compatte e leggere, lavorano generalmente a velocità più contenute e con volumi ridotti.

In questo contesto è preferibile un riavvolgitore che abbia una gestione della tensione più morbida, capace di adattarsi facilmente alle variazioni senza richiedere regolazioni complesse.

Al contrario, le stampanti industriali, pesanti e potenti, operano a velocità elevate e in modo continuativo.

In questo caso è fondamentale un riavvolgitore progettato per garantire stabilità costante, precisione e capacità di gestire bobine di grande diametro, evitando variazioni di tensione che potrebbero compromettere la qualità del riavvolgimento.

7. Tipologia di motore

  • a frizione → più fluido e adattivo
  • con ballerina → regolazione automatica della tensione

APPROFONDIMENTO SULLA TIPOLOGIA DI MOTORE

Il motore di un riavvolgitore di etichette è uno degli elementi più importanti nella scelta di un riavvolgitore, perché determina come viene gestita la tensione del materiale durante il riavvolgimento.

Motore a frizione

Il motore a frizione regola automaticamente la coppia applicata al rotolo in base alla resistenza incontrata.

Come funziona:

  • la forza si adatta progressivamente all’aumentare del diametro della bobina
  • non serve un controllo esterno della tensione

Vantaggi:

  • maggiore fluidità di riavvolgimento
  • meno stress su materiali delicati
  • buona versatilità (riavvolgimento di etichette, nastri in tessuto, materiali sottili)

Limiti:

  • meno preciso nel controllo tempestivo della tensione
  • può essere meno stabile con flussi di stampa intermittenti

Motore con ballerina

Il sistema a ballerina utilizza un braccio mobile che controlla attivamente la tensione del supporto.

Come funziona:

  • il braccio si muove in base alla tensione del materiale
  • quando la tensione aumenta o diminuisce, il sistema regola automaticamente la velocità del motore
  • mantiene una tensione costante nel tempo

Vantaggi:

  • controllo preciso e stabile della tensione
  • ideale per produzioni continue e uniformi
  • maggiore qualità della bobina finale

Limiti:

  • sistema più meccanico e complesso
  • meno flessibile con materiali molto diversi tra loro

CONCLUSIONE

Scegliere il giusto riavvolgitore di etichette significa trovare il punto di equilibrio tra caratteristiche tecniche, tipologia di produzione e materiali utilizzati.

Un sistema ben dimensionato non solo evita problemi come strappi, disallineamenti o fermate frequenti, ma contribuisce a rendere l’intero processo di stampa più fluido, ordinato e professionale.

In fase di scelta, è quindi fondamentale valutare attentamente:

  • le misure delle bobine che occorre riavvolgere
  • il volume di stampa
  • la variabilità dei materiali
  • l’eventuale necessità di avere un sistema svolgitore-riavvolgitore

Per qualsiasi chiarimento, contattaci.

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MARCATORE PER ASTUCCI: COME SCEGLIERE LA SOLUZIONE GIUSTA IN BASE AL PROCESSO PRODUTTIVO

Un marcatore per astucci garantisce tracciabilità e conformità di quei prodotti con packaging in cartoncino.

Data di scadenza, lotto, codici identificativi e altre informazioni variabili devono essere applicati in modo leggibile, ripetibile e coerente con i ritmi produttivi.

La scelta del sistema di marcatura non può essere generica, ma deve essere strettamente legata alla fase del processo in cui la stampa deve essere eseguita.

In questo approfondimento analizziamo quattro soluzioni evidenziandone il corretto posizionamento operativo.

LA VARIABILE CHIAVE: QUANDO AVVIENE LA MARCATURA?

Il primo elemento da considerare è il momento del processo produttivo in cui occorre effettuare la marcatura.

Nel caso degli astucci, esistono tre scenari principali:

  1. Astuccio piatto (non ancora formato)
  2. Astuccio già formato ma vuoto
  3. Astuccio già formato e contenente il prodotto

A questi si aggiunge un quarto scenario trasversale:
4. Marcatura semiautomatica o automatica? Dipende dai volumi di stampa e dall’accuratezza richiesta per la marcatura.

Ogni configurazione richiede un approccio differente.

SFOGLIATORE PER ASTUCCI XP30P

Quando la stampa avviene su cartoncino ancora steso, la superficie è uniforme e priva di discontinuità.

In questo contesto si colloca il modello XP30P, progettato per sfogliare ad uno ad uno e stampare astucci impilati uno sull’altro.

SFOGLIATORE MARCATORE PER ASTUCCI XP30P

È una soluzione tipica delle lavorazioni a monte della linea di confezionamento, prima delle fasi di piega, riempimento e incollaggio.

