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Da anni ci occupiamo di sistemi, prodotti e tecnologie per la tracciabilità e l’identificazione automatica. Amiamo l’innovazione tecnologica e l’opportunità di nuove sfide per mettere in campo la nostra esperienza e il desiderio di imparare continuamente qualcosa di nuovo….

Marcatori a getto d’inchiostro ad alta risoluzione tecnologia (TIJ)

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In questo articolo approfondiamo le potenzialità dei marcatori a getto di inchiostro ad alta risoluzione con tecnologia TIJ o comunemente chiamati a tecnologia inkjet HP.

Molti produttori stanno investendo in questa tecnologia che risulta essere vincente ed economica per adattarsi sempre di più a qualsiasi esigenza di mercato.

marcatore a getto d'inchiostro

La diffusione di questa metodologia di marcatura sta sostituendo proficuamente la più diffusa e storica tecnologia a getto d’inchiostro continuo (CIJ)

L’avanzamento tecnologico consente l’integrazione di un sistema di stampa di piccole dimensioni per marcare qualsiasi tipologia di superficie sia porosa che non porosa e l’utilizzo di una gamma completa di inchiostri, base acqua, base solvente, pigmentati e colorati riesce a soddisfare qualsiasi richiesta del mercato

Caratteristiche principali e punti di forza

  • Investimento iniziale contenuto
  • Sistema plug&play
  • Velocità di stampa
  • Alta risoluzione: in alcuni modelli può arrivare fino a 2400 dpi, con un’ottima qualità e precisione di stampa di codici a barre, loghi e testi alfanumerici
  • Versatilità di stampa su imballi primari e secondari, sia su superfici porose che non porose (carta, alluminio, film flessibile, astucci plasticati, etichette pre-stampate)
  • Software di gestione e creazione layout semplici da utilizzare

software marcatore getto d'inchiostro

  • Costo marcatura sotto controllo tramite il software di gestione

costo stampa marcatore

  • Cartucce dotate di microchip per il rilevamento automatico del tipo e del livello di inchiostro in uso
  • Velocità nell’ installazione e integrazione sulla linea di produzione grazie alle dimensioni ridotte e le diverse opzioni di connettività

marcatore tij Zanasi

  • Semplicità di manutenzione: la cartuccia ha la testina di stampa incorporata che viene sostituita ad ogni cambio della stessa

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Come scegliere un marcatore a getto di inchiostro

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Funzionamento

Questi dispositivi vengono forniti con un software di gestione molto semplice che permette la creazione del layout di stampa e la parametrizzazione del dispositivo

parametri marcatore

Il layout creato si trasferisce al marcatore tramite una penna USB o, in funzione dei modelli, tramite connessione USB o Ethernet collegandolo ad un Pc.

Esistono anche versioni avanzate in cui il marcatore è dotato di una consolle touch screen che consente la parametrizzazione e la configurazione senza l’utilizzo del PC direttamente sulla linea

Le testine hanno una altezza di stampa di 12,7mm o 25,4mm e tramite consolle si possono integrare più testine affiancate e sovrapposte per aumentare l’altezza di stampa

consolle marcatore

Considerando l’affidabilità e le dimensioni ridotte ci sono molte integrazioni con questi dispositivi:

marcatore manuale a pistola
marcatore manuale a pistola

contatto per marcatori AC SISTEMI

Andrea Capponi

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Etichette per ambienti difficili

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Le etichette con codici a barre sempre più spesso vengono impiegate in ambienti difficili e in condizioni estreme per i processi di identificazione automatica.

L’utilizzo di materiali resistenti alle più dure condizioni operative, come temperature molto basse o elevate ha condotto all’incremento delle soluzioni di etichettatura in applicazioni impegnative dove prima era impensabile.

Il successo di una soluzione di etichettatura dipende da una serie di fattori che vanno analizzati quando si seleziona il materiale su cui stampare.

È fondamentale valutare l’ambiente in cui verrà utilizzata l’etichetta, il ciclo di vita dell’etichetta e in applicazioni particolari è necessario testarla nelle condizioni più critiche a cui sarà sottoposta.

ETICHETTE SETTORE SANITARIO

 

Quali sono gli elementi in cui è consigliato effettuare dei test sull’etichetta?

Caldo

L’adesivo delle etichette reagisce alle temperature molto alte e ammorbidendosi perde tenacia degradando la capacità adesiva sulla superficie. Alle alte temperature anche la dimensione dell’etichetta e quindi del codice a barre sovrastampato può essere distorta. Questa deformazione può dare luogo ad un codice a barre difettoso che non riesce ad essere decodificato dai lettori.

Le etichette termiche sono sensibili oltre che al calore anche alla luce del sole.

ETICHETTE PER TEMPERATURE ELEVATE

Il tempo di esposizione prolungato a temperature molto elevate crea una degradazione dell’etichetta irreversibile se non si utilizza il materiale idoneo.

Quindi quando si seleziona il materiale per temperature molto calde è necessario valutare la temperatura massima operativa unitamente al tempo di esposizione a cui può resistere a quella data temperatura mantenendo inalterata la sua struttura e la stabilità dimensionale del prodotto

Un materiale specifico per alte temperature è il 7812 della 3M.

È un film in poliammide stampabile a trasferimento termico con adesivo resistente fino a 232°C che offre anche un’eccellente resistenza ai solventi e ai processi di lavorazione più aggressivi.


