PALMARI PER AMBIENTI FREDDI:COME SCEGLIERE QUELLO GIUSTO

Guida tecnica alla selezione di terminali mobili per celle frigorifere, magazzini freezer e logistica della catena del freddo.

Operare in ambienti a temperature sottozero impone requisiti tecnici precisi ai dispositivi mobili.

Un terminale rugged standard, anche se certificato IP68, può non essere sufficiente: le celle frigorifere, i magazzini freezer e i cicli continui di entrata/uscita dal freddo generano condensa, cristallizzazione dei componenti e cali di prestazione che solo un palmare progettato specificamente per la catena del freddo è in grado di gestire senza interruzioni.

In questa guida analizziamo i criteri di selezione, le caratteristiche tecniche indispensabili e una panoramica dei modelli più affidabili sul mercato: Zebra MC9400, Zebra RS6100, Urovo RT40S e Honeywell CK67 Cold Storage.

Problemi tipici dei palmari standard nelle celle frigorifere

Nella logistica del freddo i problemi comuni riscontrati con un terminale generico sono:

  • formazione di condensa
  • scaricamento rapido della batteria
  • touchscreen poco reattivo
  • appannamento scanner
  • riavvii improvvisi
  • riduzione autonomia

Quando è necessario un terminale specifico per ambienti freddi

Non tutti gli ambienti a bassa temperatura richiedono un terminale certificato per il freddo. Ecco i casi in cui la scelta di un dispositivo specializzato diventa indispensabile:

Temperature operative pari o inferiori a -10°C

Qualsiasi ambiente che richieda lavoro ricorrente sottozero — anche se alcuni terminali rugged dichiarano funzionamento fino a -20°C — richiede una certificazione esplicita per ambienti freddi, verificabile nella documentazione tecnica ufficiale del produttore.

Frequenti variazioni di temperatura

Il passaggio rapido tra ambienti con temperature molto diverse — ad esempio da un freezer a -25°C a una zona di carico a +5°C — genera condensa sui componenti interni ed esterni. In questi scenari sono indispensabili dispositivi con riscaldatori integrati e housing termoisolante.

Logistica alimentare e farmaceutica

Lo stoccaggio di prodotti deperibili o farmaceutici richiede tracciamento accurato dell’inventario per rispettare gli standard normativi vigenti. Questi settori utilizzano sistematicamente palmari certificati per temperature estreme.

Magazzini freezer con temperature fino a -25°C o inferiori

I magazzini per gelati, surgelati o a congelamento profondo richiedono dispositivi idonei a operare in modo continuativo a temperature che possono raggiungere -30°C o oltre.

Elevato volume di scansioni in ambienti freddi

Se gli operatori effettuano 16-20 scansioni al minuto per turni prolungati in ambienti freddi, l’affidabilità dello scanner e della batteria diventa critica per garantire continuità operativa e produttività.

Caratteristiche tecniche indispensabili

Un terminale progettato per la catena del freddo integra componenti specifici che lo distinguono da un comune dispositivo rugged. Ecco gli elementi da verificare in fase di selezione:

  • Riscaldatori su display e finestra di scansione: prevengono la formazione di condensa e ghiaccio che renderebbero inutilizzabili schermo e scanner
  • Batteria dedicata per basse temperature: le celle standard perdono capacità rapidamente sotto zero; servono batterie certificate per il freddo
  • Housing termoisolante: protegge la circuiteria interna dagli sbalzi termici
  • Connettori protetti: evitano infiltrazioni di umidità e ossidazione nei contatti
  • Circuiteria ottimizzata per sbalzi termici: componenti selezionati per resistere a cicli ripetuti caldo/freddo
  • Protezione IP65/IP68: impermeabilità a polvere, acqua e umidità
  • Ergonomia con guanti: tastiera fisica, tasti dimensionati e grip adatti all’utilizzo con guanti spessi
Nota: verificare sempre che la certificazione per ambienti freddi sia esplicitamente indicata nella scheda tecnica ufficiale del dispositivo, con il range di temperatura operativa garantito. Non tutti i terminali rugged sono idonei alla catena del freddo.