Puoi utilizzare XP30P se i tuoi astucci (o anche cavallotti e biglietti) rientrano in questi parametri:

  • Larghezza degli astucci da sfogliare (80–250 mm)
  • Lunghezza astucci (50–300 mm)
  • Spessore astucci (da 0,05 a 5 mm)
  • Area di stampa: fino a 12,7 mm di altezza
  • Risoluzione: 300 dpi orizzontali, 150/300 dpi verticali

MARCATORE DA TAVOLO OH1

Quando l’astuccio è già stato formato, la marcatura deve adattarsi a una geometria tridimensionale.

Il modello OH1 è progettato per operare in questo contesto, consentendo la stampa su vari lati dell’astuccio.

marcatore da tavolo a getto d'inchiostro per data e lotto

Si posiziona l’astuccio formato sul piano, regolabile sia in verticale che in orizzontale, e tramite pulsante o pedale la testina di stampa si muove nella finestra di marcatura.

Si tratta di una soluzione indicata per lavorazioni dove il prodotto viene presentato da un operatore alla testa di stampa.

In questo scenario, la precisione è legata al corretto posizionamento del pezzo e la marcatura avviene in modo preciso e controllato.

DESKMARK CON NASTRO TRASPORTATORE COMPATTO

Quando la produzione richiede continuità operativa, il DeskMark rappresenta una soluzione di marcatura automatica su astucci pieni, grazie alla presenza di un nastro trasportatore compatto su cui è integrato tramite staffe un marcatore con fotocellula.

È progettato per operare su:

  • astucci già formati
  • astucci contenenti il prodotto

Questa configurazione consente di:

  • velocizzare l’intervento dell’operatore
  • mantenere una maggiore continuità nella produzione

MINI STAMPANTE PER LOTTO E SCADENZA CT180

Non tutte le realtà produttive richiedono sistemi strutturati. In molti casi è necessario disporre di una soluzione semplice, adattabile e immediata.

La CT180 si colloca in questo contesto come sistema semiautomatico configurabile dal suo display touch, utilizzabile su diverse superfici e in differenti condizioni operative.

I suoi punti di forza sono:

  • versatilità applicativa su vari prodotti
  • facilità di utilizzo

Tuttavia, trattandosi di una soluzione influenzabile dalla manualità dell’utilizzatore, presenta limiti in termini di precisione e ripetibilità della marcatura.

Per questo motivo è indicata principalmente per:

  • piccoli lotti
  • produzioni non continuative
  • utilizzi trasversali

SCELTA DEL MARCATORE PER ASTUCCI: UN APPROCCIO CORRETTO

La selezione del marcatore idoneo deve partire sia dal prodotto sia dal processo produttivo.

Semiautomatico vs automatico: confronto diretto

CaratteristicaSemiautomaticoAutomatico
Intervento operatoreNecessarioNon necessario
VelocitàMediaAlta
FlessibilitàElevataMedia
PrecisioneMedia o alta (dipende dall’operatore e dal dispositivo)Molto alta
Integrazione in lineaLimitataCompleta
Ideale perPiccole/medie produzioniGrandi volumi

In sintesi:

  • Se la marcatura avviene prima della formatura, la soluzione più industriale è lo sfogliatore XP30P
  • Se avviene su astucci già formati o altri prodotti, è corretto orientarsi sull’OH1
  • Se è richiesta continuità operativa sul prodotto finito, puoi utilizzare il DeskMark, adattabile a tantissime altre tipologie di confezioni
  • Se serve flessibilità senza struttura, la scelta può ricadere sul CT180

CONCLUSIONI

Nel contesto della marcatura su astucci, la differenza tra una soluzione efficace e una inefficiente non è legata solo alla tecnologia, ma alla coerenza con il flusso produttivo.

Intervenire nel punto corretto della linea consente di:

  • migliorare la qualità della stampa
  • ridurre gli errori operativi
  • ottimizzare tempi e risorse

Per questo motivo, prima di scegliere un marcatore, è fondamentale analizzare quando e come la marcatura deve essere applicata, evitando soluzioni generiche e puntando su configurazioni realmente coerenti con il processo.

Se ti occorrono chiarimenti, non esitare a chiamarci

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PRIMERA LX610E: GUIDA ALL’ACQUISTO, FUNZIONAMENTO E PROBLEMI COMUNI

La Primera LX610e è una stampante di etichette a colori con fustellatura digitale integrata, progettata per offrire massima autonomia nel passare dal file grafico all’etichetta personalizzata finita senza intermediari.

A differenza delle stampanti tradizionali, consente di stampare e tagliare qualsiasi forma di etichetta in un unico processo, eliminando la necessità di ordinare etichette pretagliate.

È la soluzione ideale per aziende artigianali, produttori alimentari e chiunque voglia gestire internamente piccole e medie tirature.

COME FUNZIONA PRIMERA LX610E?

La Primera LX610e è una stampante inkjet “print & cut” che lavora come un plotter su moduli continui originali DTM.