Approfondisci

Etichette e cartellini per la tracciabilità del metallo e dell’acciaio

Freddo

Come le temperature elevate, anche il freddo estremo ha un impatto negativo sulle etichette.

Un’etichetta applicata a temperatura ambiente su una superficie fredda può perdere la sua forza adesiva e non aderire sul materiale: generalmente il potere adesivo delle superfici viene deteriorato dalle temperature estremamente fredde.  In questi casi è necessario utilizzare adesivi specificatamente studiati per la catena del freddo, come quelli per i surgelati o per le applicazioni criogeniche.

ETICHETTE CRIOGENICHE

L’8000T Cryocool della Zebra ha un range di temperatura molto esteso da 196° a +121°C. È un polipropilene lucido protetto con adesivo permanente acrilico adatto ad applicazioni di etichettatura da laboratorio e cicli di lavoro di congelamento e disgelo

Assicurarsi che la resistenza adesiva sia mantenuta alle temperature di esercizio in cui il materiale deve essere utilizzato per tutto il ciclo di vita dell’etichetta

Abrasione

In alcune applicazioni le possibilità di abrasione dell’etichetta sono elevate. In questi casi è indicato utilizzare etichette in materiali durevoli come il poliestere, il polipropilene, il PVC resistenti alle condizioni esterne più dure.

Per proteggere la stampa, nei casi più estremi, è possibile utilizzare dei film di sovra-laminazione


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Etichette per cespiti: quale materiale utilizzare per una tracciabilità durevole nel tempo

Umidità

Quando l’etichetta è esposta in un ambiente umido può danneggiarsi con conseguente perdita dei dati sovrastampati. Etichette protette con uno strato di laminazione o in materiali sintetici possono resistere a condizioni di umidità estrema senza danneggiarsi. Esistono adesivi che mantengono inalterate le loro proprietà anche se immersi in acqua

Ad esempio le etichette Zebra della linea Z-Extreme in poliestere con adesivo acrilico sono adatte per applicazioni sia all’interno che in esterno, hanno un’ottima resistenza all’umidità e all’esposizione occasionale all’acqua

ETICHETTA SETTORE AUTOMOBILISTICO

Solventi

Alcuni solventi possono non danneggiare la superficie dell’etichetta, ma influiscono negativamente sull’adesivo che può essere deteriorato da una soluzione detergente utilizzata ad esempio per la pulizia o la disinfettazione.

In questo caso l’utilizzo di un materiale appropriato con adesivo resistente ai solventi risolve qualsiasi problema legato all’uso di sostanze detergenti

Grasso, olio e sporcizia

Un problema frequentemente riscontrato è la mancanza di adesione dell’etichetta su una superficie grassa e/o sporca. La soluzione in questo caso è molto semplice: applicare l’etichetta dopo aver pulito la superficie su cui deve aderire. Inoltre la scelta di un collante particolarmente aggressivo assicurerà una maggiore adesione anche su superfici non perfettamente pulite

ETICHETTE PER AMBIENTI SPORCHI

Sostanze chimiche

La base alcalina o acida e l’umidità presenti nelle sostanze chimiche hanno entrambi un effetto dannoso sull’etichetta. Utilizzare un materiale che abbia uno strato di laminazione può proteggere le etichette ma è sempre opportuno effettuare una verifica preliminare delle etichette a contatto con i solventi specifici che si utilizzeranno per evitare in seguito qualsiasi problema legato alla non leggibilità dei dati stampati


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Etichette per ogni applicazione

Problemi sull’adesione

Alcune superfici richiedono adesivi particolarmente tenaci e collanti specifici per garantire una perfetta adesione. Superfici irregolari o ruvide o a bassa energia come la plastica richiedono adesivi specifici.

Assicurarsi che le specifiche tecniche dell’adesivo dell’etichetta siano idonee alla superficie di applicazione

Ad esempio l’adesivo acrilico 350 della 3M è un collante particolarmente tenace che stabilisce legami permanenti con superfici ad alta e bassa energia, superfici sagomate e metalli leggermente oleosi. Ha un’ottima resistenza agli agenti chimici e mantiene la forza adesiva anche a temperature elevate mantenendo le sue caratteristiche invariate in un range da -40°C fino a 149°C

Luci intense

I lettori di codici a barre possono essere accecati dalla luce riflessa dalla superficie di un’etichetta molto riflettente. Quando le luci di un’ambiente creano problemi sulla corretta scansione di un barcode è opportuno scegliere un materiale opaco e dimensionare adeguatamente l’illuminazione dell’ambiente. In questi casi è consigliato trovare un adeguato angolo di scansione del lettore e selezionare un gruppo ottico che sia meno sensibile ai problemi di riflessione

Ing. Cristina Urbisaglia

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puoi contattarmi su cristina@acsistemisrl.com

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Software di tentata vendita per tutte le esigenze

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Perché un software deve essere idoneo per tutte le esigenze?

Perché esistono due macro tipologie di organizzazione aziendale a livello software:

1 – Aziende o imprese individuali che utilizzano ancora la carta con DDT scritti a penna. In questi casi la fatturazione viene effettuata con semplicissimi programmi o in alcuni casi anche con Word.

