Un marcatore per astucci garantisce tracciabilità e conformità di quei prodotti con packaging in cartoncino.
Data di scadenza, lotto, codici identificativi e altre informazioni variabili devono essere applicati in modo leggibile, ripetibile e coerente con i ritmi produttivi.
La scelta del sistema di marcatura non può essere generica, ma deve essere strettamente legata alla fase del processo in cui la stampa deve essere eseguita.
In questo approfondimento analizziamo quattro soluzioni evidenziandone il corretto posizionamento operativo.
SOMMARIO
LA VARIABILE CHIAVE: QUANDO AVVIENE LA MARCATURA?
Il primo elemento da considerare è il momento del processo produttivo in cui occorre effettuare la marcatura.
Nel caso degli astucci, esistono tre scenari principali:
- Astuccio piatto (non ancora formato)
- Astuccio già formato ma vuoto
- Astuccio già formato e contenente il prodotto
A questi si aggiunge un quarto scenario trasversale:
4. Marcatura semiautomatica o automatica? Dipende dai volumi di stampa e dall’accuratezza richiesta per la marcatura.
Ogni configurazione richiede un approccio differente.
SFOGLIATORE PER ASTUCCI XP30P
Quando la stampa avviene su cartoncino ancora steso, la superficie è uniforme e priva di discontinuità.
In questo contesto si colloca il modello XP30P, progettato per sfogliare ad uno ad uno e stampare astucci impilati uno sull’altro.
È una soluzione tipica delle lavorazioni a monte della linea di confezionamento, prima delle fasi di piega, riempimento e incollaggio.
Puoi utilizzare XP30P se i tuoi astucci (o anche cavallotti e biglietti) rientrano in questi parametri:
- Larghezza degli astucci da sfogliare (80–250 mm)
- Lunghezza astucci (50–300 mm)
- Spessore astucci (da 0,05 a 5 mm)
- Area di stampa: fino a 12,7 mm di altezza
- Risoluzione: 300 dpi orizzontali, 150/300 dpi verticali
MARCATORE DA TAVOLO OH1
Quando l’astuccio è già stato formato, la marcatura deve adattarsi a una geometria tridimensionale.
Il modello OH1 è progettato per operare in questo contesto, consentendo la stampa su vari lati dell’astuccio.

Si posiziona l’astuccio formato sul piano, regolabile sia in verticale che in orizzontale, e tramite pulsante o pedale la testina di stampa si muove nella finestra di marcatura.
Si tratta di una soluzione indicata per lavorazioni dove il prodotto viene presentato da un operatore alla testa di stampa.
In questo scenario, la precisione è legata al corretto posizionamento del pezzo e la marcatura avviene in modo preciso e controllato.
DESKMARK CON NASTRO TRASPORTATORE COMPATTO
Quando la produzione richiede continuità operativa, il DeskMark rappresenta una soluzione di marcatura automatica su astucci pieni, grazie alla presenza di un nastro trasportatore compatto su cui è integrato tramite staffe un marcatore con fotocellula.
È progettato per operare su:
- astucci già formati
- astucci contenenti il prodotto
Questa configurazione consente di:
- velocizzare l’intervento dell’operatore
- mantenere una maggiore continuità nella produzione
MINI STAMPANTE PER LOTTO E SCADENZA CT180
Non tutte le realtà produttive richiedono sistemi strutturati. In molti casi è necessario disporre di una soluzione semplice, adattabile e immediata.
La CT180 si colloca in questo contesto come sistema semiautomatico configurabile dal suo display touch, utilizzabile su diverse superfici e in differenti condizioni operative.
I suoi punti di forza sono:
- versatilità applicativa su vari prodotti
- facilità di utilizzo
Tuttavia, trattandosi di una soluzione influenzabile dalla manualità dell’utilizzatore, presenta limiti in termini di precisione e ripetibilità della marcatura.
Per questo motivo è indicata principalmente per:
- piccoli lotti
- produzioni non continuative
- utilizzi trasversali
SCELTA DEL MARCATORE PER ASTUCCI: UN APPROCCIO CORRETTO
La selezione del marcatore idoneo deve partire sia dal prodotto sia dal processo produttivo.
Semiautomatico vs automatico: confronto diretto
| Caratteristica | Semiautomatico | Automatico |
| Intervento operatore | Necessario | Non necessario |
| Velocità | Media | Alta |
| Flessibilità | Elevata | Media |
| Precisione | Media o alta (dipende dall’operatore e dal dispositivo) | Molto alta |
| Integrazione in linea | Limitata | Completa |
| Ideale per | Piccole/medie produzioni | Grandi volumi |
In sintesi:
- Se la marcatura avviene prima della formatura, la soluzione più industriale è lo sfogliatore XP30P
- Se avviene su astucci già formati o altri prodotti, è corretto orientarsi sull’OH1
- Se è richiesta continuità operativa sul prodotto finito, puoi utilizzare il DeskMark, adattabile a tantissime altre tipologie di confezioni
- Se serve flessibilità senza struttura, la scelta può ricadere sul CT180
CONCLUSIONI
Nel contesto della marcatura su astucci, la differenza tra una soluzione efficace e una inefficiente non è legata solo alla tecnologia, ma alla coerenza con il flusso produttivo.
Intervenire nel punto corretto della linea consente di:
- migliorare la qualità della stampa
- ridurre gli errori operativi
- ottimizzare tempi e risorse
Per questo motivo, prima di scegliere un marcatore, è fondamentale analizzare quando e come la marcatura deve essere applicata, evitando soluzioni generiche e puntando su configurazioni realmente coerenti con il processo.
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Elisabetta Urbisaglia
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