I principali modelli per ambienti freddi

Zebra MC9400 / MC9450 — Palmare per celle frigorifere

I modelli MC9400 e MC9450 rappresentano il riferimento Zebra per ambienti estremi. Progettati per superare i test più severi su cadute e ribaltamenti, sono adatti a porti, cantieri, stabilimenti produttivi e logistica ad alta intensità operativa.

terminale rugged per la logistica

Nella versione Cold Storage, il pannello touch e la finestra di scansione sono riscaldati, e la batteria è ottimizzata per temperature sottozero.

Il vetro Corning Gorilla Glass protegge display e scanner dai danni meccanici quotidiani.

Temperatura operativa-30°C / +50°C
Display4,3″ touchscreen, Corning Gorilla Glass, riscaldatore integrato
ScannerImager 2D (SE4770 o SE58 a raggio esteso)
Sistema operativoAndroid 13, aggiornabile fino ad Android 17+
ConnettivitàWi-Fi 6E (802.11ax), Bluetooth 5.3, NFC
Tastiera53 tasti alfanumerici con riscaldatore
Batteria5.000 mAh, certificata per basse temperature
ProtezioneIP65/IP68, cadute da 2,1 m su cemento (MIL-STD-810H)
Umidità5% – 95% con condensazione (riscaldatori attivi)

Zebra RS6100 — Scanner indossabile per celle frigorifere

Per chi ha la necessità di lavorare a mani libere, lo scanner RS6100 è un dispositivo wearable compatto e leggero, progettato per operare in corsie di magazzino, celle frigorifere, congelatori, aree di carico e scarico.

Grazie al motore di scansione multi-focus, cattura codici a barre 1D e 2D anche graffiati, sporchi, sbiaditi o coperti da cellofan, a distanze fino a 12,2 metri.

lettore indossabile zebra rs6100

Dispone di cinque modalità differenti per indossarlo— mano, dito, polso — con accessori compatibili per destra e sinistra, ideali per scansioni intensive con guanti.

TipoScanner wearable indossabile
LetturaCodici 1D e 2D, distanza fino a 12,2 m
Modalità di indossaggio5 opzioni intercambiabili (mano, dito, polso)
AmbientiCelle frigorifere, congelatori, aree esterne
GuantoCompatibile con guanti da lavoro
GrillettoSingolo o doppio, ruotabile destra/sinistra

Urovo RT40S — Terminale per catena del freddo

Il terminale RT40S di Urovo è dotato di schermo anticondensa professionale: display e finestra di scansione si riscaldano automaticamente al di sotto di una soglia di temperatura impostata. La certificazione IP68 e la resistenza a cadute da 1,8 metri ne garantiscono la robustezza in ambienti operativi intensi.

Disponibile in versione Cold Storage (fino a -30°C) e versione standard (fino a -20°C), con batteria hot-swap da 5.200 mAh per garantire continuità operativa durante il cambio batteria.

Temperatura operativa (Cold Storage)-30°C / +50°C
Temperatura operativa (Standard)-20°C / +50°C
Display4″ 480×800 pixel, Corning Gorilla Glass, capacitivo con guanti
ProcessoreQualcomm Octa-core 2,45 GHz
Sistema operativoAndroid 13 (GMS/AER), aggiornabile ad Android 17
Memoria4 GB RAM / 64 GB ROM (opz. 8/128 GB)
Batteria5.200 mAh, hot-swap
Fotocamera13 MP autofocus con flash LED
ConnettivitàWi-Fi 6 (802.11ax), Bluetooth 5.0, 4G/LTE, GPS/GLONASS
ProtezioneIP68, cadute multiple da 1,8 m su cemento
Dimensioni / Peso199 × 58 × 29 mm / 425 g

Honeywell CK67 — Versione Cold Storage

Il CK67 di Honeywell è un terminale mobile ultra-robusto pensato per le logistiche più impegnative. Nella versione Cold Storage, schermo e tastiera sono riscaldati per prevenire condensa e ghiaccio, garantendo la leggibilità del display da 4,3″ e la piena operatività dei tasti anche nelle condizioni più critiche.