In questo modo gli errori dovuti ad un’errata comprensione della calligrafia portano ad una gestione disorganizzata e lenta

sw tentata vendita1

Soluzione:

Il software di tentata vendita installato su un tablet o smartphone connesso a fogli Excel salvati in cloud consente la lettura e la scrittura delle informazioni operative dell’intero flusso di lavoro (anagrafica clienti\articoli, listini, giacenza articoli, fatture e incassi).

Con questa soluzione chiunque può utilizzare un software di tentata vendita e automatizzare il processo, eliminando definitivamente i DDT scritti a penna.

2 – Azienda organizzata con un gestionale strutturato su base dati accessibile dall’esterno (SQL, Oracle …)

Soluzione:

Ogni palmare o smartphone tramite dei connettori software effettua una sincronizzazione performante e intelligente al sistema ERP aziendale per la gestione delle principali funzioni:

  • Registrare vendite;
  • Gestire resi contestuali alla vendita;
  • Effettuare vendite utilizzando differenti unità di misura e formule di calcolo personalizzabili;
  • Gestire omaggi;
  • Gestire listini;
  • Gestire incassi e scadenziario;
  • Gestire ordini;
  • Emettere documenti contabili;
  • Tracciare e consultare riepiloghi di vendita, resi e incassi.

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Perché un software deve essere semplice da utilizzare?

Alcuni utenti potrebbero non avere una conoscenza dei sistemi informatici e quindi abituarsi ad una gestione automatizzata potrebbe richiedere tempo e fatica.

 L’implementazione software deve migliorare e velocizzare il processo di vendita e non rallentarlo.

Un software di tentata vendita deve dare all’operatore informazioni essenziali e veloci con maschere intuitive.

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tentata vendita4

L’impiego di un sistema per la tracciabilità e l’identificazione automatica  con codice a barre evita qualsiasi errore dovuto alla digitazione e permette di avere un magazzino allineato in tempo reale con la gestione anche del lotto

Inoltre, l’utilizzo di un software di tentata vendita permette la stampa del documento di trasporto o della fattura direttamente dal cliente con l’utilizzo di stampanti portatili. In questo modo è possibile evitare qualsiasi tipo di contestazione inerente la fornitura

La connessione con il proprio gestionale aziendale velocizza le operazioni e permette una vendita organizzata ed efficiente

Se hai necessità di una nuova soluzione di tentata vendita contattaci

Andrea Capponi

andrea@acsistemisrl.com

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Software per la Tentata Vendita: cosa è e perché utilizzarlo

 

 

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ETICHETTE RFID SU METALLI: LA SOLUZIONE ZEBRA SILVERLINE

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Le prestazioni di una soluzione di tracciabilità e identificazione si deteriorano in modo significativo quando un’etichetta RFID tradizionale viene applicata su una superficie metallica o su un contenitore riempito con liquidi.

tag rfid su metallo

Questo limita l’uso della tecnologia RFID per il monitoraggio di beni ad elevato contenuto tecnologico come strumenti, parti automobilistiche e macchine, attrezzature informatiche, dispositivi medici.

Zebra e Confidex hanno collaborato per sviluppare una soluzione innovativa per la stampa e la codifica di tag RFID per i metalli e i liquidi.

La soluzione include:

> una stampante/codificatore RFID ZT410 riprogettata e     ottimizzata per le etichette Etichette Silverline

> tag RFID UHF SILVERLINE

nastri a trasferimento termico di alta qualità

Questa efficiente combinazione di stampante e tag assicura:

  • qualità di stampa eccellente
  • precisione nella codifica dei tag
  • funzionamento su qualsiasi tipo di superficie, compresi metalli e flaconi contenenti liquidi
  • facilità di implementazione e di utilizzo

Le etichette Silverline, offerte esclusivamente da Zebra, sono disponibili in differenti dimensioni per soddisfare le esigenze di un’ampia varietà di applicazioni.

In combinazione con i lettori RFID di Zebra, la soluzione Silverline consente di sfruttare la tecnologia RFID per tracciare i beni aziendali di qualsiasi settore: produzione, sanità, tracciabilità risorse IT

zebra silverline zt400 rfid

La ZT410 Silverline è stata modificata per consentire la stampa di etichette RFID standard che etichette spesse, come la linea Silverline con spessore fino a 0,8 mm, necessario per garantire un affidabile range di lettura sui metalli e su contenitori con liquidi.

Questa particolare versione del modello ZT410 implementa una tecnologia di codifica adattiva: in questo modo offre dei vantaggi per la codifica RFID eliminando le complesse linee guida relative al posizionamento di tag RFID

Infatti la ZT400 RFID non richiede impostazioni specifiche per la collocazione dell’inlay o per l’alimentazione RFID: la tecnologia di codifica adattativa seleziona automaticamente le impostazioni RFID ottimali per il sistema sia che si stampi un’etichetta piccola che per un’etichetta di spedizione di grandi dimensioni

Zebra tag RFID silverline micro

Le etichette Silverline, sono disponibili in diversi formati differenti per soddisfare le esigenze applicative più varie:

  • mm 100×40
  • mm 110×13
  • mm 55×14
  • mm 60×25

Ottimizzate per le applicazioni su metalli e contenitori con liquidi, costituiscono una soluzione efficiente con eccellenti performance su qualsiasi materiale e anche su superfici curve, con un range di lettura esteso fino a 5 mt

Le etichette Silverline RFID sono tag UHF passivi in PET bianco stampabili a trasferimento termico con adesivo acrilico ad alte prestazioni ottimizzato per aderire su qualsiasi tipologia di superficie, incluse quelle a bassa energia come la plastica

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Offrono una durata eccellente in un’ampia gamma di temperature operative da -35 a + 85°C, sono resistenti all’acqua e ai prodotti chimici.