Funzionamento:

  • stampa la grafica sull’etichetta
  • successivamente esegue il taglio (fustellatura) nella forma desiderata
  • produce etichette pronte all’uso

Può realizzare tagli standard (etichette tonde, quadrate, a cuore, a stella e altri) oppure sagome personalizzate complesse seguendo il contorno dell’immagine stampata.

PRIMERA LX610E stampante e fustellatrice di etichette a colori

QUALI SONO I VANTAGGI RISPETTO ALLE ETICHETTE PRE-FUSTELLATE?

1. Libertà totale di formato, non sei vincolato a forme standard e puoi creare qualsiasi sagoma.

2. Nessuna fustella da acquistare con risparmio immediato sui costi di avviamento.

3. Produzione on-demand: stampi solo ciò che serve, quando serve.

4. Personalizzazione estrema perfetta per edizioni limitate, prodotti con stagionalità, test di mercato su prodotti nuovi.

5. Etichette con sigillo integrato: possibilità di creare etichette funzionali come adesivi di integrità e apertura vasetti.

FAQ – GUIDA ALL’ACQUISTO PRIMERA LX610E

PER CHI È CONSIGLIATA LA PRIMERA LX610E?

È particolarmente adatta a:

  • produttori artigianali (miele, confetture, liquori)
  • laboratori alimentari
  • chi produce piccole tirature personalizzate per eventi
  • servizi di stampa conto terzi

Stampi solo le quantità necessarie, eviti scorte di etichette prestampate, modifichi rapidamente grafica e dati variabili come lotto e scadenza.

Non è ideale invece per produzioni industriali ad altissimo volume.

CHE SOFTWARE SERVE PER UTILIZZARLA?

  • Per la funzione di sola stampa su etichette prefustellate puoi stampare da qualsiasi programma grafico
  • Per la funzione Print&Cut la stampante include il programma PTCreate (base, con forme di taglio standard)
  • Disponibile PTCreate PRO licenziato (avanzato, per tagliare profili stravaganti)

PTCreate PRO permette di:

  • creare la grafica
  • importare immagini JPG/PNG e generare linee di taglio intuitive con la funzione tracciamento immagine
  • oppure importare file vettoriali AI includenti un livello di taglio

Approfondimento: SOFTWARE PTCREATE: COME IMPOSTARE UN FILE VETTORIALE PER STAMPARE E TAGLIARE LE ETICHETTE CON PRIMERA LX610E

SERVE ESPERIENZA GRAFICA?

No. Anche utenti non esperti possono creare etichette professionali grazie al software integrato.

Ovviamente chi ha esperienza ha una marcia in più.

FAQ – PROBLEMI COMUNI E SOLUZIONI

LE ETICHETTE NON VENGONO TAGLIATE CORRETTAMENTE

Possibili cause:

  • file senza tracciato di taglio corretto
  • offset errato
  • forza di taglio non commisurata al materiale

Soluzione:

  • verificare il livello di taglio nel file
  • imposta un valore di offset corretto oppure usa PTCreate PRO per il tracciamento automatico
  • se la profondità di taglio è scarsa o eccessiva, puoi cambiare le impostazioni della lama

LA STAMPA È SBIADITA O POCO DEFINITA

Cause:

  • tipo di carta non adatto
  • impostazioni colore errate
  • cartuccia quasi esaurita

Soluzione:

  • usare materiali certificati
  • impostare profili colore corretti (ICC)
  • sostituire la cartuccia

IL TAGLIO È LENTO

È normale, la velocità dipende dalla complessità della forma.

Alcune bobine particolarmente pesanti, come il modulo stampabile magnetico, richiedono velocità di taglio e svolgimento più moderate.

L’ETICHETTA NON ADERISCE BENE AL PRODOTTO

Cause:

  • materiale non adatto alla superficie
  • adesivo non corretto

Soluzione:

  • scegliere materiali con adesivo hot melt
  • valutare materiali sintetici per ambienti difficili

LA STAMPANTE NON RICONOSCE IL SUPPORTO

Possibili motivi:

  • bobina non compatibile con fustellatura
  • chip non riconosciuto

Soluzione:

  • utilizzare materiali certificati DTM per il taglio

QUALI SONO LE CARATTERISTICHE TECNICHE PRINCIPALI?

Le prestazioni della LX610e la collocano tra le soluzioni più complete nella fascia desktop:

  • Risoluzione: fino a 4800 dpi
  • Tecnologia: inkjet a colori mono cartuccia in tricromia (CMY)
  • Taglio digitale integrato (tipo plotter)
  • Larghezza stampa: fino a 127 mm (senza taglio) / 104 mm (con taglio)
  • Velocità: fino a 114 mm/sec (variabile in base al taglio)
  • Software incluso: PTCreate (anche versione PRO)

Un grande vantaggio è la testina integrata nella cartuccia, che si rinnova ad ogni sostituzione riducendo manutenzione e problemi di usura.

materiali di stampa DTM per Primera LX610e

QUALI MATERIALI SI POSSONO UTILIZZARE?