Honeywell ck67 per magazzini freddi e sottozero

La batteria da 7.000 mAh — la più capiente della selezione — è ottimizzata per il freddo e sostituibile a caldo. L’ottica FlexRange™ XLR consente letture da 8 cm fino a 24 metri, coprendo qualsiasi scenario logistico, dai codici sul bancale alle etichette in cima alle scaffalature più alte.

Temperatura operativaVersione Cold Storage (specificare al momento dell’ordine)
Display4,3″ WVGA multi-touch, Gorilla Glass 7, riscaldato
TastieraFisica, riscaldata
ProcessoreQualcomm QCM4490/QCS4490 Octa-core
Sistema operativoAndroid 14, supporto fino ad Android 18
Memoria8 GB RAM / 128 GB Flash
ScannerFlexRange™ XLR: da 8 cm fino a 24 m
Batteria7.000 mAh, hot-swap, ottimizzata per il freddo
ConnettivitàWi-Fi 6E, Bluetooth, NFC, opzione 5G
ProtezioneIP65/IP68, cadute da 2,4 m, 4.000 ribaltamenti

Come scegliere il terminale più adatto

Ogni ambiente e ogni processo logistico ha esigenze specifiche. Per orientare la scelta, è utile valutare questi aspetti in modo sistematico:

  • Ambiente e robustezza: range di temperatura operativa richiesto, livello di protezione IP, resistenza meccanica
  • Ottica di scansione: distanza di lettura necessaria (vicino, medio raggio, lungo raggio fino a 24 m)
  • Sistema operativo: versione Android supportata, aggiornabilità garantita, compatibilità con le applicazioni in uso
  • Ergonomia: utilizzo con guanti, dimensione del display, accessori di montaggio su veicoli o carrelli
  • Connettività: Wi-Fi, 4G/5G, Bluetooth, NFC secondo l’infrastruttura di rete del magazzino
  • Autonomia: capacità della batteria e possibilità di hot-swap per i turni lunghi
  • Tastiera: fisica o virtuale, in base alle attività operative e all’ambiente
La scelta del terminale giusto per la catena del freddo richiede un’analisi tecnica accurata del contesto operativo. Un dispositivo non idoneo si traduce in fermo macchina, costi di assistenza e perdita di produttività.

Hai bisogno di supporto nella scelta?

Il nostro team di tecnici è a disposizione per analizzare le tue esigenze operative e identificare la soluzione più adatta al tuo ambiente di lavoro, dalla singola unità alle implementazioni su larga scala.

→ Contattaci per una consulenza tecnica gratuita

Ing. Cristina Urbisaglia

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ARTICOLI RECENTI

COME EVITARE LO SCOLLAMENTO DELLE ETICHETTE: GUIDA TECNICA COMPLETA

Se le tue etichette adesive si sollevano agli angoli, si staccano dopo poche ore oppure perdono adesione in frigorifero o in magazzino, il tuo prodotto perderà valore.

scollamento delle etichette in ambienti freddi e umidi

Nella maggior parte dei casi lo scollamento delle etichette dipende da:

  • adesivo sbagliato
  • materiale dell’etichetta non idoneo
  • superficie difficile
  • temperatura di applicazione
  • progetto dell’etichetta non commisurato

Molte aziende scelgono un adesivo standard permanente pensando che possa funzionare ovunque.

In realtà plastica, vetro, metallo, cartone, superfici verniciate e materiali refrigerati reagiscono in modo completamente diverso.