La loro durata, le versatili proprietà di applicazione su qualsiasi superficie e la gamma di lettura da 1 mt fino a 5 metri rendono le etichette Silverline Zebra adatte alla tracciabilità di qualsiasi bene.

Ing. Cristina Urbisaglia

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Codice a barre & etichettatura: come iniziare

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Troviamo i codici a barre ovunque: sui prodotti che compriamo al supermercato, sui libri, sui dispositivi elettronici e su tanti altri oggetti che utilizziamo quotidianamente. L’utilizzo del codice a barre ci permette di SEMPLIFICARE e OTTIMIZZARE qualsiasi processo, riducendo l’errore umano e automatizzando procedure ripetitive, noiose e  soggette all’errore umano.

Analizziamo i passi da seguire per chi deve iniziare un’attività di codifica ed etichettatura per gestire i prodotti e il magazzino

TC800 terminale per mgazzino

COME FUNZIONANO I CODICI A BARRE?

Diverse combinazioni di barre e spazi vengono utilizzati per codificare stringhe di caratteri in codici a barre

Il susseguirsi di elementi chiari e scuri insieme alla larghezza degli elementi sono le variabili utilizzate per la codifica.

Il lettore di codici a barre illumina il simbolo e misura la quantità di luce che viene riflessa. La decodifica del simbolo restituisce l’informazione contenuta nel codice a barre.

QUANTI TIPI DI CODICI A BARRE CI SONO?

Sono state create centinaia di simbologie di codici, ma quelli più frequentemente utilizzati si limitano a meno di 20. Ogni simbologia ha il proprio modello di barre e spazi e le proprie regole per la codifica dei dati.

I codici si dividono in 2 categorie principali: codici a barre lineari e codici bidimensionali (2D)

codici a barre lineari e 2D

I codici lineari codificano i dati in barre e spazi e gli elementi si susseguono in una linea singola: l’esempio più noto di un codice a barre lineare è l’EAN13 utilizzato per i prodotti della grande distribuzione.

I codici bidimensionali codificano i dati in 2 dimensioni.

Le due principali tipologie di codici 2D sono simbologie Stacked (cioè impilate una sopra l’altra) e simbologie a matrice (come il QR Code).

QUALE È LA DIFFERENZA FRA LE VARIE SIMBOLOGIE DI CODICI?

Le simbologie differiscono principalmente per il tipo e la quantità di dati che possono contenere. Alcune famiglie di codici offrono una codifica alfanumerica completa, mentre altre codificano solo i numeri. Inoltre le simbologie possono avere lunghezza fissa o variabile.

Tuttavia la dimensione non è illimitata, poiché il codice a barre deve rimanere abbastanza compatto in modo da poter essere correttamente scansionato dai comuni lettori barcode.

Le simbologie bidimensionali possono contenere molti più dati rispetto ai codici lineari e possono rappresentare numeri, stringhe di caratteri, indirizzi web, immagini, testi.


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Quale è la differenza fra un lettore di codice a barre 1D e un lettore 2D?

QUALE SIMBOLOGIA DI CODICE A BARRE SI DEVE UTILIZZARE?

La varietà di formati di codici a barre disponibili ci permette di trovare una simbologia che soddisfi le proprie esigenze applicative. Le variabili più importanti che determinano la simbologia ottimale sono la quantità di dati da codificare, lo spazio disponibile per stampare il codice a barre e il tipo di dati da codificare.

I codici a barre lineari codificano, in funzione della famiglia, un numero limitato di caratteri, mentre i codici 2D codificano migliaia di caratteri in una dimensione contenuta

lettore di codice a barre 1D e 2D

UN LETTORE DI CODICE BARRE PUO’ LEGGERE PIU’ DI UN TIPO DI CODICE?

Si, i lettori di codici a barre supportano la decodifica dei simboli più comuni.

È fondamentale tenere in considerazione che i lettori di codici 2D possono decodificare sia codici 2D che codici lineari, mentre i lettori di codici a barre lineari possono decodificare solo simboli 1D.

Quindi se si adotta una simbologia di codice 2D, tipo il QR Code o il Data Matrix, bisogna verificare se i lettori a disposizione sono in grado di decodificare la simbologia scelta.

In ogni caso il supporto di una determinata simbologia varia dal costruttore e dal modello di lettore scelto, quindi è consigliato verificare sul datasheet tecnico del lettore le famiglie supportate

HO BISOGNO DI ETICHETTARE I MIEI PRODOTTI CON IL CODICE A BARRE: COSA DEVO FARE?

Se il tuo prodotto deve essere venduto nella grande distribuzione il primo passo è iscriversi al GS1 Italy (Indicod-Ecr) che in pochi giorni ti darà 1000 numeri per i codici EAN dei tuoi prodotti. I numeri che ricevi da GS1 Italy, nuova denominazione di Indicod-Ecr, per i codici EAN-13 sono univoci e accettati in tutto il mondo, anche per la vendita online.

Codice a barre sui prodotti

L’iscrizione può essere effettuata on-line al seguente link http://gs1it.org/iscriviti/

Se invece ti occorre un codice a barre per la gestione interna del magazzino e dei prodotti puoi scegliere un codice a barre che soddisfi le tue esigenze di codifica


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Come ottenere il codice a barre per i prodotti della tua azienda

DI COSA HO BISOGNO PER STAMPARE UN CODICE A BARRE?