La LX610e supporta un’ampia gamma di materiali:

Carte:

  • lucide, opache, vergate, goffrate
  • carte eco e certificate per alimenti

Materiali sintetici resistenti a umidità e abrasione:

  • polipropilene
  • poliestere

Attenzione: per la fustellatura digitale servono materiali specifici DTM con chip, mentre per la sola stampa puoi usare qualsiasi bobina compatibile.

CONCLUSIONE

La Primera LX610e rappresenta una soluzione unica nel mercato delle stampanti di etichette.

È la scelta perfetta per chi vuole trasformare l’etichetta in uno strumento di marketing, mantenendo controllo totale su costi, tempi e creatività.

Se ti occorre un consiglio, non esitare a chiamerci.

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COLORI DELLA STAMPANTE DI ETICHETTE SBAGLIATI? GUIDA PRATICA SUI PROFILI ICC

Chi stampa etichette a colori in azienda con una stampante digitale, potrebbe dover affrontare la gestione del colore.

Spesso capita che:

  • i colori non corrispondono al file
  • il nero è slavato
  • le etichette cambiano resa da un materiale all’altro

il problema è quasi sempre legato ai profili ICC.

Se stampi etichette con una abbondante ed uniforme copertura di colore, la resa cromatica è fondamentale.

Questa rapida guida, rivolta ad utenti poco esperti, spiega in modo pratico e tecnico:

  • cosa sono
  • come funzionano
  • come usarli correttamente
  • dove scaricarli

COSA SONO I PROFILI ICC?

I profili ICC sono impostazioni che influiscono su come un dispositivo riproduce i colori.

Sono definiti dall’International Color Consortium e servono a ottenere un colore il più possibile fedele tra ciò che vedi e ciò che stampi, armonizzando la comunicazione tra:

  • file grafico
  • monitor
  • stampante
  • materiale di stampa
Come impostare il profili ICC nella stampante di etichette

PERCHÉ I PROFILI ICC SONO FONDAMENTALI NELLE STAMPANTI INKJET?

Le stampanti inkjet funzionano tramite assorbimento dell’inchiostro sul materiale.

Questo significa che:

  • ogni supporto reagisce in modo diverso
  • la stessa immagine cambia completamente risultato
  • inoltre, sullo schermo vedi colori retroilluminati poco realistici

Esempio reale:

  • su carta opaca → noterai colori più spenti
  • su carta lucida → otterrai colori più brillanti
  • su materiale sintetico → c’è il rischio di sbavature

Il profilo ICC corretto compensa queste differenze automaticamente.

COME FUNZIONANO I PROFILI ICC

Quando invii una stampa:

  1. il file contiene valori colore (RGB/CMYK)
  2. il sistema li interpreta
  3. il profilo ICC corregge la resa in base al materiale

Il profilo include:

  • quantità massima di inchiostro erogato dalla stampante
  • curva di assorbimento del materiale di stampa
  • gestione dei toni e delle saturazioni delle immagini

COME USARE I PROFILI ICC (WORKFLOW CORRETTO)

1. Preparare il file (puoi rivolgerti ad un grafico o farlo tu)

  • lavora in RGB (consigliato per inkjet digitale)
  • file con risoluzione 300 dpi
  • evita conversioni di colore inutili

Errore tipico: crei in RGB, esporti in CMYK, poi il driver della stampante riconverte in RGB/ICC. Risultato: perdi informazioni e i colori si degradano ad ogni passaggio

2. Gestione colore: scegli chi comanda

Hai due opzioni:

✔ Primo Metodo

  • il software grafico gestisce il colore
  • il driver della stampante NON lo gestisce

Scegli questa opzione se sei esperto o hai un grafico di fiducia

✔ Secondo Metodo

  • il driver della stampante gestisce il colore
  • il software NON interviene

Scegli questa opzione se sei inesperto, o se stampi da software che non hanno la gestione del colore, per esempio BarTender, NiceLabel o Canva.

Con questo metodo potrai migliorare il colore stampato attraverso correzioni di colore standard da selezionare nel driver della stampante.

Per esempio stampando con una Epson Colorworks, dopo aver selezionato il tipo di materiale, troverai ulteriori regolazioni: vivace / colore preferito Epson / correzioni specifiche di luminosità contrasto e saturazione

Mai entrambi i Metodi insieme (è un errore comune).