In questa guida analizziamo le cause reali dello scollamento delle etichette e come evitarlo.

L’ADESIVO STANDARD NON È UNIVERSALE

Uno degli errori più comuni consiste nell’utilizzare un adesivo permanente standard su qualsiasi superficie.

Sul vetro pulito e asciutto raramente avviene lo scollamento delle etichette, grazie alla sua elevata energia superficiale

Altri materiali, invece, sono particolarmente difficili da etichettare perché hanno una bassa energia superficiale:

  • PE (Polietilene)
  • PP (Polipropilene)
  • superfici siliconate
  • materiali verniciati
  • plastiche molto lisce

In questi casi l’etichetta può aderire inizialmente e poi staccarsi nel tempo.

Per superfici problematiche servono adesivi specifici:

  • high tack
  • hot melt
  • adesivi rinforzati
  • adesivi per basse temperature

La scelta del collante dipende dal materiale della superficie e dalle condizioni ambientali sia al momento dell’applicazione dell’etichetta sia nel ciclo di vita del prodotto.

LA SUPERFICIE È SPORCA O CONTAMINATA

Polvere, olio, umidità e detergenti riducono drasticamente l’adesione.

Lo scollamento delle etichette è una situazione frequente in:

  • industria alimentare
  • cosmetica
  • officine
  • logistica

Anche una minima contaminazione può impedire all’adesivo di creare un legame stabile con il supporto.

Prima dell’applicazione:

  • pulire la superficie
  • eliminare grassi e condensa
  • evitare applicazioni su superfici bagnate

ETICHETTE ADESIVE PER PNEUMATICI

LA SUPERFICIE È RUVIDA O IRREGOLARE

Cartone grezzo, legno, superfici martellate o porose riducono l’area reale di contatto dell’adesivo.

In questi casi:

  • un adesivo debole aderisce solo nei punti sporgenti
  • l’etichetta tende a sollevarsi
  • gli angoli iniziano a scollarsi

Per superfici ruvide servono:

  • adesivi aggressivi
  • materiali di etichetta flessibili
  • maggiore grammatura adesiva

IL MATERIALE DELL’ETICHETTA È TROPPO RIGIDO

Non sempre il problema è il collante.

Materiali rigidi come:

  • poliestere
  • carte enologiche o carte Greaseproof molto spesse
  • materiali plastici rigidi

possono opporsi alle curvature del contenitore.

Il risultato:

  • memoria meccanica del materiale
  • sollevamento dei bordi
  • distacco progressivo

Su superfici curve o irregolari conviene utilizzare frontali più flessibili e abbondanti spalmature di adesivo tenace.

L’ETICHETTA ATTRAVERSA PUNTI CRITICI

Molte etichette vengono progettate senza considerare:

  • curvature
  • spigoli
  • tappi
  • cambi di materiale

Un’etichetta che collega vetro e tappo metallico lavora continuamente sotto tensione.

Questo è uno dei motivi principali per cui le etichette “sigillo” si sollevano.

In questo caso è preferibile un sigillo con un gambo sufficientemente lungo e largo da poter esplicare il potere adesivo su entrambe le superfici.

LA TEMPERATURA DI APPLICAZIONE È TROPPO BASSA

Molte etichette vengono applicate direttamente su prodotti freddi.

Qui nasce uno dei problemi più sottovalutati:

la temperatura minima di applicazione.

Ogni adesivo possiede una soglia sotto la quale perde capacità adesiva.

Se il prodotto:

  • è congelato o entra subito in freezer
  • presenta condensa
  • l’ambiente ha una temperatura rigida

serve un adesivo progettato per la catena del freddo, che non subisca lo shock termico e che non cristallizzi.

Gli adesivi hot melt e alcune formulazioni a base di gomma sono efficaci anche a temperature molto basse.