Per stampare etichette con i codici a barre, è necessario creare un’etichetta con un software che supporti la codifica del codice a barre utilizzato.

Quindi gli strumenti necessari sono:

  • software
  • stampante
  • etichette o cartellini

Se si utilizza un gestionale aziendale da cui si vuole stampare il codice dei prodotti è opportuno verificare che il software supporti il codice a barre

Dopo che è stato creato il layout dell’etichetta bisogna stamparla con una stampante in grado di produrre codici a barre nitidi e leggibili e che supporti la specifica simbologia utilizzata. La scelta di una stampante di buona qualità e di etichette idonee all’applicazione assicura una stampa accurata e scansionabile dai comuni lettori barcode.


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Classificazione delle stampanti di etichette

Stampanti di etichette: vantaggi nell’utilizzo della tecnologia a trasferimento termico

Le stampanti laser e a getto d’inchiostro possono produrre etichette con codice a barre, ma spesso non hanno il supporto nativo per le simbologie del codice a barre e non producono stampe di buona qualità e durevoli nel tempo.

Inoltre l’utilizzo di etichette confezionate in fogli per stampanti laser o a getto d’inchiostro, anziché in rotoli (utilizzati sulle stampanti di etichette) porta ad uno spreco eccessivo di materiale di consumo e ad un costo stampa elevato.

B-FV4 stampante di etichette

QUALE STAMPANTE DI ETICHETTE SCEGLIERE?

L’analisi del ciclo di vita dell’etichetta, l’eventuale esposizione all’esterno, a fonti di calore o al freddo, la durata, il volume di stampa, il metodo di stampa (a trasferimento termico o termico diretto), la risoluzione sono parametri che determinano la scelta della stampante giusta per la propria esigenza operativa


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Stampanti di etichette: guida alla scelta

QUALE È LA DIFFERENZA TRA STAMPA TERMICA E A TRASFERIMENTO TERMICO?

Esistono 2 metodi comunemente usati per la stampa di etichette con codici a barre: trasferimento termico e termico diretto.

La stampa a trasferimento termico usa un nastro di stampa che viene riscaldato e produce stampe durevoli nel tempo su una gamma molto vasta di materiali sia in carta che sintetici.

etichette antistatiche

La stampa termica non utilizza alcun nastro di stampa, ma produce l’immagine direttamente sull’etichetta che deve essere di un materiale termico, cioè sensibile al calore.

Le stampanti a trasferimento termico possono stampare una più ampia varietà di materiali e sono di solito utilizzate per applicazioni di etichettatura permanenti o su materiali speciali sintetici come il polipropilene, il poliestere, il PVC, il TNT. Le stampanti termiche dirette vengono utilizzate per produrre etichette di spedizione, etichette picking, ricevute e altri lavori di stampa con un ciclo di vita più breve.

Ing. Cristina Urbisaglia

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Come configurare la rete WIFI sul Datalogic Memor X3

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Per configurare la rete WIFI su un Datalogic Memor, bisogna utilizzare un’applicazione specifica per la gestione della radio  chiamata SCU (Summit Client Utility).

Per accedere alla SCU possiamo utilizzare 2 metodi:

1-  Start > Programs > Summit > SCU  MEMOR -SCU

 

 

 

 

 

 

 

oppure

2- dal Pannello di controllo, eseguire un doppio clic sull’icona WIFI per aprire l’utility SCU

scu-memor wifi

 

 

 

 

 

 

 

A questo punto si apre la maschera di gestione della connessione WIFI divisa in 4 sotto-maschere: MAIN, PROFILE STAUTUS DIAGS, GLOBAL

SCU UTILITY

3- Andiamo sotto la maschera Profile e creiamo un nuovo profilo. Se il terminale è sotto copertura premere il tasto SCAN per individuare la rete

In questa maschera possiamo settare tutti parametri della rete WIFI.

4- Selezionare l’SSID tra quelli visualizzati nella schermata SCAN

PARAMETRI WIFI MEMOR

SCAN - MEMOR

 

 

 

 

 

 

 

5- Premere il pulsante Configure per procedere con la creazione del nuovo profilo e immettere le chiavi di rete

6- Seguire la procedura guidata per settare le chiavi di sicurezza della rete

7- Terminato l’inserimento dei parametri premere il tasto COMMIT per salvare le impostazioni effettuate

MEMOR CHIAVI SICUREZZA

 

 

 

 

 

 

 

8- Ritornare alla schermata Main (Principale) e selezionare il profilo appena creato

9- Nella schermata Status verificare le informazioni di connessione del terminale alla rete

Ing. Cristina Urbisaglia

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Come resettare il Datalogic Memor X3

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Come sostituire il rullo siliconato (Platen Roller) in una stampante Intermec PM4i

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In questo articolo mostriamo quali sono le operazioni da effettuare per sostituire il rullo siliconato su una stampante Intermec PM4i.