3. Selezionare il profilo ICC

Nel driver della stampante o nel software di creazione grafica:

  • seleziona il profilo specifico del materiale (carta opaca/lucida/ultra gloss – Sintetico – Pellicola…)
  • verifica che corrisponda esattamente al supporto usato

4. Fare sempre un test

Prima della produzione:

  • esegui una stampa di prova
  • verifica se i colori sono reali
  • correggi se necessario

Approfondimento: EPSON COLORWORKS C4000: COME INIZIARE A STAMPARE LE ETICHETTE

PROFILI ICC IN BASE AL MATERIALE (GUIDA PRATICA)

Carta opaca

Caratteristiche:

  • assorbe molto inchiostro
  • colori più morbidi

Profilo ICC:

  • riduce la saturazione
  • limita l’inchiostro

ideale per look naturale/artigianale

Carta lucida

Caratteristiche:

  • superficie trattata
  • colori brillanti

Profilo ICC:

  • aumenta il contrasto
  • migliora la profondità

ideale per prodotti premium

Materiali sintetici (PP, PET)

Caratteristiche:

  • non assorbono (hanno una spalmatura di primer che trattiene i colori)
  • asciugatura più lenta

Profilo ICC:

  • riduce quantità di inchiostro
  • evita sbavature

ideale per ambienti umidi o refrigerati

IMPOSTARE CORRETTAMENTE IL MONITOR

Se non ti rivolgi ad un grafico professionista e crei le etichette con un PC portatile, non è possibile calibrare il gamut dello schermo per una visualizzazione più fedele al risultato di stampa.

Inoltre, un errore comune è impostare lo schermo con un livello di luminosità eccessivo che restituisce colori artefatti, mentre in stampa risultano più cupi.

Imposta la luminosità dello schermo circa al 50–60% ed evita bianchi “accecanti”.

Ecco alcuni consigli pratici per migliorare la coerenza tra quello che vedi e quello che stampi:

Su Windows:

  1. Cerca: “Gestione colori”
  2. Vai su: Dispositivi → seleziona il monitor
  3. Spunta: ✔️ Usa le mie impostazioni per questo dispositivo
  4. Imposta come predefinito: sRGB IEC61966-2.1

Questo è lo standard più sicuro per iniziare

Su Photoshop / Illustrator

  1. Vai su: Modifica → Impostazioni colore
  2. Imposta: RGB sRGB IEC61966-2.1 oppure CMYK Coated Fogra39
  3. Gestione colore: imposta Mantieni profili incorporati

Così facendo potrai scegliere i colori con più attinenza rispetto al vero.

USO CORRETTO DEI PROFILI ICC DELLA STAMPANTE

Quando stampi le etichette (es. con Epson ColorWorks) e vuoi consentire al software la gestione del colore, segui questi passaggi:

Nel software Photoshop / Illustrator

✔️ “Photoshop/Illustratror gestisce i colori”

✔️ Seleziona il profilo ICC corretto del materiale: carta lucida coated / opaca uncoated / sintetico

Nel driver stampante:

per evitare una doppia gestione colore, ossia colori sbagliati, imposta:

❌ NO a “Vivace” (usalo solo per stampe appariscenti)

❌ NO a “colore preferito Epson” (correzione più morbida ma imprecisa)

❌ NO a ICM (la gestione colore di Windows appiattisce le stampe)

✔️ SÌ a Nessuna correzione colore / ICC (massima fedeltà ai tuoi colori)

DOVE SCARICARE I PROFILI ICC

1. Sito del produttore della stampante

Quasi tutti i produttori mettono a disposizione:

  • driver aggiornati
  • profili ICC ufficiali

Cerca sul web: “nome stampante + ICC profile download”

2. Fornitore dei materiali

Molti produttori di etichette forniscono profili ICC specifici per i loro supporti, soluzione spesso migliore perché:

  • testati su quel materiale
  • risultati più precisi

CONCLUSIONE

I profili ICC per stampanti di etichette inkjet sono essenziali per ottenere qualità professionale e coerenza cromatica.

Una gestione corretta consente di:

  • migliorare la resa dei colori
  • ridurre errori e sprechi
  • standardizzare la produzione

Se ti occorre un consiglio sulla stampante ideale per le etichette dei tuoi prodotti, non esitare a chiamarci.

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MARCATORI PER LOTTO E SCADENZA: DOMANDE FREQUENTI E GUIDA ALLA SCELTA

Stampare lotto e data di scadenza sui prodotti è un’attività essenziale per garantire tracciabilità e conformità.

Spesso si pensa che basti scegliere un marcatore qualsiasi, ma nella realtà la differenza tra una soluzione adatta e una sbagliata si traduce in tempo perso, errori e costi nascosti.

Per questo motivo, la scelta deve partire dalle esigenze operative e dal prodotto.

marcatori per lotto e scadenza

COME SCEGLIERE IL MARCATORE GIUSTO PER LOTTO E SCADENZA?

Prima di valutare un modello specifico, è fondamentale analizzare come avviene la marcatura all’interno del proprio processo produttivo.

Ci sono quattro elementi che fanno davvero la differenza.

  1. Quale posizione di marcatura ti occorre? stampare su un bordo, su una superficie piana o curva, su un prodotto basculante cambia completamente il tipo di approccio necessario.
  2. Di che materiale è la superficie? Materiali diversi richiedono parametri specifici per ottenere una stampa leggibile e duratura
  3. Con che precisione devi stampare? In alcune applicazioni è sufficiente una stampa funzionale, in altre è richiesto un posizionamento estremamente accurato.
  4. Qual è il tuo volume di stampa? Questo fattore incide notevolmente sulla scelta: più aumenta il numero di pezzi, più diventa importante velocizzare e standardizzare il processo.