STAMPANTI DI ETICHETTE A COLORI EPSON COLORWORKS

LA TEMPERATURA DI ESERCIZIO È ALTA

Un adesivo hot melt è strategia vincente nella catena del freddo ma fallisce completamente in presenza di calore.

Se vuoi approfondire una soluzione di etichettatura resistente a temperature estreme, leggi l’articolo:

FUSTELLA DELL’ETICHETTA SBAGLIATA

Un’etichetta molto grande applicata su una piccola superficie curva tenderà naturalmente a staccarsi.

Su contenitori piccoli conviene:

  • ridurre il formato dell’etichetta
  • arrotondare gli angoli
  • usare materiali più conformabili

Nel caso di dover inserire in etichetta molte informazioni, non potendo ridurre l’etichetta è preferibile al contrario abbondare adottando un formato completamente avvolgente con lembi sovrapposti per garantire l’adesione a lungo termine.

APPLICAZIONE MANUALE DELL’ETICHETTA

Se le etichette vengono attaccate a mano, non si riesce ad esplicare la giusta pressione uniformemente.

Sicuramente un’etichettatrice automatica gestirebbe l’applicazione in modo molto più accurato e veloce.

In ogni caso, per evitare lo scollamento delle etichette dopo l’applicazione, è preferibile aspettare che l’adesivo si integri completamente prima di mobilizzare troppo il prodotto.

ETICHETTATRICE PER SUPERFICI CILINDRICHE LA808

CONCLUSIONI

Non esiste “l’etichetta migliore” in assoluto

Esiste invece:

l’etichetta corretta per ogni specifica applicazione.

Quando un’etichetta si stacca il problema non dipende quasi mai da un solo fattore.

Per scegliere correttamente bisogna conoscere:

  • superficie
  • temperatura
  • umidità
  • durata richiesta
  • esposizione a solventi
  • modalità di applicazione

Un’etichetta perfetta per il vetro può fallire completamente sul polietilene.

Parla con noi delle tue esigenze.

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Elisabetta Urbisaglia

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MARCATORI MANUALI E AUTOMATICI: INKJET O LASER? 7 SOLUZIONI PER OGNI ESIGENZA

Stampare data di scadenza, lotto di produzione, matricole, codici a barre e QR code direttamente sui prodotti è oggi un requisito normativo e operativo per la grande maggioranza delle aziende in tutti i settori: alimentare, cosmetico, farmaceutico e industriale.

Scegliere una soluzione sbagliata significa perdere tempo, investimento e produttività: come evitare l’errore?

Le tecnologie disponibili sono diverse e ciascuna risponde a esigenze, materiali e contesti d’uso specifici.

Come scegliere il marcatore industriale giusto?

Avere le idee chiare sulla tua applicazione è un buon punto di partenza per definire i tuoi requisiti, quindi:

Cosa devi stampare?

Data di scadenza, lotto di produzione, codici a barre, QR code, simboli, testi: ogni esigenza richiede una valutazione specifica sulla tecnologia e sull’area di stampa

Su quali materiali devi stampare?

Plastica, vetro, metallo, carta, cartone, legno, materiali organici o assorbenti: la scelta del marcatore dipende dal materiale

Che tipo di superficie presentano i tuoi prodotti?

Piana, concava, irregolare, ruvida: la superficie influenza la tecnologia e il modello da adottare.

Quale livello di resistenza della marcatura desideri ottenere?

Marcatura permanente e indelebile? Scegli il laser. Se basta una stampa resistente e professionale, l’inkjet è la soluzione attualmente più frequentemente impiegata.

Volume di produzione elevato , medio o saltuario ed esiguo?

Produzioni continue, piccoli lotti, automazione: il volume determina la scelta tra soluzioni manuali, semi-automatiche o completamente automatiche.

‼️CONSIGLIO PRIMA DELL’ACQUISTO

Non esiste la tecnologia migliore, devi optare per la soluzione adatta alle tue specifiche esigenze

TECNOLOGIE A CONFRONTO: INKJET O LASER?