L’operazione non è complessa, è fondamentale seguire tutte le fasi nell’ordine corretto con due utensili facilmente reperibili dal ferramenta

Che cosa serve:

  • Rullo siliconato ( Platen Roller )

rullo siliconato PM4i

2 – Chiave a brucola esagonale

chiave a brucola

3 – Chiave a brucola a stella

3 – Chiave a brucola a stella

Per eseguire la sostituzione del rullo siliconato procedere con i seguenti passi:

  1. Smontare lo sportello in plastica nero posizionato sulla parte anteriore della stampante ( A )
  2. Rimuovere il fermo in plastica grigio dei rulli siliconati (B )

sportello PM4i3. Svitare i bulloni sia dello sportello che del telaio

bulloni pm4i

bulloni telaio PM4i

4 – Scollegare il cavo del display dalla scheda madre.

cavo diplay PM4i

5 – Smontare il motore dei rulli siliconati

motore rulli siliconati PM4i

6 – Rimuovere le cinghie collegate tra il motore e le ghiere dentate dei rulli

7 – Con la chiave a brucola esagonale svitare il fermo delle ghiere dentate

ghiere dentate PM4i

8-  Rimuovere le ghiere dentate

ghiere dentate PM4i rimozione

9- a questo punto i rulli siliconati sono liberi e potete estrarli

rimozione rulli siliconati PM4i

10- Sostituire i  rulli siliconati e rimontare il tutto avendo cura di seguire tutte le fasi in senso inverso dal numero 9 al numero 1.

Andrea Capponi


Se hai bisogno di assistenza tecnica su stampanti Intermec , Zebra, Toshiba, Honeywell o Terminali Wifi e lettori di codici a barre chiamaci


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Tel 06. 55.30.25.91

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Quale è la differenza fra un lettore di codice a barre 1D e un lettore 2D?

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Quando si deve acquistare un lettore è fondamentale sapere quali tipi di codici a barre si dovranno scansionare.

Esistono migliaia di famiglie differenti di codici, ma tutti rientrano in 2 macro categorie: codici a barre lineari o 1D e codici bidimensionali o 2D.

Sempre più frequentemente le aziende stampano sulle etichette sia i codici 1D che 2D, per soddisfare gli standard di etichettatura di settori specifici oppure per motivi commerciali.

Quale è la differenza fra codici 1D e 2D?

I codici a barre (1D) rappresentano i dati attraverso una sequenza di linee e spazi bianchi, possono codificare stringhe numeriche, alfanumeriche e simboli con un numero di caratteri limitato (dipende dalla specifica famiglia). Più si aggiungono caratteri da codificare tanto più il codice è lungo.

1D-barcode-vs-2D-barcodes

Codici molto lunghi possono essere difficili da scansionare da alcuni modelli di lettori barcode perché l’ampiezza del raggio non riesce ad attraversare tutta la lunghezza del codice

I codici a barre 1D più utilizzati sono: Codice 128, Codice 39, EAN 13, EAN 8, Ean 128, Interleaved 2 di 5, GS1, Codice Farmaceutico, UPC; Codice 32

codice a barre mela

I codici bidimensionali (2D) possono avere uno schema formato da quadrati, punti, esagoni e altri modelli geometrici. Pur mantenendo una dimensione contenuta, i codici 2D possono codificare molti più dati dei codici 1D, fino a migliaia di caratteri. I codici bidimensionali possono presentare numeri, stringhe di caratteri, indirizzi web, immagini, testi.

I codici 2D più utilizzati sono il codice QR (spesso usato per pubblicità e biglietti da visita) e il Data Matrix, usato per identificare elementi molto piccoli come i componenti elettronici o farmaci

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A livello operativo la differenza critica tra i due tipi di codici è nel tipo di lettore richiesto per eseguire la scansione.

I codici lineari possono essere letti con uno scanner laser o linear imager tradizionale.

I codici a barre 2D devono essere letti utilizzando uno scanner dotato di gruppo ottico area imager o basato su fotocamera.

contatto-wordpress

Quale tipo di lettore utilizzare per la propria applicazione?

Un lettore 2D può leggere sia codici monodimensionali che bidimensionali, diversamente un lettore 1D può acquisire solamente codici 1D.

Sebbene un lettore 2D può decodificare qualsiasi famiglia di codice è comunque opportuno selezionare il lettore in base alle specifiche esigenze di lettura.

Non c’è nessun motivo per acquistare un lettore 2D se dobbiamo leggere solamente codici a barre 1D.

Voyager 1400 lettore barc

Fare un acquisto oggi che tenga conto di eventuali esigenze future non certe ed imminenti è certamente un investimento rischioso considerato il veloce progredire della tecnologia e dei costi ad essa legati.

Ing. Cristina Urbisaglia

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Sempre più edicole stanno sperimentando una gestione automatizzata per l’identificazione automatica del codice delle riviste e dei giornali attraverso l’utilizzo di un software e di un lettore di codice a barre

Per effettuare un acquisto corretto del lettore è fondamentale accertarsi che il lettore possa essere opportunamente configurato per la lettura dei codici a barre di riviste e giornali.

Il codice che identifica i giornali è l’EAN 13 con ADD ON di 5, quindi il lettore dovrà leggere con un’unica scansione le 13 cifre + le 5 cifre rappresentate dal codice a barre

EAN13 + ADD ON 5
EAN13 + ADD ON 5

Non tutti i lettori possono essere configurati per la lettura dell’ADD ON o Supplementi di 5 cifre.

In aggiunta anche la capacità di poter effettuare configurazioni avanzate varia in funzione della marca e del modello del lettore.

