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ETICHETTATURA DEL MIELE: LINEE GUIDA DELLA NORMATIVA E METODI DI STAMPA

L’applicazione dei principi normativi all’etichettatura dei prodotti agroalimentari ha il duplice beneficio di informare i consumatori, che desiderano sempre più scelte d’acquisto consapevoli, e di tutelare il buon operato di quei produttori che immettono sul mercato un alimento di qualità e vogliono differenziarlo da prodotti omonimi scadenti o fraudolenti.

I più recenti aggiornamenti apportati nel regolamento UE per il miele riguardano le informazioni che devono comparire nello stesso campo visivo, i principi di leggibilità delle etichette e facoltativamente l’introduzione dell’etichetta nutrizionale.

CAMPO VISIVO

La denominazione di vendita e la quantità netta devono essere riportate nello stesso campo visivo.

Rispetto alle norme precedenti decade l’obbligo di riportare nel suddetto campo visivo il termine minimo di conservazione (TMC).

LEGGIBILITÀ

Per rendere le informazioni riportate in etichetta più leggibili, il nuovo regolamento impone una grandezza minima del carattere usato.

grandezza carattere in etichetta alimentare

Con riferimento alla lettera x minuscola il carattere deve avere un’altezza minima di 1,2 mm; in caso di confezioni la cui superficie più ampia è inferiore a 80 cm2 è tollerata un’altezza minima di 0,9 mm.

CONFEZIONAMENTO

Per la vendita al dettaglio il contenuto della confezione non deve poter essere modificato senza che sia evidente l’apertura per manomissione.

Si consiglia l’uso di un sigillo di garanzia per tutelare il consumatore ed il produttore da eventuali manipolazioni.

Sul sigillo di garanzia si possono riportare alcuni dati dell’etichetta.

INFORMAZIONI OBBLIGATORIE NELL’ETICHETTATURA DEL MIELE

  • LA DENOMINAZIONE DI VENDITA
  • LA QUANTITÀ NETTA
  • IL TERMINE MINIMO DI CONSERVAZIONE
  • IL NOME O LA RAGIONE SOCIALE E L’INDIRIZZO DELL’OPERATORE O DELL’IMPORTATORE RESPONSABILE  
  • Il PAESE DI ORIGINE IN CUI È STATO RACCOLTO IL MIELE
  • IL LOTTO

Vediamo alcuni aspetti sostanziali e formali

DENOMINAZIONE DI VENDITA

Denominazione minima: MIELE.

Nella commercializzazione di miele in favo, miele con pezzi di favo e miele filtrato, la denominazione di vendita minima dovrà essere: MIELE in favo, MIELE con pezzi di favo o sezioni di favo nel miele, MIELE Filtrato.

Denominazioni facoltative: Miele di nettare, Miele di fiori, Miele di melata, Miele scolato, Miele centrifugato, Miele torchiato.

Ad esclusione del miele filtrato, la denominazione minima può essere ampliata con altre informazioni che riguardano:

  • l’origine botanica: miele millefiori, mieli unifloreali, miele di melata, miele di bosco
  • l’origine geografica: per mieli provenienti esclusivamente da una determinata zona
  • qualità specifiche previste dalla normativa UE: (Apicoltura biologica, DOP, IGP…

È opportuno sottolineare che diversi mieli monofloreali miscelati artificiosamente fra loro non possono essere classificati “Millefiori”.

L’indicazione floreale multipla (per esempio miele di acacia e agrumi) è consentita se ciascuna delle origini botaniche è significativa, purché i fiori indicati producano nettare nello stesso periodo e nella medesima zona geografica.

In caso contrario si può indicare la duplice origine floreale solo se il termine “miscela” appare chiaramente in etichetta.

QUANTITÀ NETTA (PESO NETTO)

Le unità di misura da utilizzare devono essere grammi (g) o chilogrammi (kg).

Non si deve far precedere l’indicazione dalle diciture “peso netto”, “contenuto netto”.

Dopo l’unità di misura non va messo il punto.