Prima di analizzare i singoli modelli, è utile chiarire le differenze fondamentali tra le tre tecnologie.

MARCATORI A GETTO D’INCHIOSTRO

marcatori a getto d’inchiostro (inkjet) depositano inchiostro sulla superficie.

Grazie all’utilizzo di inchiostri a base solvente che si asciugano rapidamente, sono adatti a una vastissima gamma di materiali anche non assorbenti (plastica, vetro, metallo) e sono la scelta attualmente più utilizzata per packaging e confezioni di ogni tipo.

La tecnologia a getto d’inchiostro richiede come materiale di consumo cartucce, solitamente a base acqua per superfici porose come carta, cartone e legno oppure a base solvente per la marcatura su materiali non porosi come plastica, vetro e metallo.

MARCATORI LASER

laser a fibra incidono direttamente la superficie di metalli e plastiche dure tramite un fascio laser. Non hanno consumabili, non usano inchiostro, e producono marcature indelebili permanenti.

Rappresentano la soluzione ideale per componenti industriali, matricole, tracciabilità di parti metalliche che richiedono l’integrità della stampa in condizioni difficili e garantiscono un ciclo di vita della marcatura praticamente permanente anche nelle condizioni più avverse.

Il laser CO2 usa una sorgente laser a gas (anidride carbonica) adatta ai materiali organici e non metallici: legno, cartone, carta, plastica, pelle, superfici verniciate etc.

È la tecnologia giusta per chi deve incidere packaging non metallico, superfici organiche, dove il laser a fibra non è indicato.

In questo articolo facciamo una panoramica delle soluzioni di marcatura più utilizzate, con il consiglio di non prendere decisioni di acquisto autonome, ma di confrontarvi sempre con un esperto che sappia indirizzarvi verso la soluzione più adatta al vostro uso specifico

MARCATORI A GETTO D’INCHIOSTRO MANUALI E SEMI-AUTOMATICI

MARCATORE MANUALE A PISTOLA K6

Il K6 è il marcatore portatile inkjet più versatile. Si impugna come una pistola, si scorre sulla superficie del prodotto e stampa tramite l’erogazione di inchiostro dalla testina sul materiale.

La marcatura può avvenire tramite contatto diretto con la superficie ma si riesce a stampare fino a una massima distanza di 3-5 mm

È dotato di un display touch da 4,3″ dal quale puoi creare le tue stampe e impostare i parametri del marcatore, una batteria ad ampia capacità che garantisce l’utilizzo senza interruzioni di un intero turno di lavoro ed è completamente indipendente dal PC.

Lo puoi facilmente convertire in sistema automatico su un nastro trasportatore utilizzando la fotocellula inclusa nella confezione e uno stand per un posizionamento stabile e regolabile in altezza.

Sono disponibili inchiostri sia a base acqua sia a solvente per poter stampare praticamente su qualsiasi materiale

Il marcatore K6 è la scelta giusta per: 

  • chi ha bisogno di una totale mobilità
  • per chi deve marcare su prodotti di forme e dimensioni differenti
  • chi prevede di passare in un futuro prossimo ad una soluzione completamente automatica

MINI MARCATORE CT180

Il CT180 è la soluzione più compatta e immediata: si tiene in una mano e si guida direttamente sull’oggetto.

È dotato di batteria che garantisce   3–4 ore di autonomia, offre oltre 15.000 stampe per cartuccia, e ha una dima in metallo inclusa che puoi utilizzare sulle superfici irregolari o poche estese.

Ideale per: piccoli lotti, produzioni non continuative, superfici piane e regolari.

MARCATORE DA TAVOLO OH1

L’OH1 combina precisione e controllo: il prodotto è posizionato su piattaforma regolabile (in direzione verticale e orizzontale) e la testina si muove all’interno di una finestra da 60 mm.

La marcatura può essere attivata tramite pulsante, pedale o fotocellula, inclusi nella confezione.