È l’equilibrio tra questi fattori che determina la soluzione corretta.

CHE DIFFERENZA C’È TRA MARCATORI SEMI-AUTOMATICI E AUTOMATICI?

Nel contesto dei marcatori per lotto e scadenza, la differenza non è tanto nella tecnologia di stampa quanto nel modo in cui il prodotto viene gestito.

I marcatori semi-automatici richiedono l’intervento dell’operatore, che posiziona il prodotto e avvia la stampa. Sono la scelta tipica per bassi volumi di stampa.

I marcatori automatici, invece, lavorano in linea: i prodotti scorrono su un nastro e la marcatura avviene in modo continuo, senza intervento manuale e assicurando elevati volumi di stampa.

Questa distinzione è fondamentale perché incide direttamente su costo d’acquisto, velocità e precisione del lavoro.

QUANDO SCEGLIERE UN MARCATORE SEMI-AUTOMATICO?

I marcatori semi-automatici rappresentano la soluzione più diffusa , perché offrono un buon equilibrio tra semplicità e produttività.

Sono adatti quando il volume di produzione è gestibile manualmente, ma si vuole comunque mantenere un certo livello di controllo sulla marcatura.

All’interno di questa categoria troviamo modelli di marcatori con differenze importanti:

MARCATORI PER LOTTO E SCADENZA come stampare CON marcatore k6

MARCATORE K6 A PISTOLA

È una soluzione efficiente e versatile, stampe impostabili dal display touch, memorizza

Inchiostri a rapida essiccazione (nero, rosso, verde, giallo, blu)

Approfondimento: MARCATORE A GETTO D’INCHIOSTRO K6 COME FUNZIONA

mini stampante portatile ct180 PER LOTTO E SCADENZA

MARCATORE CT180

Orientato più alla praticità operativa che alla precisione, consente di lavorare in modo rapido dal display.

Inchiostri a rapida essiccazione (nero)

Approfondimento: MINI MARCATORE CT180 COME FUNZIONA

OH1 marcatore da tavolo a getto d'inchiostro per data e lotto

MARCATORE OH1

Con piano di appoggio regolabile offre fluidità operativa, distinguendosi in precisione di stampa quando il posizionamento è un elemento critico.

Approfondimento: MARCATORE OH1 DA TAVOLO PER DATA LOTTO CODICE A BARRE COME FUNZIONA

La scelta tra questi modelli dipende dal livello di precisione richiesto e dal tipo di utilizzo. Se hai dubbi, contattaci. Inviandoci una campionatura dei tuoi prodotti effettueremo dei test di marcatura.

QUANDO SERVE UN SISTEMA AUTOMATICO?

Quando i volumi di produzione aumentano, il limite principale diventa l’intervento umano e la soluzione è un sistema di marcatura automatico.

Se non hai già una linea di produzione, puoi acquistare un piccolo nastro trasportatore e abbinarci un marcatore con fotocellula.

Un esempio eccezionale per prodotti di piccole dimensioni è il marcatore XC20P, dotato di nastro trasportatore compatto con marcatore integrato.

MARCATORE AUTOMATICO DA TAVOLO XC20P

MINI MARCATORE AUTOMATICO XC20P

Qui il processo cambia completamente: il prodotto scorre sulla piccola linea e viene marcato in modo sincronizzato.

  • Dimensioni: cm 60x30x18H
  • Peso: 12 Kg

Approfondimento: MARCATORE AUTOMATICO COMPATTO XC20P: COME FUNZIONA

Vantaggi principali:

  • marcatura continua senza interruzioni
  • maggiore velocità produttiva
  • qualità costante nel tempo

QUALE MODELLO SCEGLIERE IN BASE ALLE PROPRIE ESIGENZE?

Più che scegliere “il migliore”, è importante scegliere quello più coerente con il proprio processo.

Se la priorità è la flessibilità e si lavora su prodotti diversi, soluzioni come K6 sono particolarmente adatte.

Se invece la precisione è fondamentale, l’OH1 rappresenta una scelta più mirata.

Quando l’obiettivo è semplificare il lavoro mantenendo una buona velocità, il CT180 può essere una soluzione intermedia efficace.

Infine, quando la produzione cresce e diventa continua, l’XC20P permette di fare un salto di qualità in termini di efficienza.

COSA POSSO STAMPARE SUI MIEI PRODOTTI?

Tutti questi dispositivi di marcatura hanno caratteristiche comuni che li rendono idonei per la stampa di dati variabili su una grande varietà di materiali.