L’abilitazione dell’ADD ON e la conseguente codifica può essere:

  • OBBLIGATORIA, ovvero il lettore trasmette la lettura solo se i codici si presentano nella forma EAN13 + ADD 5
  • OPZIONALE, cioè se leggo un codice con l’ADD ON il lettore trasmette un codice di 13+5 cifre, altrimenti se scansiono solo un EAN13 il lettore trasmette solamente le 13 cifre lette.

GIORNALI E CODICE A BARRE

Oltre alle 2 configurazioni principali di abilitazione obbligatoria o opzionale dell’ADD ON, i lettori possono avere altri parametri di impostazione che rendono l’operazione di lettura più efficiente nell’operatività quotidiana

Livello di decodifica: alcuni lettori possono essere configurati secondo vari livelli di decodifica, da meno aggressivo a più aggressivo. Ci sono diversi fattori che incidono sulla selezione di un livello di decodifica idoneo: codici macchiati, stampati male, danneggiati, parzialmente coperti e con barre/spazi non uniformi rendono il processo di lettura difficoltoso e spesso per decodificare un codice bisogna premere più volte il grilletto.

Un lettore dotato di un algoritmo di  configurazioni avanzata riesce a decodificare anche i codici meno leggibili

Add-On timer: questa opzione specifica il tempo in cui il lettore dovrà cercare l’Add-On quando la configurazione di ADD-ON OPZIONALI è abilitata.

Quale è il vantaggio di questa configurazione?

Supponiamo di avere un’edicola in cui vengono venduti sia giornali e riviste che altri prodotti tipo materiale di cancelleria, pile, acqua, etc. In questo caso non è possibile configurare il lettore per la sola lettura dei codici dei giornali, perché il lettore deve poter decodificare sia l’EAN13+ 5 dei giornali, che l’EAN 13 di altri prodotti privi di ADD ON. Quindi si dovrà impostare una configurazione con ADD ON non obbligatorio.

Però nella frettolosa operatività quotidiana può accadere che puntando il lettore sul codice del giornale il raggio non attraversi tutto il codice a barre composto da 18 cifre ma solo una parte (ad esempio 13 cifre): in questo caso il programma di gestione dell’edicola potrebbe andare in errore perché il lettore non è riuscito a decodificare correttamente. Impostando opportunamente il timer dell’ADD ON, si stabilisce un tempo in cui il lettore dovrà cercare l’ADD ON prima di trasmettere il dato.

Molti giornali e riviste sono dotate di gadget ed il confezionamento con pellicola o busta trasparente può compromettere la scansione del codice a barre: in questo caso la selezione del gruppo ottico del lettore può fare la differenza!!!

contatto-wordpress

Scegliere un lettore di una buona marca che abbia la capacità di poter essere configurato in base alle proprie esigenze operative vi farà risparmiare tempo e renderà il flusso operativo veloce e privo di errori

 Ing. Cristina Urbisaglia

Se hai domande scrivimi una mail

cristina@acsistemisrl.com

oppure CONTATTACI

06.55302591

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Lettori di codici a barre e palmari per il magazzino: quanto devono essere robusti?

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I lettori di codice a barre e i terminali portatili, tra le diverse caratteristiche tecniche, hanno la specifica relativa alla robustezza.

Per i dispositivi che vengono utilizzati in ambienti impegnativi come nei magazzini, nel settore dei trasporti, della logistica o della produzione il grado di robustezza è un fattore fondamentale per la durata del dispositivo.

palmari rugged

Cosa significa “robusto” quando si tratta di computer portatili o lettori di codici a barre?

Quanto è robusto un dispositivo può essere determinato attraverso una serie di specifiche tecniche, tra cui la tolleranza di temperatura del dispositivo, il suo valore IP, la resistenza alle cadute o ai colpi

Nei datasheet tecnici dei lettori di codice a barre o dei terminali troviamo una sezione dove vengono specificati i dati ambientali del dispositivo:

  • temperatura di esercizio
  • resistenza alle cadute
  • resistenza agli urti
  • umidità
  • protezione ambientale (IP)
  • protezione ESD

Grado di protezione IP

Il grado di protezione ambientale nei datasheet è indicato dal parametro IP (Ingress Protection) e indica la resistenza del dispositivo alla polvere e ai liquidi.

Se si opera in ambienti sporchi, polverosi o in applicazioni esterne, il fattore IP è un parametro da tenere in considerazione per ridurre i costi di manutenzione del dispositivo.

L’ IP è espresso da un numero a due cifre (ad esempio IP65, IP42, IP30): la prima cifra si riferisce alla protezione dalla polvere mentre la seconda cifra indica la protezione dall’acqua secondo la seguente classificazione: 

Prima cifra -protezione contro la penetrazione di corpi solidi

0: Nessuna protezione

1: protetto contro corpi solidi superiori a 50 mm di diametro

2: protetto contro corpi solidi superiori a 12,5 mm di diametro

3: protetto contro corpi solidi superiori a 2,5 mm di diametro

4: protetto contro corpi solidi superiori a 1 mm di diametro

5: protetto contro le polveri

6: totalmente protetto contro le polveri

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Seconda cifra -protezione contro la penetrazione di liquidi

 0: Nessuna protezione

1: protetto contro le cadute verticali di gocce d’acqua

2: protetto contro le cadute di gocce d’acqua o pioggia inclinate rispetto alla verticale

3: protetto contro gli spruzzi d’acqua

4: protetto contro gli spruzzi d’acqua da tutte le direzioni

5: protetto contro i getti d’acqua

6: protetto contro i getti d’acqua potenti

7: protetto contro gli effetti delle immersioni temporanee (1 metro per 30 minuti)

8: protetto contro gli effetti delle immersioni profonde e sotto pressione

Perché il fattore IP è importante?