C’è una regola per le altezze minime dei caratteri da usare in base al peso del prodotto:

  • fino a 50 g: altezza carattere di 2 mm
  • oltre 50 g e fino a 200 g: altezza carattere di 3 mm
  • oltre 200 g e fino a 1.000 g: altezza carattere di 4 mm
  • oltre 1.000 g: altezza carattere di 6 mm

TERMINE MINIMO DI CONSERVAZIONE

La nuova legge sul miele introduce l’obbligo di indicare il “termine minimo di conservazione” (TMC), data fino alla quale il prodotto alimentare conserva le sue proprietà in adeguate condizioni di conservazione.

Per il miele tale termine non è definito e va deciso sotto la responsabilità di chi lo mette in commercio. Il TMC è diverso dalla “scadenza”, che per il miele non esiste.

Si ritiene valido per il miele un TMC di 18 mesi (in questo caso va indicato con mese ed anno), alcuni però ritengono corretto un TMC di due anni (in questo caso può essere indicato con il solo anno)

La terminologia corretta per il TMC è:

  • “da consumarsi preferibilmente entro il…” quando la data è riportata in giorno/mese/anno (in questo caso il T.M.C. può sostituire il lotto)
  • “da consumarsi preferibilmente entro fine…” quando la data si indica in mese/anno o solo l’anno.

NOME O RAGIONE SOCIALE E INDIRIZZO DELL’OPERATORE

Deve essere presente il nome o la ragione sociale e l’indirizzo dell’operatore del settore alimentare e, quando differente da quest’ultimo, anche quello della sede di confezionamento.

I termini da utilizzare sono 

  • “Prodotto da…”
  • “Confezionato da…”
  • “Prodotto e confezionato da…”

PAESE DI ORIGINE

Sull’etichetta devono essere indicati il Paese o i Paesi di origine in cui il miele è stato raccolto. La sola indicazione “Miscela di mieli…” non è sufficiente. Esempi:

  • Paese di origine: Italia
  • Paese di origine: Argentina
  • Paesi di origine: Italia e Argentina
  • Paesi di origine: Italia, Cina e Ungheria
  • Miscela di mieli originari dell’UE: Italia e Ungheria
  • Miscela di mieli originari e non originari dell’UE: Argentina, Italia
  • Miscela di mieli non originari dell’UE: Argentina, Messico

La dizione “Miele italiano” può essere sufficiente a definire il Paese di origine (Circolare 31 maggio 2012, n. 4).

LOTTO

Il lotto identifica il prodotto finito ottenuto durante un unico processo produttivo e in circostanze sostanzialmente identiche.

La sua indicazione obbligatoria rappresenta una tutela merceologica e non è richiesta quando il TMC è espresso in giorno/mese/anno.

Il lotto va indicato facendo precedere la lettera “L” (non puntata) ad un codice alfanumerico.

INFORMAZIONI FACOLTATIVE

Sono ammesse altre informazioni a patto che non inducano in inganno il consumatore su provenienza, qualità, caratteristiche e benefici terapeutici del miele.

ETICHETTA NUTRIZIONALE

Seppur facoltativa, qualora la si voglia includere deve essere conforme alle indicazioni del regolamento.

I valori devono essere espressi in grammi e riferiti a 100 g/100 ml o, se del caso, alla porzione o all’unità di consumo.

Valori Nutrizionali

  • Per porzione (20 g): Valore energetico 273 kJ/64 kcal – Grassi 0 g – Carboidrati 16 g – di cui Zuccheri 16 g – Proteine 0.04 g – Sale 0 g
  • Per 100 g: Valore energetico 1363 kJ/321 kcal – Grassi 0 g – Carboidrati 80 g – di cui Zuccheri 80 g – Proteine 0.2 g – Sale 0 g

La dichiarazione nutrizionale, che per il solo miele è facoltativa, diventa invece obbligatoria per il MIELE CON ALTRI ALIMENTI, nella cui etichetta, oltre alle voci sopra illustrate, occorre inserire anche l’elenco degli ingredienti e gli allergeni, potendo però omettere il paese d’origine.

L’ ETICHETTATURA DI POLLINE, PROPOLI E PAPPA REALE

Polline e pappa reale possono essere commercializzati sia come alimenti che come integratori alimentari per cui l’etichettatura sarà soggetta ad obblighi differenti.