Attraverso il display touch da 5″, puoi inserire facilmente i dati da stampare in modo completamente indipendente dal PC.

Ideale per: prodotti piccoli o irregolari, aree di stampa circoscritte, barattoli e contenitori di varie forme, volumi medio-alti di stampa.

MARCATORI AUTOMATICI E COMPATTI: LI UTILIZZI SU UN PIANO DI LAVORO

I marcatori automatici ti consentono di implementare un flusso veloce, con una ,marcatura automatica e senza contatto per marcare anche le superfici più piccole e che richiedono una accurata precisione della stampa

MINI MARCATORE AUTOMATICO CON NASTRO TRASPORTATORE INTEGRATO: XCP20P

XC20P è un sistema di marcatura automatico compatto dotato di un mini-nastro trasportatore progettato per la codifica ad alta risoluzione su prodotti di piccole dimensioni, che si integra con il marcatore a getto d’inchiostro T180E per stampare:

  • data di scadenza e lotto di produzione
  • testi 
  • codici a barre e codici 2D
  • loghi e simboli con una risoluzione fino a 600 DPI direttamente sui tuoi prodotti
  • numeri progressivi e contatori

QUANDO ACQUISTARE IL MINI MARCATORE XC20P

È una soluzione industriale per linee di produzione che necessitano di una stampa efficiente, professionale e personalizzabile su vari articoli di dimensioni contenute, offrendo velocità e altezza della stampa regolabile per diverse applicazioni.

È la soluzione ideale per produzioni limitate e prodotti piccoli, sui quali devi stampare data di scadenza e lotto di produzione in modo preciso, veloce e senza contatto.

Stampa su diversi materiali tra cui: vetro, plastica, metallo, legno, carta e cartone

DESKMARK: MARCATORE CON TRASPORTATORE COMPATTO DA TAVOLO

Il DeskMark è la soluzione automatica da scrivania: nastro trasportatore industriale motorizzato (60×20 cm) sul quale si installa un marcatore automatico attivato da una fotocellula.

Simile al marcatore XC20P, dove però il marcatore e il nastro trasportatore sono 2 unità disgiunte: questo dà la possibilità di scegliere il marcatore più idoneo alle specifiche necessità.

Il nastro trasportatore è ingegnerizzato con uno standard industriale, ma le dimensioni ridotte ti consentono di utilizzare l’intero sistema su un banco da lavoro e l’attività di marcatura può essere svolta da una sola persona

L’operatore carica i prodotti sul nastro trasportatore e la marcatura avviene senza contatto con il prodotto con un flusso completamente automatico.

Questa soluzione è disponibile anche nella versione Pro che ha un nastro trasportatore più grande 30×130 cm.

Ideale per: quando i volumi richiedono automazione senza investimenti elevati, il Deskmark rappresenta una soluzione industriale ma economicamente contenuta

LASER A FIBRA:LA SOLUZIONE GIUSTA SE DESIDERI UNA MARCATURA RESISTENTE A TUTTO

Il TL30 è un marcatore laser a fibra da 30 W per metalli e plastiche dure: è composto da una testa laser portatile e una box di controllo industriale con touch screen da 7″.

Incide in modo permanente su acciaio, alluminio, rame, titanio, oro, argento, ottone e plastiche dure come ABS e PVC).

Non occorre alcun consumabile, è praticamente esente da manutenzione e completamente indipendente dal PC.

Il TL30 offre un’area di marcatura di dimensioni massime pari a 100×100 mm


MINI LASER CO2 PORTATILE – PER MATERIALI ORGANICI E PACKAGING

Il mini laser portatile CO2 rappresenta una soluzione efficace e professionale per la marcatura di molti materiali.

Grazie a un sistema basato su microcontrollore, questo dispositivo garantisce stabilità e autonomia delle marcature in diversi settori e nelle applicazioni in cui la mobilità è un requisito essenziale.