Acquistare un dispositivo con l’IP appropriato alla specifica condiziona operativa è una scelta saggia per garantire un lungo ciclo di vita al proprio strumento di lavoro. Più il dispositivo è robusto e minore sarà il numero di guasti che si verificano durante l’utilizzo e quindi il costo totale di proprietà del dispositivo si ridurrà.

Questo non significa che dobbiamo acquistare un lettore o un terminale con IP68: se un dispositivo viene utilizzato in un ambiente chiuso e non è soggetto a condizioni climatiche avverse o imprevedibili la protezione dall’acqua a livello 7 o 6 è sovradimensionata ed inutile.

Ad esempio se consideriamo i fattori ambientali di un lettore di classe industriale come il Granit dell’Honeywell, vediamo che ha un IP65, quindi una protezione totale dalle polveri e dalle particelle solide e un’ottima protezione dai liquidi (getti d’acqua). Inoltre è progettato per resistere a 5.000 colpi da 1 m e a 50 cadute su cemento da 2 m. È un lettore ingegnerizzato per gli ambienti più ostili e condizioni operative impegnative.

lettore wireless industriale
Honeywell Granit

Diversamente un lettore progettato per ambienti office o punti vendita, come il Voyager 1400 sempre dell’Honeywell è caratterizzato da un IP42, quindi è un lettore solido ideale per la maggior parte delle situazioni di lettura ordinarie

Non tutte le applicazioni richiedono una protezione totale da acqua e polvere!!!

Voyager 1400 lettore barc

Ci sono altre caratteristiche che influenzano la robustezza e la durata.

In un terminale, ad esempio, le tastiere dovrebbero essere completamente sigillate contro danni causati da polvere e liquidi.

I display, punto vulnerabile di qualsiasi palmare, devono essere abbastanza robusti per resistere alle cadute e ai graffi.

Anche i cavi e le porte I/O rappresentano un punto debole soggetto a guasti.

Inoltre lavorare con un dispositivo al di fuori del range di temperatura indicata nelle specifiche tecniche può causare danni o malfunzionamenti

Il palmare della Zebra TC55 è realizzato con criteri di robustezza elevati perché pensato per lavoratori che operano in mobilità. Le specifiche di caduta e la classe di protezione IP67, oltre allo schermo in Corning Gorilla Glass 2, assicurano un funzionamento affidabile anche in caso di cadute ed esposizione a liquidi, e garantiscono una durata media di vita di tre anni.

Zebra TC55

L’IP67 ci indica che il TC55 è totalmente a prova di polvere e resistente all’ immersione in acqua per almeno 30 minuti, alla profondità di 1 metro

Sempre della Zebra l’MC9200 è un terminale progettato per ambienti estremamente impegnativi: ha una struttura ultra-rinforzata con IP64 per il telaio dell’unità, del display e della tastiera e ha prestazioni affidabili nonostante condizioni avverse come le cadute su cemento, temperature estremamente calde o fredde, polvere e spruzzi d’acqua

MC9200
MC9200

Un terminale più leggero, ma ugualmente resistente a diverse sollecitazioni ambientali, ideale per la gestione del magazzino, dell’inventario, e la tracciabilità delle risorse è l’MC3200, che presenta un IP54 con test di tenuta, caduta e rotolamento che garantiscono un funzionamento affidabile anche in caso di cadute su cemento, temperature estreme, versamenti di liquidi.

L’IP54 indica che il terminale è protetto in maniera limitata dalla polvere e dall’acqua ma non dovrebbe mai essere immerso totalmente.

Lo standard militare MIL-STD-810G

Nelle situazioni in cui la robustezza è un fattore primario è opportuno scegliere dispositivi che presentino caratteristiche ambientali conformi allo standard militare MIL-STD-810G come il CK75 dell’Honeywell

Se un dispositivo è conforme a MIL-STD 810G  significa che è stato testato e certificato secondo lo standard definito dal Dipartimento della Difesa dell’esercito degli Stati Uniti

ck75

Lo standard è costituito da 24 test ambientali atti a dimostrare che il dispositivo sopravvivrà a varie condizioni avverse. Questi test spaziano dalla temperatura all’umidità, dalla vibrazione all’immersione, dal rumore acustico all’impatto da arma da fuoco, alla radiazione solare , ecc. Quanti più metodi vengono superati tanto più il dispositivo è robusto.

L’utilizzo di materiali di qualità industriale assicurano resistenza e cicli di lavoro durevoli anche nelle condizioni più estreme

Ad esempio il CK75  è in grado di resistere a cadute da 2,4 m su cemento, a 2000 urti da 1 m ed è classificato IP67 per la protezione dalla pioggia e dalla polvere.

Conclusione

Prima di effettuare un acquisto è opportuno determinare i requisiti della vostra applicazione. Utilizzare le informazioni sulle specifiche ambientali per identificare un dispositivo con il giusto livello di robustezza è una regola di buon senso che si dovrebbe seguire per effettuare la selezione di uno strumento di lavoro adeguato

Ing. Cristina Urbisaglia

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