ETICHETTATURA DELLA PAPPA REALE E DEL POLLINE COME PRODOTTO ALIMENTARE

L’etichettatura prevista è come per il miele con l’aggiunta di:

  • Istruzioni per l’uso
  • indicazione per una corretta conservazione obbligatoria (pappa reale fresca e polline congelato)

Non esiste l’obbligo del Paese di origine e la data di produzione è facoltativa.

ETICHETTATURA DI PAPPA REALE E DEL POLLINE COME INTEGRATORI ALIMENTARI

L’etichettatura prevista è come per il miele con l’aggiunta di:

  • Nome commerciale
  • Istruzioni per l’uso
  • Indicazioni per la conservazione
  • Elenco e quantità degli ingredienti presenti
  • Data di scadenza
  • Dose giornaliera raccomandata con un’avvertenza a non eccedere
  • L’avvertenza: “gli integratori non vanno intesi come sostituti di una dieta variata e un sano stile di vita” obbligatoria per gli integratori contenenti sostanze nutritive o ad effetto nutritivo
  • L’avvertenza: “tenere fuori dalla portata dei bambini al di sotto dei tre anni”
  • L’effetto nutritivo e fisiologico attribuito al prodotto sulla base dei suoi costituenti

Non è, inoltre, possibile attribuire agli integratori alcun tipo di attività terapeutica né affermare o sottintendere che una dieta bilanciata non fornisca tutte gli apporti necessari all’organismo.

PROPOLI

Il propoli è una sostanza resinosa che le api raccolgono dalle gemme e dalla corteccia delle piante.

Sebbene non sia un prodotto alimentare, può entrare a far parte della composizione di prodotti alimentari, integratori, preparazioni magistrali e prodotti cosmetici.

Spesso la burocrazia delle autorizzazioni non consente agli apicoltori la commercializzazione di prodotti a base di propoli, ma è possibile che l’apicoltore utilizzi laboratori autorizzati per la sua trasformazione.

ETICHETTATURA DEL PROPOLI NELLE FASE PRECEDENTE ALLA VENDITA AL CONSUMATORE FINALE

I documenti commerciali che accompagnano l’imballaggio del prodotto devono riportate le informazioni relative a:

  • denominazione dell’alimento
  • termine minimo di conservazione o la data di scadenza
  • le condizioni particolari di conservazione e/o le condizioni d’impiego
  • il nome o la ragione sociale e l’indirizzo dell’operatore del settore alimentare
  • lotto

GRAFICA E METODI DI STAMPA

Una volta sviscerata la questione normativa, le informazioni devono essere organizzate in etichetta per restituire un effetto grafico gradevole, oltre che funzionale.

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Entrambe le tecnologie di stampa possono lavorare su tantissimi materiali, dalla carta naturale, liscia o vergata, ai materiali sintetici lucidi o trasparenti.

Il miele è un prodotto che non viene esposto a condizioni d’uso che implicano presenza di umidità, fonti di calore, sostanze chimiche e olii, per cui si ha la piena libertà di scegliere qualsiasi materiale di stampa, seguendo semplicemente il gusto estetico.

Un altro parametro fondamentale da cui dipende la scelta di una stampante è la quantità di etichette che dovrai stampare l’anno:

Vendita, installazione, formazione tecnica, assistenza post-vendita, fornitura di materiali di stampa. Non sarai mai solo!

Un confronto verbale diretto è decisamente più costruttivo, ma se vuoi prendere qualche informazione per un colloquio più consapevole, ti indirizzo alla lettura di questi articoli sulle due tipologie di stampante.

Stampanti di etichette a colori per piccole produzioni

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La scelta della stampante a trasferimento termico si basa su principi analoghi che troverai ampiamente affrontati sul nostro blog.

Ti indico in particolare questo articolo ricco di video dimostrativi:

IL SEGRETO PER CREARE ETICHETTE MINIMALI, RESISTENTI ED ECONOMICHE? LA STAMPANTE A TRASFERIMENTO TERMICO


Elisabetta Urbisaglia

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