Il laser è completamente indipendente dal PC e ha una gestione completa attraverso l’ampio display touch.

Inoltre, l’incisione laser è la soluzione ideale quando ti occorre una stampa permanente e resistente a fattori avversi e usuranti.

CARATTERISTICHE TECNICHE PRINCIPALI

Il dispositivo si distingue per la sua compattezza e versatilità:

  • Area di stampa: regolabile via software fino a un massimo di 50×50 mm.
  • Display: Schermo touch capacitivo a colori da 7 pollici ad alta definizione per la creazione della stampa e per l’impostazione dei parametri di marcatura
  • Materiali supportati: questo dispositivo laser è idoneo per superfici opache e non riflettenti come legno, cartone, plastica, metalli verniciati e tanti altri
  • Sorgente Laser: Potenza di 5W con una vita utile stimata di 10.000 ore.

Cosa si può stampare con il mini laser WM:

  • Testi, numeri, variabili di data e ora aggiornate automaticamente dal sistema
  • Contatori progressivi e variabili di sistema
  • Codici a barre lineari: UPCA, UPCE, EAN13, EAN8, EAN128, CODE39, CODE128, INT25
  • Codici 2D: QR code, Data Matrix, PDF417
  • Tabelle, immagini e loghi (da USB in formato BMP)

Differenza chiave rispetto al laser a fibra: il laser CO2 agisce per assorbimento della radiazione nel materiale organico, producendo un’incisione per ablazione o bruciatura controllata. Non è efficace su metalli non rivestiti, dove è invece indispensabile il laser a fibra.

MARCATORI :TABELLA DI CONFRONTO GENERALE

ModelloTecnologiaMateriali idealiMobilitàConsumabiliIdeale per
K6InkjetUniversale (plastica, vetro, metallo, carta, cartone)TotaleCartucce inchiostroPackaging, prodotti vari, mobilità
CT180InkjetUniversaleTotaleCartucce inchiostroPiccoli lotti, utilizzo occasionale
OH1InkjetUniversaleDa tavoloCartucce inchiostroPrecisione su prodotti piccoli/irregolari
XC20PInkjetUniversaleDa tavoloCartucce inchiostroProduzioni continuative, automazione leggera, ideale per piccoli prodotti
DeskMarkInkjet automaticoUniversaleDa scrivaniaCartucce inchiostroProduzioni continuative, automazione leggera
TL30Laser a fibra 30WMetalli, plastiche dure (ABS, PVC)Con cavoNessunoMarcatura permanente in postazione fissa su metalli e plastiche dure
Mini Laser CO2Laser CO2 5WLegno, cartone, carta, plastica, pelle, superfici verniciateTotale (batteria 12.000 mAh)NessunoPackaging organico, artigianato, materiali non metallici

CONCLUSIONI

Come scegliere il marcatore adatto alla propria applicazione e che risponda alle proprie esigenze operative?

La chiave per scegliere correttamente è verificare 3 requisiti essenziali:

  • Che tipo di materiale devi marcare? Packaging e confezioni? Metalli e plastiche dure? Carta, cartone, legno, materiali assorbenti?
  • La marcatura deve essere permanente e indelebile? Se sì → laser (fibra o CO2). Se una stampa resistente e professionale è sufficiente → inkjet.
  • Hai bisogno di una soluzione completamente autonoma oppure puoi marcare su una postazione fissa? 

Se ti trovi in fase di valutazione, puoi inviarci una campionatura dei tuoi prodotti: eseguiremo test di marcatura con i dispositivi più adatti e ti proporremo la configurazione più coerente con il tuo processo e il tuo budget.

Ing. Cristina Urbisaglia

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MARCATORI PER ASTUCCI: COME SCEGLIERE LA SOLUZIONE GIUSTA PER LA TUA PRODUZIONE

MARCATORI PER LOTTO E SCADENZA SAI SCEGLIERE QUELLO GIUSTO?