La testina della cartuccia di inchiostro ha un’altezza di stampa di 12,7 mm in cui poter organizzare:

  • data di scadenza
  • lotto di produzione
  • 3-4 stringhe di testo
  • loghi, immagini e simboli
  • codici a barre
  • codici QR
  • contatori e progressioni numeriche

I marcatori sono dotati di inchiostri che si asciugano in pochi secondi su una vasta gamma di materiali: vetro, plastica, metallo, carta, cartoncino, gomma, legno e tanti altri.

Alcuni modelli hanno disponibilità di inchiostri sia chiari sia scuri per stampe visibili su qualsiasi colore di superficie.

Sono tutti indipendenti dal PC e configurabili dal loro display touch.

Il software integrato consente di creare e memorizzare i messaggi di stampa per riutilizzarli velocemente.

È POSSIBILE MIGLIORARE LA QUALITÀ DELLA MARCATURA SENZA AUTOMATIZZARE?

Sì, ed è proprio qui che entra in gioco la scelta corretta del modello.

Non sempre è necessario passare subito a un sistema automatico. In molti casi, scegliere un marcatore più preciso o più adatto alla propria applicazione permette di ottenere risultati migliori senza cambiare completamente il processo.

QUAL È L’ERRORE PIÙ COMUNE NELLA SCELTA?

L’errore più frequente è scegliere il marcatore senza analizzare il proprio contesto.

Concentrarsi solo sul prezzo o sulla tipologia porta spesso a soluzioni poco efficienti. Al contrario, valutare posizione di stampa, superficie, volumi e precisione permette di fare una scelta più consapevole e duratura.

CONCLUSIONE

La marcatura di lotto e scadenza non è solo una necessità tecnica, ma una parte integrante del processo produttivo.

I marcatori semi-automatici come K6, OH1 e CT180 offrono flessibilità e controllo, ciascuno con caratteristiche diverse. Il sistema automatico XC20P, invece, rappresenta la soluzione ideale quando la produzione richiede continuità e velocità.

La scelta giusta non è quella più avanzata, ma quella più adatta al tuo modo di lavorare.

AC Sistemi ==> Stampa del codice a barre ==> Lettura del codice a barre ==> Marcatori per data lotto e dati variabili ==> Etichette ==> Grafica ==> e tanto altro

Elisabetta Urbisaglia

📞 06.51848187

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DOMANDE FREQUENTI SUI MATERIALI DI CONSUMO DELLE STAMPANTI TERMICHE

La scelta e l’identificazione corretta dei materiali di consumo delle stampanti termiche è fondamentale per ottenere stampe di qualità ed evitare problemi operativi.

Di seguito trovi alcune domande frequenti utili per capire come riconoscere i diversi tipi di supporto e scegliere i materiali più adatti.

MATERIALI DI CONSUMO DELLE STAMPANTI TERMICHE

QUALI MATERIALI DI CONSUMO SERVONO PER UNA STAMPANTE DI ETICHETTE?

I materiali di consumo principali per una stampante di etichette termiche sono:

  • i supporti: etichette adesive, cartellini e moduli continui di vari materiali
  • i nastri inchiostranti (detti ribbon) per la stampa a trasferimento termico

Nelle stampanti termiche la testina di stampa è un elemento riscaldante.

Se utilizzi supporti termosensibili che scuriscono spontaneamente, NON dovrai utilizzare il ribbon e la stampa si chiama TERMICA DIRETTA.

Su tutti gli altri supporti, invece, bisogna stampare con il ribbon inchiostrante e la stampa si chiama A TRASFERIMENTO TERMICO.

La scelta corretta dei materiali influisce direttamente su qualità, durata e costi della stampa

CHE DIFFERENZA C’È TRA ETICHETTE TERMICHE ED ETICHETTE PER IL TRASFERIMENTO TERMICO?

Le etichette termiche per la stampa TERMICA DIRETTA, che in genere sono in carta, sono adatte a usi temporanei per stampare dati con un breve ciclo di vita (pochi mesi in ambiente interno).

Le etichette per la stampa a TRASFERIMENTO TERMICO offrono una maggiore resistenza alle aggressioni e possono essere di vari materiali, dalla carta ai materiali sintetici.

Questi ultimi offrono il ciclo di vita più esteso (vari anni in ambiente esterno)

QUANDO CONVIENE USARE LA STAMPA A TRASFERIMENTO TERMICO?

La stampa a trasferimento termico è consigliata quando le etichette devono resistere a condizioni difficili come abrasione, umidità, agenti chimici o temperature elevate.

Questa tecnologia permette di stampare su materiali sintetici come polipropilene, polipropilene trasparente, poliestere, materiali nobili come il PVC fuso della 3M, etichette tessili in TNT e raso satin.

QUALI TIPI DI RIBBON ESISTONO PER LE STAMPANTI DI ETICHETTE?

I ribbon per il trasferimento termico si dividono in tre categorie principali:

WAX (cera): fonde a bassa temperatura, indicato per stampe di media resistenza

WAX-RESIN (cera-resina): fonde a temperatura medio-alta, compromesso tra qualità e resistenza

RESIN (resina): fonde ad alta temperatura, idoneo per stampe di altissima resistenza

La scelta del ribbon dipende dal materiale dell’etichetta e dalla resistenza richiesta alla stampa.

Questa flessibilità rende la tecnologia adatta a logistica, produzione e identificazione industriale.

ribbon colorati

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RIBBON

ETICHETTE

DOVE POSSO STAMPARE CON IL RIBBON IN CERA?

I ribbon in cera sono adatti per stampare su materiali porosi come:

  • carta opaca e semi-lucida

Applicazioni tipiche: etichette prodotto, etichette prezzo, etichette di spedizione, laboratori di analisi.

Utilizzando ribbon in cera colorati e metallizzati oro e argento, è la combinazione ideale per realizzare adesivi promozionali, etichette e nastri per confezioni personalizzate.

DOVE POSSO STAMPARE CON IL RIBBON IN CERA-RESINA?

I ribbon misti cera-resina sono versatili su quasi tutti i materiali, sia carte naturali sia plastiche, laddove non sia richiesta un’estrema resistenza delle stampe.

Una carta ultra-gloss viene stampata meglio con ribbon cera-resina piuttosto che con la cera pura.

DOVE POSSO STAMPARE CON IL RIBBON IN RESINA?

I ribbon in resina sono idonei per stampare sui supporti sintetici (polipropilene, poliestere, pvc, polietilene…)

Se ti occorre stampare etichette con un lungo ciclo di vita, in grado di resistere a umidità, grassi alimentari, solventi chimici e sbalzi di temperatura, la combinazione corretta è ribbon resina+etichetta sintetica

Applicazioni tipiche: cosmetici, farmaceutici, etichette matricola, cespiti, applicazioni industriali

COME IDENTIFICARE IL TIPO DI ETICHETTA UTILIZZATO DALLA STAMPANTE?

Le stampanti hanno dei sensori che intercettano il passaggio delle etichette

Per identificare il materiale è utile osservare il supporto:

  • nei supporti continui, ovviamente, non esistono separazioni tra le etichette e i sensori della stampante non comandano la stampa.
  • se le etichette sono prefustellate e separate da uno spazio visibile si tratta di etichette con gap
  • se sul retro della siliconata è presente una striscia nera si tratta di etichette con black mark (tipico delle etichette trasparenti o a basso contrasto con la siliconata)
  • se sul supporto è stato praticato un foro (centrale o laterale) le etichette sono separate da questo intaglio (tacca tipica nei cartellini)

PERCHÉ LA STAMPANTE DI ETICHETTE STAMPA FUORI POSIZIONE?

La stampa fuori posizione può dipendere da una configurazione errata del tipo di supporto nella stampante.

Se il driver non è stato impostato correttamente (gap, black mark, tacca o supporto continuo), il sensore potrebbe non riconoscere le etichette e la stampa verrà scalibrata.

QUALI MATERIALI DI CONSUMO DELLE STAMPANTI TERMICHE SONO ADATTI ALLE VARIE AGGRESSIONI?

Le aggressioni possono essere molteplici ed anche sovrapporsi.

In linea generale puoi riferirti a questa tabella:

sE DEVI CONTRASTARE…STAMPA CON…
abrasione lievecarta + ribbon cera-resina
abrasione elevatasintetico + ribbon resina
umiditàcarta lucida + ribbon cera-resina
acquasintetico + ribbon resina
grassi e solventi chimicisintetico + ribbon resina
temperature freddecarta + ribbon cera o misto
temperature caldesintetico + ribbon resina
ambiente esternosintetico + ribbon resina

In caso di compresenza di più aggressioni, è consigliabile optare per la soluzione di stampa più resistente.

COME MIGLIORARE LA QUALITÀ DI STAMPA?

Per ottenere una stampa di qualità è importante:

  • utilizzare materiali di consumo compatibili
  • impostare correttamente il tipo di supporto nella stampante
  • eseguire dei brevi test di stampa per trovare velocità e temperature di stampa ottimali
  • mantenere pulita la testina di stampa
  • mantenere pulito il rullo siliconato che passa al di sotto delle etichette e le trascina in avanti

Queste semplici operazioni aiutano a evitare errori di stampa e a prolungare la vita della stampante.

CONCLUSIONI

I materiali di consumo delle stampanti termiche sono talmente numerosi da offrire soluzioni per qualsiasi esigenza.

La facilità di gestione del processo di stampa rende questa tecnologia alla portata di tutti, dagli operatori ai produttori che traggono vantaggi dalla stampa in autonomia.

AC Sistemi ==> Stampa del codice a barre ==> Lettura del codice a barre ==> Marcatori per data lotto e dati variabili ==> Etichette ==> Grafica ==> e tanto altro

Elisabetta Urbisaglia

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Pazzi per l'identificazione!!!